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Rebecca, l’attrice lucchese nella fiction «L’Amica geniale»

«Per il momento tengo il piede in due staffe. Voglio continuare a formarmi artisticamente ma anche proseguire l’università».

Rebecca Fanucchi

Dice così, sorridendo, Rebecca Fanucchi, 23 anni, attrice lucchese nel cast del quarto episodio della fiction L’Amica Geniale 3, andato in onda domenica scorsa, in prima serata, su Rai Uno. Rebecca, in tasca una laurea in Tecniche di Allevamento Animale e Educazione Cinofila, è da sempre interessata alle tematiche green, tanto che lo scorso dicembre ha preso parte all’ecoconcerto, andato in scena al Teatro del Giglio, «L’Ambiente si Nota», in cui ha letto alcune poesie. È figlia del regista e attore Nicola Fanucchi, nonché nipote di Angelo e Anna, rispettivamente light designer e regista, fondatori del Teatro Giovani. 

Come ti sei avvicinata alla recitazione?
«Ho mosso i miei primi passi sul palcoscenico e dico sempre che sono cresciuta sulle tavole di legno. Ho iniziato a recitare a 6 anni e la compagnia del Teatro Giovani, di cui per tanto tempo hanno fatto parte i miei genitori, è stata la mia culla. In seguito ho frequentato per 9 anni un laboratorio teatrale con Dimitri Galli Rohl e poi ho ricominciato col Teatro Giovani». 

Sei da poco tornata da Roma, dove hai doppiato il personaggio che interpreti nella terza stagione de L’amica Geniale – Storia di chi fugge e di chi resta, tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante e attualmente in onda su Rai Uno. Che ruolo hai?
«Il mio personaggio, Clelia, è la bambinaia di Adele, la figlia di Lenù. Clelia ha 16 anni, viene dalla campagna e si ritrova a vivere in città (abbiamo girato a Firenze) in una famiglia borghese, diversa dalla sua. È una ragazza empatica e crea un legame intenso con la bambina che, in certi momenti, sembra preferirla alla madre. Per interpretarla mi sono dovuta immedesimare in un personaggio vissuto in un’altra epoca, con atteggiamenti che non mi appartengono ma a Caserta ho fatto un training preparatorio, in cui mi hanno formata bene. È stata una bella esperienza anche dal punto di vista umano, la sera cenavamo insieme con il regista, sua moglie e il resto della troupe». 

La serie andrà in onda anche negli USA… Che effetto fa sapere di recitare per un pubblico internazionale?
«È sempre emozionante sentirsi parte di qualcosa di così grande e internazionale, ti fa pensare: “Cavolo! Ci sono pure io. Nel mio piccolo ho contribuito”». 

Com'è stato essere diretta da un importante regista italiano come Daniele Luchetti?
«Stimolante. Lui è una persona meravigliosa, accomodante, che ti lascia tutto il tempo per ambientarti sul set. Sono rimasta davvero sorpresa dalla serenità che mi ha trasmesso Daniele. Non si pone in posizione superiore, anzi, è simpatico, sempre gentile e anche quando ci sono delle cose che non gli vanno bene, te lo dice con eleganza». 

Avevi già preso parte alla docufiction «Love Dilemma», su Real Time. Ti piace di più recitare in Tv o in teatro?
«Sto cercando di capirlo. Credo in teatro».

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