Pisa
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FRANCESCANI, LA REGOLA HA OTTO SECOLI

Era il 1209 quando Francesco decise di partire per Roma con i suoi primi compagni per essere ricevuto dal papa. Ottenuta un'udienza, per poter spiegare a Innocenzo III quali erano gli intenti e gli scopi della fraternità, si vide costretto a scrivere un documento, brevissimo e molto semplice, e che si può riassumere, nel desiderio di vivere alla lettera il Vangelo

FRANCESCANI, LA REGOLA HA OTTO SECOLI

di Andrea Bernardini

Nel prato del chiostro del convento, bambini e ragazze corrono dietro  ad una palla. Sotto il loggiato una neomamma allatta il suo piccolo e parla con esperienza di latte materno e biberon, pannolini usa e getta  e riciclabili. Nella sala «Bonaventura» Giacomo Lemmetti tiene una lezione di lettura creativa. Al circolo Acli, intorno ad un caffé, un gruppetto di persone ragiona di nuove iniziative culturali della stagione.
Intanto, in chiesa, la corale parrocchiale intona un canone, preparandosi, così, ad animare una prossima celebrazione eucaristica.
C'è vita nella chiesa e nel convento di San Francesco. I confini territoriali di quella comunità sono abitati da novecento persone. In chiesa, alle celebrazioni eucaristiche del fine settimana, se ne vedono tra le 700 e le 800. Il motivo del successo? La disponibilità di «confessori», il clima familiare, fanno di San Francesco la parrocchia di «elezione» per molti residenti nella nostra città.
Qui, intorno ai frati, si è costituito da tempo il Terz'Ordine francescano, un gruppo di laici impegnati nella Milizia dell'Immacolata; a San Francesco e Santa Cecilia fanno riferimento neocatecumenali e laici che stanno facendo un cammino di fede con Rinnovamento nello Spirito Santo. Mentre decine di cuoche e volontari preparano tutti i giorni un pasto caldo per quaranta poveri della città, servito nella mensa dedicata a Lodovico Coccapani. Sensibile anche l'attenzione missionaria: un'associazione, «Gioia di vivere», sostiene a distanza una missione francescana in Equador, dove prestano servizio padre Marco e padre Zibi, due polacchi che hanno lasciato il segno nel cuore di molti pisani negli anni in cui hanno prestato servizio in San Francesco.
Un laicato «vivo», dunque, anche se - come spesso accade in questi casi - fa fatica a lavorare in sinergia per iniziative comuni.
E i frati dove sono? Al piano superiore. Ad attendere il cronista c'è padre Tommaso Rylko, 42 anni, guardiano della comunità dei minori conventuali e parroco. Con lui, in San Francesco, ci sono anche padre Pietro Anzulewicz, 59 anni, vicario parrocchiale e già docente di spiritualità francescana al «Seraficum» e penitenziere nella basilica di San Pietro in Vaticano; padre Cristoforo Bartczak , 30 anni, vicario della chiesa di Santa Cecilia, padre Raffaello Wojciechowski, 35 anni, e fra Andrea Pawlik, 39 anni, sagrestano. Provengono tutti dalla provincia francescana polacca di San Massimiliano di Danzika (Polonia), un territorio che un tempo ha dato tantissime vocazioni al francescanesimo.
Ma, a sorpresa, troviamo anche fra Francesco Baldini, frate minore in servizio nella comunità di Santa Croce in Fossabanda .
«Pregustiamo» dunque l'anteprima della celebrazione del «transito»: tutta la comunità francescana - frati, suore, laici del terz'ordine - lo ricorderà la sera di sabato 3 ottobre nella chiesa di San Francesco in una celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giovanni Paolo Benotto.
