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Nora-Spirale: assente la proprietà al tavolo di Conflavoro, ancora tutto bloccato. Atteso un intervento del Governo

Si è svolto giovedì 22 novembre il tavolo convocato da Conflavoro Pmi nella sede nazionale di Lucca, per affrontare il caso della Nora Spirale di Monsagrati nel Comune di Pescaglia (Lu). Lo storico calzaturificio, ex-Rontani, chiuderà entro l'anno lasciando a casa 42 lavoratori, per spostare la produzione in Trentino, a Cinte Tesino nella sede centrale di Spirale group.

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Parole chiave: Finanza (7)
Il tavolo convocato il 22 novembre a Lucca nella sede nazionale di Conflavoro Pmi

L'associazione datoriale di piccoli e medi imprenditori Conflavoro aveva invitato davvero tutti: rappresentati istituzionali, la OjSolution in qualità di possibile acquirente della realtà produttiva di Monsagrati e anche i vertici aziendali di Spirale group che, anche a seguito di finanziamenti della Provincia autonoma di Trento, ha scelto di chiudere il ramo lucchese per concetrare la produzione in Trentino.

Si sono presentati al tavolo il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti e il consigliere del Comune di Lucca delegato al lavoro Roberto Guidotti, che seguono la vicenda Nora Spirale fin dall’inizio. Al tavolo anche il presidente di Conflavoro Pmi Roberto Capobianco, Giorgio Del Ghingaro Sindaco di Viareggio, il consigliere provinciale di Lucca Nicola Boggi, Maurizio Galea e Andrea Farina componenti la direzione generale di OjSolution.

C'erano un po' tutti. Mancava la Regione Toscana certo, ma mancava soprattutto l'amministratore delegato di Spirale group Andrea Macasso o un suo delgato. Continua quindi l'atteggiamento di chiusura ad ogni possibilità di dialogo da parte dei proprietari dello stabilimento e della produzione che a Monsagrati dà lavoro a 42 persone che, stando così le cose, il 20 dicembre perderanno il lavoro.

La convocazione di Conflavoro, per certi aspetti, può essere considerata inusuale rispetto all'iter di una vertenza. In fondo i sindacati dei lavoratori a livello nazionale hanno richiesto l'apertura di un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico di cui però ancora non è dato sapere nulla. I passi fin qui fatti direttamente dalla Regione Toscana sono stati volti a garantire il mantenimento del livello occupazionale della realtà lucchese fino a invitare Spirale group con un ultimatum, inascoltato, di chiedere almeno la cassa integrazione straordinaria. Macasso e la Spirale group si trincerano dietro un silenzio che non abbiamo timore a definire totale e, pertanto, davvero preoccupante. Conflavoro si è fatta interlocutrice in questa singolare vicenda presentando l'opzione OjSolution, cioè un possibile acquirente. Ma se Spirale group non dà la possibilità di vedere le carte dell'azienda, i documenti, difficilmente questo possibile acquirente potrà continuare a mantenere l'atteggiamento di disponibilità fin qui dimostrato solo, ed è inevitabile, a parole. Inevitabile, sia chiaro, perchè è la proprietà di Spirale group che deve aprirsi al dialogo, se lo vuole, per dare concretezza all'opzione OjSolution.

Non a caso al termine del tavolo nella sede di Conflavoro il Sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti ha chiaramente detto che: "A questo punto, una volta formalizzata la richiesta da parte di OjSolution, che abbiamo ringraziato per l'interessamento, starà alla Spirale decidere se accettare o meno la proposta. Mi auguro, con tutta la cautela del caso, visto la delicatezza della situazione e la posta in palio, che possano aprirsi scenari positivi per il futuro dei 42 dipendenti". Da parte di OjSolution, Maurizio Galea sottolinea come "auspicabile poter visionare per completezza di informazione i documenti relativi all’attività dello stabilimento di Monsagrati, capire le competenze dei lavoratori, l’organizzazione attuale, lo schema commerciale. Di certo è un ambito che potrebbe ricoprire un forte interesse per OjS e, eventualmente mediante una sinergia con l’attuale proprietà e se i documenti non presentassero criticità particolari, potremmo arrivare ad ampliare anche il nostro mercato. Questa è l’opzione principale. Se non dovesse essere presa in considerazione valuteremo ulteriori opportunità”. Ma se Spirale Group, con la sua composita proprietà, prosegue con il silenzio totale e preoccupante, difficilmente le buone intenzioni fin qui dimostrate da molteplici soggetti potranno avere uno sbocco positivo.

A questo punto, anche se tutti i partecipanti al tavolo convocato da Conflavoro si sono detti soddisfatti per il colloquio tenutosi, gli enti locali fino alla Regione Toscana continueranno a farsi carico delle istanze del tessuto sociale e produttivo del territorio. OjSolution dovrà continuare a bussare alla porta di Macasso. Ma un po' tutti restano in attesa di ascoltare in merito due voci: il Governo e Spirale group. La questione infatti è oramai di livello nazionale. Ci sono fondi pubblici che hanno facilitato l'operazione di chiusura del ramo lucchese a favore della produzione in Trentino: solo questo dovrebbe far svegliare qualche Ministro. Ci sono poi, ed è l'emergenza più vera e concreta, 42 lavoratori a rischio. Il tempo passa e non c'è più da attendere. La deputata toscana Donatella Legnaioli (Lega) nei giorni scorsi ha fatto sapere che una sua interregazione parlamentare sul caso Nora Spirale avrà una risposta dal Governo "presumibilmente già dalla prossima settimana". E torniamo quindi "a bomba". Il Governo è l'altra voce che in un caso così particolare dovrebbe finalmente farsi sentire.

Nora-Spirale: assente la proprietà al tavolo di Conflavoro, ancora tutto bloccato. Atteso un intervento del Governo
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