Massa Carrara
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dal N° 38 del 23 ottobre 2005

CAT: QUALE FUTURO PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE?

La situazione del CAT sarà all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale a Massa, così come promesso dai capigruppo durante il Consiglio di giovedì scorso, quando un gruppo di lavoratori dell'azienda trasporti si sono presentati nella sala consiliare, fermando i lavori in corso.
DI RENATA GIANNI

La situazione del CAT sarà all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale a Massa, così come promesso dai capigruppo durante il Consiglio di giovedì scorso, quando un gruppo di lavoratori dell'azienda trasporti si sono presentati nella sala consiliare, fermando i lavori in corso. In queste ore poi si è aperto il tavolo di trattative, voluto dal Presidente della Provincia Osvaldo Angeli , tra l'azienda e i soci , il Comune e quello di Carrara e la Comunità Montana, alla presenza dei Sindacati Confederali per discutere della questione economica, della ricapitalizzazione dell'impresa e degli organici.

È probabile che, mente scriviamo, vengano prese delle decisioni a favore dei duecentocinquanta lavoratori che, di conseguenza, non perderanno il posto di lavoro. «I lavoratori del CAT - afferma Sergio Zangolli, segretario generale provinciale della CISL- hanno già dato, in termini di senso di responsabilità e di professionalità. Forse sarebbe stato meglio che la nuova Amministrazione del CAT avesse avuto più tatto, senza dover sbandierare il "disastro amministrativo", utilizzando i lavoratori come vittime per creare allarmismo. Tra l'altro noi Sindacati abbiamo lottato perché l'azienda rimanesse pubblica, così da contenere i costi anche per gli utenti.»

D'altro avviso il Consigliere di AN, Stefano Benedetti, che in più riprese in questi anni, aveva denunciato la difficile situazione. «È un'azienda fantasma, che produce disavanzo di bilancio e nessuno dei progetti avviati sono giunti in porto, la Fercat, che si sarebbe dovuta occupare dei trasporti tra stazione e città, e la Publicat, agenzia pubbliciataria, non hanno prodotto niente, così come il Lunicat per avere maggiori collegamenti con Lunigiana, che non è mai entrato in funzione. Inoltre l'acquisto dell'area di via Catagnina è risultata non consona alle esigenze del CAT e neppure economica. Appare assurdo poi l'allargamento del numero dei dipendenti senza nessun aumento di linee e servizi, così come inutile e costosa è stata la ristrutturazione del Pomerio Ducale, adibito a deposito degli autobus, da cui parte un bus navetta che ogni giorno gira a vuoto!».

Si parla in effetti di oltre due milioni di euro di disavanzo, con debiti che sfiorano i tredici milioni di euro. Se il bilancio entro dicembre non tornerà pari, l'azienda potrebbe avviare la liquidazione e i 250 lavoratori dei trasporti pubblici saranno licenziati. «Questo atteggiamento sembra più un ricatto che la verità - afferma Sergio Zangolli - dell'Amministrazione della società che vuole vedere maggior impegno da parte dei soci e quindi crea allarmismo.» In effetti facendo un passo indietro non si può dimenticare come le condizioni poste per il Capitolato fossero tali da scoraggiare la partecipazione di altri Enti. Infatti si facevano richieste , che non tenevano conto dei veri costi dell'Azienda, proprio per questo le varie partecipanti al bando si sono ritirate ed è rimasto il CAT e in particolare la volontà dei suoi lavoratori.

RENATA GIANNI

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