Quest'anno, poi, ad «unire» i tre ordini maschili francescani nel ricordo del poverello d'Assisi , c'è anche un altro particolare anniversario. Era il 1209, infatti, dunque otto secoli fa, quando Francesco decise di partire per Roma con i suoi primi compagni per essere ricevuto dal papa. Ottenuta un'udienza, per poter spiegare a Innocenzo III quali erano gli intenti e gli scopi della fraternità, si vide costretto  a scrivere una regola, brevissima e molto semplice, interamente composta di espressioni tratte dai Vangeli e che si può riassumere, nel desiderio di vivere alla lettera il Vangelo, sine glossa.
Gesù aveva detto: «Va', vendi tutto quello che hai e dallo ai  poveri, poi vieni e seguimi» (Mc 10, 21); e Francesco aveva venduto tutte le sue ricchezze, le aveva donate ai poveri e si era rifugiato in una chiesa. Gesù aveva detto «Il figlio dell'uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20) e Francesco aveva deciso di vivere senza una casa né una fissa dimora, ma itinerante, come Gesù. Come Gesù aveva digiunato, così anche Francesco. Quando il poverello d'Assisi lesse la frase: «non portate con voi calzari» (Mt 10,10), egli seguì il precetto alla lettera e cominciò ad andare in giro a piedi nudi. Questo Francesco chiedeva anche ai «suoi» confratelli. Ed in origine, i suoi amici di Assisi, pur con qualche difficoltà, lo seguirono.
Il papa restò perplesso di fronte a questo gruppo di straccioni che non aveva altri riferimenti che in Gesù Cristo e che non voleva rientrare in nessuno degli ordini religiosi già esistenti; e che pure si prostrava ai suoi piedi con umiltà e devozione. Una povertà assoluta che si manifestava comunque in modo piuttosto innocuo, visto che i frati non chiedevano la stessa povertà alla gerarchia ecclesiastica: tutto ciò che desideravano era il permesso di praticarla. Così Innocenzo dette un'approvazione orale alla regola dei frati minori.
Ci vorranno altri undici anni prima che San Francesco scrivesse un'altra «regola» decisamente più approfondita  rispetto a quel primo testo. Ne avrebbe, probabilmente, fatto a meno, se nel frattempo, il «francescanesimo» non fosse divenuto un movimento europeo, sfuggito di mano allo stesso fondatore. Del 1223, infine, la regola conosciuta come «bollata», presentata e discussa nel Capitolo della Porziuncola e approvata da papa Onorio III con la bolla «Solet annuere».
Alla morte di Francesco  i suoi «eredi» spirituali  si divideranno nella interpretazione della regola  e del testamento lasciato dal loro fondatore.
Nei secoli numerose saranno le «scissioni» nel francescanesimo. Oggi gli «eredi» di Francesco d'Assisi sono sostanzialmente tre: i frati minori, i frati minori conventuali e i frati minori cappuccini. Chi li osserva da vicino, non vi trova molte differenze: nel rispetto della Regola, così come nello stile di vita, anche se forse i Conventuali sono più  orientati alla vita accademica, i minori a quella parrocchiale e i cappuccini  alla missione.
Padre Tommaso ricorda quanto sentito dal suo provinciale: «Spero di poter celebrare il prossimo Capitolo insieme ai confratelli dei frati minori e dei cappuccini».
In questo i laici sono stati precursori: il Terz'Ordine è uno solo, pur facendo riferimento alle comunità di tutte le tre congregazioni religiose.

