Pisa
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Marina, le suore dei giovani

La riconoscenza degli abitanti del litorale pisano verso le Figlie di Maria Ausiliatrice. Nella loro casa sono cresciute generazioni di bambini e di ragazzi

 

Marina, le suore dei giovani

di Andrea Bartelloni

 

Quando il cardinale Pietro Maffi decise di affidare la nuova parrocchia di Marina di Pisa ai missionari salesiani, sicuramente immaginava che di lì a poco tempo sarebbero giunte a

Marina anche le suore Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), famiglia religiosa nata nel 1872  da due santi fondatori: San Giovanni Bosco e Santa Maria Domenica Mazzarello. Infatti

erano passati pochi anni dalla benedizione della cappella provvisoria (1909) che tre  suore, Teresa Falchero (direttrice e maestra elementare), Virginia Zambone (maestra

d'asilo) e Giuseppina Panelli (maestra di laboratorio) arrivarono a Marina di Pisa per  tenere un oratorio festivo, un giardino d'infanzia e un laboratorio.
Era il primo novembre del 1915. Le suore trovarono alloggio a casa Carifazzi e il 1° gennaio 1916 aprirono l'asilo d'infanzia in Piazza Baleari. Dopo pochi mesi traslocarono

in via dell'Ordine di S. Stefano nel villino Casini.  Nei primi anni di vita la congregazione traslocò altre volte. Finché, nel 1918, si stabilì in una villa in via Maiorca, acquistata dalla signora Garzella.   Da allora la storia delle suore di Maria Ausiliatrice si intreccia con la vita di Marina di Pisa e quella della parrocchia di S. Maria ausiliatrice. Le religiose sono sempre  rimaste fedeli all'invito che rivolse loro il cardinale Pietro Maffi il 13 settembre del 1917:  «Pensate (…) che non siete venute in un paese assuefatto a vedere monache. Considerate che siete voi le prime monache che il paese si vede davanti, si aspetta da voi qualcosa di perfetto e quasi di straordinario».  Pochi i mezzi a disposizione, tanta la fiducia nella Provvidenza.  Una fiducia ben riposta. La scuola d'infanzia è cresciuta, ospitando i bambini anche a  pranzo. La casa è stata frequentata anche da generazioni di giovani che qui hanno seguito laboratori di cucito e rammento. Ed è divenuta sede di un pensionato estivo, sempre più affollato.  Tutte attività in espansione, sì che le religiose saranno «costrette» ad ampliare il numero dei locali della casa, costruendo un salone da adibire anche a laboratorio. . Il salone, dedicato a San Giuseppe, verrà inaugurato il 5 aprile del 1925. Anno che vedrà la prima processione per le strade di Marina per la festa di Maria Ausiliatrice: è il 24 maggio, la processione avrà, dapprima, una periodicità triennale per  diventare, in seguito, annuale.  La generosità di chi conosce le suore non viene mai meno: grazie ad un lascito testamentario le Figlie di Maria ausiliatrice diventano proprietarie della Villa Fumagalli che dovrà essere adibita, secondo le volontà della defunta, ad opere pie. Le suore vi allestiranno un laboratorio per ragazze di strada che aprirà, con 25 iscritte, il 12 gennaio del 1948, ma solamente per due anni (nel 1950, per problemi organizzativi, passerà ai salesiani). Immediatamente le Figlie di Maria ausiliatrice penseranno ad ampliare e sopraelevare l'asilo, dove troverà spazio una scuola di taglio per fanciulle con più di 14 anni. Vi si  insegnerà taglio, cucito, rammendo, alternando a queste materie lezioni di italiano, matematica, economia domestica e lettura generale.  Al primo anno di «lezioni» 18 iscritte. Il laboratorio andrà avanti per molti anni e sarà un'opportunità di inserimento nel modo del lavoro per molte ragazze di Marina di Pisa.   L'attenzione all'educazione dei giovani non verrà mai meno. Alla scuola materna si affiancherà il doposcuola per le elementari e le medie. Le suore offriranno al parroco la loro collaborazione per la catechesi.  Iniziative che continuano anche oggi e delle quali parliamo con la superiora suor Loretta Cecchi mentre nel piazzale corrono decine di bambini dei Campi solari in attesa del pulmino che li porterà sulla spiaggia.  «Noi suore Figlie di Maria ausiliatrice fin da subito - in questa porzione di terra -  abbiamo affiancato i salesiani e abbiamo accompagnato intere generazioni nella crescita umana, morale e spirituale. La figura di don Bosco aleggia in tutta Marina nel ricordo anche di personaggi come don Callisto Mander, profondamente impegnato per i giovani e i più poveri».   Molte sono state le suore che si sono alternate alla guida della casa di Marina, ognuna col suo carisma.  «Certamente, come non ricordare suor Rosetta De Sica, dinamica, sorridente, fiduciosa nel sostegno e nell'aiuto dei paesani, piena di idee e disponibile verso tutti. E che dire di suor Maria Grazia Camici piena di creatività e intraprendenza, che ha fatto esplodere con successo il volontariato. Quasi all'opposto, suor Maria Ausilia Gianola: mansueta e amorevole aveva conquistato tutti, ogni bambino l'avrebbe voluta come mamma». Veniamo all'oggi e alle attività del prossimo futuro.  «La scuola dell'infanzia, frequentata da oltre cinquanta bambini, è il nostro fiore all'occhiello. Ma una particolare attenzione la rivolgiamo anche alla catechesi sacramentale. Durante le vacanze abbiamo “Estate ragazzi”, una iniziativa  che coinvolge dai 70 agli 80 bambini e ragazzi sotto la guida di maestre, animatrici e volontari con giochi, animazione e spettacolo finale per la gioia di grandi e piccini».  Suor Maria Ausilia Gianola conclude con un auspicio: «Speriamo di poter continuare a lavorare dando testimonianza alle nuove generazioni di cosa sia la fede e la speranza nel dono di sé. Una buona occasione per farlo è la preparazione al centeneraio della nostra presenza a Marina, che cade nel 2015».

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