Massa Carrara
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dal N°38 del 23 ottobre 2005

SINODO: TERZA ASSEMBLEA PLENARIA

«La Chiesa è una compagna dell'uomo che serve per evangelizzare»: questo il leitmotiv della relazione di Igino Lanforti che ha aperto, venerdì scorso, la terza Assise diocesana. Sebbene in versione «serale», dalle 19 alle 22.30, l'incontro ha fatto registrare una notevole partecipazione di sinodali.
DI RENATO BRUSCHI

DI RENATO RBUSCHI


«La Chiesa è una compagna dell'uomo che serve per evangelizzare»: questo il leitmotiv della relazione di Igino Lanforti che ha aperto, venerdì scorso, la terza Assise diocesana. Sebbene in versione «serale», dalle 19 alle 22.30, l'incontro ha fatto registrare una notevole partecipazione di sinodali.

Come ha rilevato il relatore «questa presenza è già un risultato: significa che sono in molti a credere nelle potenzialità di rinnovamento che il Sinodo offre alla chiesa diocesana».
Prima del relatore aveva preso la parola il Vescovo, per introdurre l'assemblea ai lavori e dare «il La» alla serata. Centrato sulla «Logica dell'Incarnazione» il discorso di mons. Binini ha richiamato i fedeli alla necessità della testimonianza intesa come espressione visibile di un incontro che ha dato una svolta alla vita. «Questo incontro - ha detto il vescovo - è all'origine della nostra fede. È, per usare le parole di don Giussani, un avvenimento che sottende un evento di Grazia».
Tema dell'Assise
L'evangelizzazione, o meglio, l'essere inviati per evangelizzare era il tema dell'incontro. Nell'assise precedente è stato oggetto di approfondimento il «perché esiste la Chiesa», venerdì scorso l'attenzione dei sinodali si è invece rivolta sul «cosa deve fare la Chiesa» per annunciare il Vangelo e soprattutto cosa può fare di concreto la diocesi di Massa Carrara - Pontremoli. Bene ha fatto il relatore ad insistere su alcuni nodi critici, emersi dalle schede di ascolto, provocando e «pungolando» l'assemblea per suscitare il dibattito.

Lanforti, seguendo lo schema della seconda sfida dell'Instrumetum laboris, ha individuato nella ri-evangelizzazione degli adulti l'obiettivo da conquistare e nella catechesi lo strumento adeguato per raggiungerlo. Non ha nascosto le difficoltà che ci attendono, soprattutto nel dopo Sinodo quando si vedrà se le scelte operate diventeranno patrimonio comune e andranno a costituire quell'humus di condivisione che solo può sostanziare un progetto pastorale organico oppure rimarranno lettera morta.

Sulla catechesi, è sembrato ad alcuni sinodali che si potesse scommettere per quanto riguarda l'urgenza del futuro. «Se non ripartiamo dagli adulti, quindi dalle famiglie, come si potrà arrivare a coloro che stanno sulla soglia della Chiesa?».
Anche le Piccole comunità di evangelizzazione - ha ricordato il relatore - possono costituire una valida riposta ai problemi dell'annuncio.

Terminato l'applaudito intervento i sinodali si sono spostati nel «ridotto» dell'auditorium per consumare una cena frugale preparata dalla segreteria.
Anche questo è stato un momento importante: qualche scambio di battute per stemperare l'atmosfera e per focalizzare meglio i problemi. Alle 20.40 il moderatore don Luca Franceschini ha richiamato l'assemblea «all'ordine» e i lavori sono proseguiti con la serie interventi.
Le parole dei sinodali
Molte le parole spese sul tema catechesi: una chiara espressione del valore dell'argomento e segno di attenzione all'Instrumentum laboris.
Diversi sinodali hanno chiesto di semplificarne alcune parti, magari riducendole o chiedendo che fosse rivisto lo «stile didascalico» con cui sono state redatte.
Non pochi sono stati i contributi ad integrazione del testo, con suggerimenti assai articolati e precisi. Qualcuno ha addirittura presentato dei progetti di catechesi già sperimentati, chiedendo all'assemblea di farli propri, altri infine hanno insistito sul peso determinante della testimonianza per autenticare qualsiasi proposta di evangelizzazione.
Si capiva che molti interventi anziché essere provocati dalle parole del relatore, erano mossi da un'esigenza di chiarezza maturata dall'analisi minuziosa dell'Instrumentum. Probabilmente all'interno delle commissioni si è discusso, anche animatamente, e ciò ha prodotto una presa di posizione netta e decisa su alcune questioni.
Questo stile se da una parte permette di ottenere contributi puntuali e pertinenti all'argomento, dall'altro sottrae un po' di spontaneità al dibattito, relativizzando anche la funzione del relatore.
Comunque, tutto ciò che è stato detto e scritto costituisce un prezioso materiale su cui, nei prossimi mesi, dovrà lavorare la «Commissione 2» per presentare, nella fase di discussione, un testo emendato che l'assemblea dovrà poi votare.
La serata si è conclusa con la preghiera finale guidata da don Luca e la benedizione del Vescovo e ovviamente con l'appuntamento al prossimo incontro in programma domenica 6 novembre.

 

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