LE CELEBRAZIONI IN SAN FRANCESCO
PISA - Sono molte le «tracce» della vita di San Francesco d'Assisi che possiamo ritrovare nella chiesa pisana a lui dedicata. Ne parla la professoressa Chiara Frugoni in una conferenza che si tiene venerdì 2 ottobre alle ore 19 nella sala del capitolo.
Il dipinto di Francesco Vanni su San Francesco mentre riceve la conferma della Regola del 1592; le Storie di San Francesco  raccontate da Mossmeyer in cinque vetrate (1926); il rilievo in marmo del XIV secolo, collocato sotto l'altare nella cappella maggiore, e che rappresenta San Francesco e i francescani; l'altare del 1591, realizzato da Santi di Tito e che rappresenta San Francesco che riceve le stimmate; o la statua lignea di San Francesco realizzata nel 1997 da Fancelli.
Sul lato est della sagrestia, nella cappella Sardi Campiglia affrescata da Taddeo di Bartolo nel 1397, troviamo Francesco insieme alla Vergine, San Giovanni Battista, Sant'Andrea, L'Annunciazione e Cristo benedicente.
Ma le opere forse più preziose sono altrove.  Fra queste, il San Francesco che riceve le stimmate di Giotto e la Maestà di Cimabue, oggi esposte al Museo del Louvre dove furono trasportate durante la dominazione napoleonica. O la tavola raffigurante San Francesco e le storie della sua vita (attribuito alla scuola di Giunta Pisano) conservata al Museo Nazionale di San Matteo.
Sabato 3 ottobre, come scritto, alle ore 21.15, celebrazione del «transito» di San Francesco: tutta la famiglia religiosa francescana di Pisa si ritroverà in chiesa insieme all'arcivescovo. Monsignor Giovanni Paolo Benotto tornerà il giorno successivo alle ore 12 per celebrare l'Eucarestia (com'è tradizione sono invitate tutte le autorità cittadine); alle ore 15.30, spettacolo su Ludovico Coccapani, terziario francescano, di cui ricorrono 160 anni dalla nascita. Titolo dell'opera, già rappresentata con successo a Calcinaia: «La mia mano che a voi stenderò». Alle ore 19.15, prima uscita dell'orchestra San Francesco, nata grazie all'impulso del parroco Padre Tommaso e del direttore del coro polifonico Enrico Nuti. L'orchestra è formata da musicisti provenienti da tutta la Toscana e che ben volentieri hanno messo la loro professionalità a disposizione della musica. In programma musiche di: Pachelbell, Bach e Mozart. L'ingresso è libero.
Infine lunedì 5 ottobre, alle ore 12, ritrovo alla mensa «Lodovico Coccapani» dove l'associazione cuochi pisani e «Fenacom 50 & più» offrirà il pranzo ai poveri del territorio.

