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LONDRA 2012: I PISANI IN PARTENZA PER LE OLIMPIADI

È un bagaglio colmo di sogni realizzati la vita di Sara Morganti, 36 anni vissuti fra la natia Garfagnana e Pisa, la città che l'ha adottata da diverso tempo: la famiglia  e il lavoro, gli studi e una laurea in lingue a portata di mano e, ora, pure Londra 2012.

È un bagaglio colmo di sogni realizzati la vita di Sara Morganti, 36 anni vissuti fra la natia Garfagnana e Pisa, la città che l'ha adottata da diverso tempo: la famiglia  e il lavoro, gli studi e una laurea in lingue a portata di mano e, ora, pure Londra 2012. A cui parteciperà come elemento di punta dell'equitazione azzurra impegnata nelle paraolimpiadi che si svolgeranno nella capitale inglese dal 29 agosto all'8 settembre. Perché la vita di Sara è cambiata una mattina di diciassette anni fa, dopo una risonanza magnetica che gli ha diagnosticato la sclerosi multipla: «Ero così presa da quanto mi stava accadendo che non mi ero accorta del cerchio d'amore che si stava creando intorno a me, composto dalle persone della mia famiglia e da colui che sarebbe diventato mio marito – ha ricordato recentemente -. Per cui, paradossalmente, in un momento cosi triste ho ritrovato le forze che mi avevano abbandonato: mia madre, ad esempio, mi ha sempre sostenuta ma guardandomi da lontano, lasciandomi fare le mie esperienze e senza mai proteggermi troppo. E poi c'è stato mio marito Stefano, con cui sono sposata da 14 anni. La sclerosi multipla non mi ha fermata e non parlo solo dell'attività agonistica: ho preso la patente, continuo a lavorare part-time e sono a metà della laurea specialistica in lingue e vorrei concludere gli studi dopo le paraolimpiadi».

Sarà lei uno dei principali rappresentanti dello sport pisano a Londra 2012, anche se i riflettori sulle sue gare si accenderanno qualche settimana dopo rispetto ai giochi olimpici veri e propri che, invece, prenderanno ufficialmente con la grande cerimonia d'inaugurazione del 27 luglio. E in cui le attenzioni dei pisani saranno tutte per Daniele Meucci, il 27enne cresciuto nella Polisportiva Corso Italia e capace di riportare il mezzofondo italiano stabilmente nell'olimpo continentale grazie alla medaglia di bronzo conquistata due anni fa agli Europei di Barcellona e, soprattutto all'argento, centrato alla fine di giugno in quelli di Helsinki. Negli ultimi due anni una piccola rivoluzione sportiva: ha, infatti, cambiato allenatore, rompendo dopo otto anni il connubio con Principato, ma i risultati gli stanno dando se è vero che, proprio quest'anno, per la prima volta è riuscito a scendere sotto il muro dei 28 minuti, un risultato che gli è valso la qualificazione ai giochi di Londra. Dove gareggerà sia nei cinque che nei dieci mila metri, con il sogno segreto di riuscire ad avvicinarsi il più possibile alla zona medaglie anche se stavolta l'impresa sarà quasi proibitiva dato che la concorrenza di etiopi, kenioti e afro-americani si preannuncia durissima.

Attenzione, però, anche alla pallavolo femminile perché fra le dodici azzurre agli ordini del commissario tecnico Barbolini ci sarà anche Giulia Rondon, 25enne talento cristallino del volley nostrano sbocciato nella palestra della Turris, nel quartiere del Cep, e dal 2002 nel giro delle nazionali giovanili. Per inseguire la sua passione ha percorso praticamente tutto lo stivale giocando tre stagioni a Cremona e, una rispettivamente, a Pesaro, Sassuolo, Piacenza e Perugia. Nell'ultimo campionato è stata a Crema, società che ha guidato alla promozione in A1 conquistando anche il «pass» per Londra 2012.

Poi c'è il canottaggio, un'altra delle eccellenze sportive del territorio. Con il pontederese Lorenzo Bertini, protagonista nel «due di coppia pesi leggeri» con l'obiettivo di riuscire ad arrivare quanto meno in zona medaglie, una prospettiva non irraggiungibile per il forte canottiere pisano che, nel 2004 ad Atene, conquistò la medaglia di bronzo nel «quattro senza» e nel 2011 ha centrato, rispettivamente, un terzo posto ai di Bled (Slovenia) e l'oro negli Europei di Plovdiv (Bulgaria), a testimonianza di una condizione ancora invidiabile nonostante le 37 primavere festeggiate lo scorso primo giugno. Occhio, però, anche al sanminiatese Matteo Stefanini, protagonista nel «quattro di coppia» e desideroso di un'olimpiade da protagonista dopo l'apparizione non esaltante di Atene 2004 (19esimo nel singolo).Allora pagò soprattutto la gioventù e l'inesperienza,. Oggi, però, le condizioni sono decisamente diverse dato che il canottiere pisano ha compiuto 28 anni nell'aprile scorso ed è nel pieno della maturità sportiva come ha dimostrato anche il secondo ai mondiali di Karapiro (Nuova Zelanda) conquistato nel 2010 proprio nel «quattro di coppia», la specialità con cui gareggerà anche nelle acque inglesi.

Bertini e Stefanini rappresenteranno ai giochi olimpici anche il galeone rosso di Pisa della regata delle antiche repubbliche marinare dato che, eccezion fatta per l'edizione di quest'anno ad Amalfi cui non hanno preso parte proprio per prepararsi al meglio all'avventura londinese, sono due degli «assi» che hanno contributo alla rinascita dell'equipaggio pisano. E un discorso simile vale anche  Luca Agamennoni, Lorenzo Carboncini e Francesco Fossi: il primo è livornese e gli altri due  empolese e fiorentino e gareggeranno, rispettivamente, nelle specialità  «quattro senza», nel «due senza» e nel «due con». Nessuno dei tre, dunque, è nato all'ombra della Torre, ma gli sportivi pisani li seguiranno sicuramente con un occhio di riguardo dato che, insieme proprio a Bertini e Stefanini, costituiscono l'ossatura del fortissimo galeone rosso  allenato da Sergio Marrucci che, il prossimo anno, quando sarà nuovamente al completo, riproverà a conquistare quel primo posto che manca da un paio di edizioni.

Per la prima volta dopo svariate edizioni dei giochi olimpici, invece, non ci sarà nessun atleta che rappresenterà la città della Torre nello scherma: la grande scuola pisana, che ha prodotto campioni di livello assoluto come Puccini (oro a Barcellona), Sanzo e Vanni (oro a squadre ad Atene), sembra essersi presa un momento di riflessione, in attesa che crescano e maturino gli eredi in grado di dare continuità alla tradizione.

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