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Università: tutto a distanza fino a dicembre, il parere degli studenti

Con l’ingresso nella fase tre molte attività come ristoranti, hotel, negozi di vario genere hanno riaperto; è ricominciato pure il calcio e presto o tardi si potrà tornare a ballare nelle discoteche. Riapre tutto dunque? No, non proprio. Infatti le università continuano a tenere esami e lezioni online almeno fino a dicembre.

Università: tutto a distanza fino a dicembre, il parere degli studenti

Un notevole cambiamento per migliaia di giovani, che presenta aspetti positivi e negativi. Massimiliano è iscritto ad architettura a Firenze e ha mostrato pregi e difetti di questi mesi riferiti al suo corso di studi. «Le revisioni online per gli studenti di architettura sono da abolire, però permettono di organizzarci con giorni e orari migliori. È un po’ un disagio fare i lavori di gruppo a distanza, ma almeno non c’è da fare molti spostamenti tra università e casa, e questo soprattutto per i pendolari. Cosa che ritengo giusta fino ad un certo punto dato che si perde anche il contatto e la discussione e i confronti con studenti e docenti, per noi di architettura molto importanti». Luca è studente in Professioni sanitarie ed evidenzia alcune criticità della didattica online. «Trovo un po’ deprimente passare dalle quattro alle otto ore davanti ad uno schermo, in una stanza in solitudine. Per quanto triste però la solitudine aiuta a concentrarsi, evita di portarsi dietro libri, quaderni o dispositivi elettronici, elimina possibili ritardi dei trasporti, e la lezione può essere registrata. Riguardo gli esami sono stati convertiti tutti in orali, aumentando così (almeno secondo me) l’approfondimento nello studio e le aspettative dei professori; le sessioni poi hanno subito variazioni, concentrando più esami non solo nella stessa sessione, ma nel giro di pochi giorni». Matteo, studente in Lingue e Letterature straniere, è invece contro le lezioni online. «La didattica a distanza funziona male per chiedere chiarimenti. In più con tutti i disservizi (biblioteche e mense chiuse) non è stata tagliata nessuna tassa, solo rinviata a non si sa quando». Marco è prossimo alla laurea in Archeologia, in questi mesi ha avuto problemi a reperire materiale utile per la sua tesi. «Non appena è stato possibile il prestito con il rispetto delle norme di distanziamento sociale – ossia da maggio – ho provveduto a prenotare i testi che giudicavo utili per mezzo della piattaforma del sistema bibliotecario di ateneo. Prima, a lockdown in pieno vigore, mi sono dovuto adattare cercando nelle banche dati con le quali gli atenei sono spesso convenzionati, con risultati che, per la situazione di emergenza, giudico abbastanza soddisfacenti. Da tesista di laurea magistrale mi sento solo di fare due appunti non proprio positivi: in primis sulla scelta di ricominciare da settembre esclusivamente con didattica a distanza senza provare l’adozione di formule miste e poi sul mancato ripristino dei servizi di prestito interbibliotecario, disservizio fortunatamente attutito dalle reti di banche dati».

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