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NELL'AGENDA DELLA SPERANZA

Quattro giorni, dal 14 al 17 ottobre, per discutere le linee guida e i problemi  dell'impegno sociale dei cattolici in Italia. Ecco il racconto dei delegati della diocesi alla Settimana sociale di Reggio Calabria. Tante le prospettive  e i progetti in cantiere

NELL'AGENDA DELLA SPERANZA

di Caterina Guidi

Si è conclusa domenica scorsa a Reggio Calabria la 46ª Settimana sociale dal titolo «Cattolici nell'Italia di oggi. Un'agenda di speranza per il futuro del Paese». Numerosi i temi sul tavolo della discussione, dalle riforme istituzionali alla crisi economica, dall'immigrazione al futuro dell'impresa... ma protagonisti del dibattito rimangono la centralità della vita, la dignità della persona e la famiglia come cellula fondamentale della società: «senza un reale rispetto e promozione di questi principi primi che costituiscono l'etica della vita - ha sottolineato giovedì 14 nell'introduzione ai lavori il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei - è illusorio pensare ad un'etica sociale che vuole promuovere l'uomo ma in realtà lo abbandona nei momenti della maggiore fragilità». Alla settimana hanno partecipato alcuni pisani, impegnati nell'ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro.
Novità della Settimana 2010: non più solo relazioni di esperti, ma anche possibilità di confronto grazie alle «assemblee tematiche», veri e propri laboratori per approfondire e proporre idee nuove. «Quello che più mi ha colpito - racconta Andrea Tomasi, docente di informatica alla facoltà di Ingenergia, collaboratore del Servizio informatico della Cei e presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori - è stata la quantità e la qualità degli interventi nei laboratori. Per ogni assemblea tematica c'erano circa 200 persone e gli interventi sono stati una settantina, brevi, concreti, studiati...è un segno grande di partecipazione. Nel laboratorio cui ho preso parte - “Intraprendere nel lavoro e nell'impresa” - si cercava di affrontare il tema del lavoro in relazione alla famiglia. Non a caso la famiglia ha un ruolo sociale, impone una conciliazione del tempo e necessita di politiche ad hoc. Credo che non siano emerse grosse novità rispetto alla posizione nota della Chiesa: si è discusso di agevolazioni fiscali, centralità del lavoro rispetto alle rendite, accoglienza dei lavoratori immigrati; e della legge elettorale, che - così come è fatta - pone un problema di rappresentatività per l'elettore. C'è stato un bel dibattito, anche acceso, ma mai polemico. Una sola nota di amarezza: la grande stampa laica si è tenuta “alla larga” da Reggio Calabria».
All'assemblea «Intraprendere nel lavoro e nell'impresa» ha partecipato Marcello Albanese, del movimento «Comunione e liberazione», imprenditore: «Reggio è stato innanzitutto un grande evento di comunione ecclesiale. Nella prolusione del cardinal Bagnasco ho colto una grande sintonia con il pensiero di Benedetto XVI, una sintonia di cuore e intelligenza espressa in modo razionale e appassionato. Le indicazioni sono chiare: ci vuole una nuova unità dei cattolici in politica; un'unità basata sui “valori non negoziabili”, nel rispetto delle diverse opzioni di partito oggi presenti. Anche fra cattolici ci sono divisioni marcate su temi essenziali; non si può continuare a giocare al ribasso: l'invito che ci viene è quello a seguire la Chiesa per ricominciare ad essere incisivi». Uno dei punti “caldi” dei lavori è stata la relazione di Ettore Gotti Tedeschi sulla crisi economica globale e le possibili vie di ripresa, indicate anche nell'enciclica Caritas in veritate: «È possibile - si domanda Albanese - che un Paese si sviluppi senza attenzione alla famiglia? Questo passa spesso come “pallino” dei cattolici, come se si trattasse solo di stabilire una fiscalità agevolata che vada incontro alle famiglie con molti figli. Non c'è solo questo: una sana politica familiare porterà con sé una nuova coesione sociale». Ai dibattiti hanno assistito anche diversi parlamentari, in una condizione di «parità» con i partecipanti: «Nel laboratorio “Completare la transizione istituzionale” - racconta Paola Batisti, consulente legale attiva nel Movimento lavoratori di Azione cattolica - c'era una forte tensione positiva, si percepiva la voglia di impegnarsi, con un coro di voci che rimandava alle parrocchie, alle città, al territorio»; attraverso progetti concreti: «l'ambito più critico mi è sembrato - ancora una volta - quello che riguarda l'impegno dei cattolici in politica: è già in atto la formazione di un forum nazionale di supporto per i cristiani che partecipano della cosa pubblica. Ma c'è anche un problema di formazione da affrontare: siamo tutti d'accordo su questioni come il federalismo “qualificato e responsabilizzato”, o sulla necessità di modificare la legge elettorale, ma come affrontare queste tematiche in un cammino pastorale? Dobbiamo dare una spinta alla formazione sul territorio - attraverso ad esempio la rete degli oratori - e ricucire i rapporti fra la “nostra” gente e la società»
A Reggio Calabria, luogo-simbolo di un sud che soffre spesso proprio nel suo «cuore» sociale e occupazionale, hanno trovato spazio anche le esperienze positive: «Dalle parole di saluto inviate dal presidente Napolitano, dal discorso del sindaco Giuseppe Raffa e dell'arcivescovo Vittorio Luigi Mondello - racconta Silvia Roggero, presidente della cooperativa “Impegno e futuro” e rappresentante di Confcooperative - traspariva la situazione drammatica della Calabria e del meridione in generale. All'inizio ho sentito una certa distanza fra “quel” mondo e il nostro... ma ci ho messo poco a rendermi conto di quanto la Settimana sociale sia stata importante per quella Chiesa: ha creato un canale di comunicazione. I giovani meridionali si sentono spesso giudicati, avvertono come una colpa il non avere un lavoro e il soccombere all'“industria” criminale. In questo orizzonte sembra quasi un miracolo il risultato del progetto “Policoro”». Già, «Policoro», il progetto avviato da Cei, Ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro, Servizio nazionale per la pastorale giovanile e Caritas italiana: in quindici anni di vita ha creato lavoro per oltre 4mila giovani del sud. «L'assemblea tematica “Educare per crescere” - continua Silvia Roggero - ha analizzato la situazione di scuola, lavoro e associazioni. Cosa si può fare? I partecipanti si sono divisi fra il desiderio di novità e la necessità di valorizzare gli strumenti che già ci sono. Alcuni hanno parlato della possibilità di creare nelle scuole associazioni di genitori che collaborino al cammino di formazione dei figli. Tutti ci auguriamo che lo Stato torni a valorizzare l'associazionismo - quello cattolico in particolare - che tanta parte ha nella formazione».
Un commento ai lavori della Settimana giunge anche da Giovanni Padroni, vicepresidente della Fondazione nazionale di studi tonioliani: «non si possono più considerare in modo separato le questioni del lavoro, dell'economia, della politica, della vita, della demografia, della salute, della famiglia, della religione, della tecnica, dell'ambiente, delle scienze...occorre finalmente una “fraternità” tra le dimensioni dell'esistere umano, come tra i saperi».
La delegazione ha dato appuntamento nei prossimi giorni ai collaboratori della Pastorale sociale, per raccontare l'esperienza e progettare insieme il cammino a partire da Reggio Calabria.

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