SAN FRANCESCO PIACE AI GIOVANI
L'esperienza dei frati minori di Santa Croce in Fossabanda
di Andrea Bernardini

La radicalità dello stile di vita cristiano «predicata» da San Francesco d'Assisi piace molto ai giovani. Ne è convinto fra' Francesco Baldini, 32 anni, nativo di Piombino, frate minore in servizio nella comunità di Santa Croce in Fossabanda.
I frati minori pisani sono molto impegnati nella pastorale giovanile. Lavorano in rete con i confratelli della provincia toscana dei frati minori e, in particolare, con le comunità di Cortona, Fiesole, Firenze e La Verna. Proponendo a tutti i giovani la scoperta  o la riscoperta di Gesù attraverso San Francesco.
«Maestro, dove abiti?» è il tema del percorso spirituale per i giovani pensato dai frati minori per l'anno pastorale 2009/2010.
Alcuni di loro si sono ritrovati gli scorsi 16 e 17 settembre a La Verna per la veglia delle Stimmate , «per far memoria, cioè, dell'incontro di Francesco con Cristo Crocifisso».
Il prossimo incontro di spiritualità è in programma da giovedì 29 ottobre a domenica 1 novembre a Greccio: all'incontro è stato affidato il tema «Nella tua storia il dono». Si tratta, spiegano i promotori, di un itinerario per scoprire nella propria vita la presenza del Dio che ci chiama alla relazione con Lui.
Dal 29 dicembre al 1 gennaio «Vi annuncio una grande Gioia», ritiro di fine anno. Al convento di Santa Croce in Fossabanda si ritroveranno, in particolare, i ragazzi dai 14 ai 17 anni, a La Verna andranno i giovani dai 17 ai 29 anni, a Fiesole i fidanzati.
Il percorso di spiritualità francescana proseguirà nei mesi successivi.
Dal 21 al 25 aprile 2010 a La Verna, ad esempio, i frati minori guideranno i giovani in un corso di preghiera.
Dall'11 al 18 luglio, «Campo amicizia», campo estivo per ragazzi dai 14 ai 16 anni.
E poi la ormai nota «Marcia francescana», quest'anno giunta alla trentesima edizione: dal 25 luglio al 4 agosto un pellegrinaggio a piedi fino ad Assisi per ricevere il perdono di Dio.
Chi non vi parteciperà, potrà comunque scegliere di ripercorrere - dal 2 al 7 agosto - l'esperienza spirituale di San Francesco e dei suoi compagni sul monte della Verna.
Agosto è anche, per i frati minori, il mese «missionario». Per questo chi lo vorrà potrà vivere un'esperienza nei luoghi di missione francescana in quel periodo.
Chi invece resterà nella nostra regione, si appunti queste date: dal 9 al 14 agosto a Fiesole e dal 16 al 21 agosto a La Verna «Chi sei tu? Chi sono io?» corsi vocazionali per conoscere la propria chiamata all'amore.
Un corso per fidanzati («per crescere come coppia alla scoperta del dono dell'altro») è stato pensato dal 21 al 28 agosto.
Intanto il convento San Francesco a Fiesole offre ai giovani «Garum», un'occasione per condividere la vita dei frati in preparazione ai tempi forti dell'anno liturgico, in fraternità, preghiera e servizio.
Molte di queste iniziative fanno riferimento, appunto, ai frati minori pisani (per informazioni telefonare allo 050. 542314, 334.2758846, o inviare una mail a fratipisa@tiscali.it). Sono cinque quelli attualmente in servizio nella comunità di Santa Croce in Fossabanda. Con fra Francesco, fra Andrea Maria Corrado, guardiano del convento, fiorentino, 42enne, fra Guido Fineschi, senese, 38 anni, già responsabile della missione ad gentes dei frati minori, fra Antonio Maria Ciampi, pratese, 80 anni e fra Berardo Bonvini, 87 anni. In questo periodo è ospite della comunità anche fra Fiorenzo Reati, che è stato a lungo missionario in Russia.
Intorno a loro, un gruppo della Gi.Fra e il Terz'Ordine francescano, oggi più integrati che in passato
La testimonianza
MUSICA E PREGHIERA: COSI' IL CAPPUCCINO INCONTRA I TEEN-AGERS
I  frati minori, ma anche gli altri ordini, hanno ancora «vocazioni». «Ancora oggi San Francesco sta simpatico al mondo ed, in particolare, ai giovani, forse perché tutti si sentono profondamente amati da lui». È l'opinione di padre Andrea Pighini,  cappuccino in servizio nella comunità di San Giusto e responsabile della pastorale giovanile portata avanti dai cappuccini nella provincia Toscana. «Francesco - dice - è di grande esempio per i giovani. Come molti di loro ha nutrito grandi sogni e, nel contempo, ha toccato con mano grandi delusioni. Ferite, queste, sanate dal grande amore di Gesù».
Scherza padre Andrea, ma il paragone è calzante: «Francesco voleva fare il cavaliere, oggi molti giovani aspirano a diventare calciatori idolo della folla; ai tempi di Francesco non c'era la Champion Leage, ma la guerra contro Perugia». Francesco fu arrestato, e deluso da sé stesso e dagli altri, visse per un certo periodo in carcere. «Finché, pur in una situazione di privazione, cominciò a cantare. I suoi compagni di cella lo interrogarono: “perché canti?”; e lui “perché sono felice”. “Ma se hai fallito!?”. “No, sono felice perché un giorno sarò un grande santo”. Sì, Francesco aveva capito che il Signore aveva un progetto più grande per lui: la santità. In quel momento aveva trovato l'amore più grande della sua vita».
Ma come si fa, pur con l'ausilio del «grande esempio» di Francesco, ad avvicinare i giovani a Gesù?
Padre Andrea ha un'arma particolare: la musica. Ha fondato una band musicale, i «Janua Coeli», grazie alla quale va in giro per l'Italia per parlare della misericordia del Signore. La band ha da poco completato il suo tour, dal titolo «Stupisco», facendo tappa in 25 diverse località del nostro Paese: ora sta lavorando ad un nuovo cd, che dovrebbe uscire intorno a Natale. «La musica mi permette di avvicinare soprattutto i più lontani - dice il nostro».
A quanti, invece, frequentano già la comunità dei padri cappuccini a San Giusto, padre Andrea Pighini propone alcuni incontri ogni mese: la lettura popolare e francescana della Bibbia, un venerdì al mese (prossimo appuntamento è per il 23 ottobre) aperto a tutti, un incontro destinato ai giovani adolescenti tra preghiera, gioco e conoscenza di San Francesco; infine un incontro mariano ogni seconda domenica del mese.

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