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VENTI ANNI FA GIOVANNI PAOLO II A PISA

La nostra diocesi in festa accoglieva, venti anni fa, Giovanni Paolo II in visita pastorale. Due giorni intensi. I più non li hanno dimenticati.

VENTI ANNI FA GIOVANNI PAOLO II A PISA

La nostra diocesi in festa accoglieva, venti anni fa, Giovanni Paolo II in visita pastorale. Due giorni intensi. I più non li hanno dimenticati.
Giunto il pomeriggio di venerdì 22 settembre a San Pietro in Palazzi, il papa si incontrò con gli ospiti di «Casa Maffi». Poi, trasferitosi nella città di Pisa, che in suo onore dette vita ad una edizione straordinaria della «Luminaria» sui Lungarni, fu salutato sul ponte di Mezzo dal primo cittadino Giacomino Granchi e dal rappresentante del Governo, il deputato democristiano lucchese Pier Mario Angelini. E pronunciò quel «memorabile» discorso su Galileo Galilei che tanta eco trovò all'indomani sulla stampa nazionale: «In questa città - disse - non solo l'arte ha trovato accoglienza privilegiata: tante altre espressioni dell'intelligenza e dell'ingegno umano hanno lasciato testimonianze singolari. Come non ricordare, almeno, il nome di quel Grande, che qui ebbe i natali e da qui mosse i primi passi verso una fama imperitura? Galileo Galilei, dico, la cui opera scientifica, improvvidamente osteggiata agli inizi, è ora da tutti riconosciuta come una tappa essenziale nella metodologia della ricerca e, in generale, nel cammino verso la conoscenza del mondo della natura».
Giunto in Cattedrale, si trasferì poi a Palazzo arcivescovile, da cui si rivolse, in particolare, ai giovani che affollavano, con le fiaccole, piazza Arcivescovado. Dopo il sabato «vissuto» a Lucca, domenica 24 settembre, il pontefice tornò nella nostra città. Per incontrare le religiose (salutato dal vicario episcopale per la vita consacrata monsignor Tarcisio Borla) in Duomo; il Senato Accademico, i docenti e gli studenti nell'Aula magna della Sapienza, alla Normale e alla scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento «Sant'Anna». Per recitare L'«Angelus» da palazzo arcivescovile, dove il papa si incontrò anche con i seminaristi. E, nel pomeriggio, per visitare Palazzo Toniolo e in particolare la casa in cui l'economista e sociologo cattolico abitava insieme alla sua famiglia. E ancora: la sosta in preghiera nella chiesa di Santa Cristina, dove Santa Caterina da Siena ricevette le stigmate; prima di tornare in Cattedrale per ricevere il saluto dell'arcivescovo Alessandro Plotti e parlare ai sacerdoti, ai religiosi ed ai laici impegnati. E «ritrovarsi» nel prato della piazza del Duomo insieme a diciotto vescovi per una suggestiva celebrazione eucaristica, animata dai canti di centinaia di bambini e ragazzi e a cui partecipò una folla sterminata di fedeli. Infine, il congedo dalla città con il saluto alla 46esima Brigata aerea dell'aeronautica militare.
A ricordare il «legame» di Pisa con i successori di Pietro fu l'arciprete Venturino Tarquini. Tanti i pontefici che come Giovanni Paolo II avevano fatto visita alla Chiesa primaziale: da Gelasio II, che il 26 settembre del 1118 consacrò la Cattedrale, costruita in onore di Santa Maria Assunta; a Callisto II che, nel 1120, consacrò l'altare oggi del Ss Sacramento; e poi Innocenzo II, che a Pisa celebrò nel 1135 un Concilio per estinguere lo scisma suscitato dall'antipapa Anacleto. Gregorio VIII, che a Pisa morì nel 1187, e Papa Clemente III, eletto dal Concilio e che fu solennemente incoronato in questa Cattedrale. Infine Paolo VI che il 10 giugno del 1965 presenziò al XVII  Congresso eucaristico nazionale. Per non parlare dei due papi nativi di Pisa: il beato Eugenio III e Alessandro III.
A.B

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