Massa Carrara
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dal numero 41 del 6 novembre 2005

GIOVANI:ALLA RICERCA DI UNA VITA AUTENTICAMENTE EVANGELICA

Si può vivere il Vangelo nella vita di tutti i giorni mettendo al centro Gesù tra le difficoltà e i problemi quotidiani? Forse sì e forse no. Dipende dalla fede. Per alcuni ragazzi della Diocesi la risposta non ha tentennamenti: è possibile. Nelle parole di uno di loro la testimonianza che un'esperienza forte può trasformare il tram tram quotidiano in un'occasione di incontro con il Signore.

Si può vivere il Vangelo nella vita di tutti i giorni mettendo al centro Gesù tra le difficoltà e i problemi quotidiani? Forse sì e forse no. Dipende dalla fede. Per alcuni ragazzi della Diocesi la risposta non ha tentennamenti: è possibile. Nelle parole di uno di loro la testimonianza che un'esperienza forte può trasformare il tram tram quotidiano in un'occasione di incontro con il Signore.

DI MICHELE BIANCHI

Abbiamo trascorso quattro giorni insieme, continuando a compiere i nostri doveri quotidiani (di studio o di lavoro), ma sempre mettendo al centro il Vangelo, e riunendoci per il resto della giornata in una ex colonia di Marina di Massa. Lì abbiamo scoperto, in un clima di fratellanza e amicizia nel nome di Gesù, la gioia di una condivisione sempre più profonda, con l'aiuto spirituale di Padre Simone Desideri, responsabile della Pastorale Giovanile della Diocesi, che ci segue da oltre un anno.
OLTRE LE STATISTICHE
Questa esperienza di condivisione ha significato, per me, l'abbandono di schemi preconcetti, con cui spesso vengono giudicati i giovani: la realtà infatti non è spiegabile semplicemente rifacendosi a griglie statistiche. Va vissuta e guardata dritta negli occhi, per poter essere compresa. Osservando più da vicino questi giovani, noteremmo età, comportamenti, modi di vivere o di fare differenti, ma con un unico comune denominatore: la gioia di Gesù. I nostri modi esuberanti, molto «compagnoni», smentiscono l'idea del «cristiano stanco», utile solo per il servizio in sagrestia o per tener buoni i bimbi del catechismo.


Qui non si tratta di oratorio, ma della vita di tutti i giorni. Attraverso le semplici «faccende» abbiamo scoperto più profondamente noi stessi, a livello sia individuale che di gruppo, e abbiamo infine notato ciò che è nascosto a uno sguardo più superficiale: la nostra crescita insieme non è stato merito nostro. Tendenzialmente individualisti, come quasi tutti i ragazzi, abbiamo capito che soltanto Cristo poteva farci superare, per poterci aprire agli altri, debolezze e paure, simpatie e antipatie: perché è fisiologico che in un gruppo ci sia qualcuno che sta antipatico o che si adatta meno alla situazione, ma è merito di tutti se ciò sarà servito a smussare il proprio carattere in vista del bene comune, consapevoli che è solo mettendo in gioco pienamente se stessi che si riesce a formare una sia pur piccola comunità.
STUDIO E LAVORO
Per questo ogni mattina ci si alzava alle 6, per poter condividere tutti insieme una preghiera di ringraziamento al Signore con i propositi da mettere in pratica nella giornata, prima di recarci al nostro luogo di studio o di lavoro, così come accadeva al termine del giorno, quando ci riunivamo nuovamente in cappella, per poter rendere presenti problemi, stati d'animo ed eventuali desideri di chiarimento tra noi. Tutto era finalizzato all'incontro con Gesù, non per crogiolarci di un'idea, di un concetto, o di un sentimentalismo, ma perché, come Persona presente in mezzo a noi, ci stimolasse a cercare la Verità, intesa come ricerca di sincerità, di fiducia, di serietà, di pazienza nei confronti dell'altro.
ASCOLTO DI STRADA
Da tutto questo, chiaramente, non è stata esclusa una sana volontà di scherzare e ridere insieme, perché anche dalle cose più piccole (come la descrizione delle nostre nottate quasi «in bianco» o dei nostri pigiami demodè ) può trasparire la condivisione nel Suo nome! Insomma , una magnifica esperienza, che spero mi sarà d'aiuto nel cammino che settimanalmente portiamo avanti con Padre Simone finalizzato all'Ascolto di Strada (un modo per «portare Gesù» a ragazzi come noi, che però non hanno conosciuto ancora il modo per incontrarLo!) e in quello coi «miei» ragazzi della «Casa Rossa» (il mio gruppo parrocchiale).

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