Pisa
stampa

Francesco Paletti

IMMIGRATI E SPECIALIZZATI L'immigrazione in provincia di Pisa secondo il dossier Caritas 2006

Non più solo operai, braccianti, badanti, camerieri o facchini. I lavori particolarmente usuranti restano il principale canale d’inserimento degli immigrati nel mondo del lavoro, e indirettamente, nella società locale; ma l’elemento di novità che emerge dai dati pisani del «Dossier statistico immigrazione» della Caritas è il peso crescente che la manodopera extracomunitaria va assumendo in settori a specializzazione medio-alta.

Non più solo operai, braccianti, badanti, camerieri o facchini. I lavori particolarmente usuranti restano il principale canale d’inserimento degli immigrati nel mondo del lavoro, e indirettamente, nella società locale; ma l’elemento di novità che emerge dai dati pisani del «Dossier statistico immigrazione» della Caritas è il peso crescente che la manodopera extracomunitaria va assumendo in settori a specializzazione medio-alta.
L’uscita del volume, presentato in Toscana mercoledì scorso a Lucca, come ogni anno offre lo spunto per aggiornare il quadro dell’immigrazione sul territorio provinciale.
A fine 2005 gli stranieri regolarmente soggiornanti nell’area pisana erano 22.044, il 9,8% in più rispetto all’anno precedente. Si tratta di un incremento significativo, ma perfettamente in linea con i valori regionali.
Aumenta leggermente, quindi, anche l’incidenza della popolazione immigrata sul totale di quella residente. Ma il 5,9% provinciale (in altri termini, ogni cento cittadini residenti in provincia sei sono stranieri) si pone ancora al di sotto della media regionale (6,8%) ed è ben lontano dai valori analoghi di Prato (13%) e Firenze (8,7%).

Lavoro e provenienze
Che quella immigrata sia una manodopera particolarmente richiesta nei settori a più alta intensità di lavoro, è un dato di fatto.
Ma qualcosa, almeno in provincia di Pisa, sembra stia cambiando se è vero che fra i principali settori d’impiego dei lavoratori extracomunitari compare anche quello dell’informatica e dei servizi all’imprese, ossia un settore ad alta specializzazione.
Nello specifico quello che registra l’incidenza percentuale più alta è l’edilizia (24,4%), seguito dalle concerie (14,1%) e, appunto, dell’informatica e dai servizi alle imprese (10,9%). In generale i lavoratori stranieri assicurati all’INAIL sono 11.413 (l’85,6% dei quali originario di Paesi non comunitari).
In altri termini significa che un lavoratore su dieci è immigrato (9,9%), un’incidenza significativa ma comunque inferiore alla media regionale (12,8%) e abbondantemente al di sotto di quella che si realizza in altri contesti provinciali quali Prato (17,5%), Arezzo (14,1%) e Firenze (13,9%).
Ogni cento immigrati 54 sono europei, 24 africani, 12 asiatici e 10 americani. Il territorio pisano si allinea ai valori regionali per quanto riguarda i cittadini stranieri provenienti dall’Europa centro-orientale (40,8% del totale dei regolarmente soggiornanti in provincia, contro il 40,6% regionale) ma conferma anche la sua spiccata capacità attrattiva nei confronti dei cittadini provenienti dall’Africa Occidentale (10,6% contro il 4% regionale), conseguenza soprattutto della presenza della più numerosa comunità senegalese della Toscana: oltre mille e settecento persone, praticamente più di un senegalese «toscano» su tre vive nell’area pisana. In crescita, ma ancora percentualmente poco rilevante, la componente asiatica.
In assoluto il gruppo nazionale più numeroso resta quello albanese (4.254 persone), seguito dai marocchini (1.789) e dai senegalesi. Quindi i rumeni (1.125) e gli statunitensi (938, conseguenza prevalentemente della presenza della base militare di Camp Derby).

Motivo del soggiorno
La quasi totalità (96%) degli immigrati «pisani» regolari è in possesso di documento di soggiorno che presuppone un inserimento stabile o quanto meno una presenza di lunga durata nel territorio provinciale. Nel dettaglio oltre la metà (51,5%) ha un titolo di soggiorno per lavoro (44,2% subordinato e 7,3% autonomo) e poco meno di un terzo (30,2%) per motivi familiari. Elevata anche l’incidenza delle residenze elettive (9,8%), una tipologia di soggiorno rilasciato a quei cittadini (prevalentemente originari di Paesi nord-europei) che hanno scelto l’area pisana come luogo di residenza.

Età
Che il lavoro sia la principale attrattiva degli immigrati che scelgono il territorio pisano, lo si deduce indirettamente anche dalla ripartizione per classi d’età della popolazione regolarmente soggiornante: oltre sei immigrati su dieci, infatti, hanno fra i 19 e 40 anni e circa tre fra i 41 e i 60. I minori coprono il 5,1% dei regolarmente soggiornanti e gli anziani il 4,8%.

Stato civile
Prosegue la crescita, costante da diversi anni, dei coniugati che coprono il 54,6% degli immigrati soggiornanti sul territorio provinciale, un dato significativamente superiore sia alla media regionale che a quella nazionale.

IMMIGRATI E SPECIALIZZATI L'immigrazione in provincia di Pisa secondo il dossier Caritas 2006
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento