Prato
stampa

I disabili portano a teatro la domanda: cosa faremo quando i nostri genitori non ci saranno più?

La cooperativa Margherita di Prato porta in scena uno spettacolo scritto con i propri utenti: Cosa ne sarà dei figli con handicap quando i genitori non ci saranno più?

Parole chiave: dopo di noi (1), disabilità (3), handicap (36), teatro (50)
I disabili portano a teatro la domanda: cosa faremo quando i nostri genitori non ci saranno più?

«Dopo di me» è lo sguardo di un genitore sul proprio figlio non autosufficiente, che si chiede cosa ne sarà di lui dopo la propria scomparsa, se qualcuno ne avrà cura, se mai potrà essere felice. Interrogativi che diventano martellanti e che hanno dato vita ad uno spettacolo interamente scritto e realizzato da un gruppo di ragazzi disabili insieme ai loro operatori per interrogarsi sulle problematiche all’origine della legge sul «Dopo di noi», il provvedimento che introduce il sostegno e l’assistenza alle persone con disabilità grave dopo la morte dei parenti che li accudiscono. La Cooperativa Sociale Margherita, centro diurno per disabili, ha rinnovato la collaborazione con Spazio Teatrale All’incontro per realizzare uno spettacolo che vede coinvolti in prima persona 20 ragazzi disabili nei panni di attori.

«Questa – spiega Massimo Bonechi, curatore e regista del laboratorio teatrale - è la seconda parte di un percorso che abbiamo iniziato l’anno scorso con uno spettacolo che si intitolava “La strana storia del Signor D”, in cui parlavamo di un genitore che ha un figlio disabile dalla nascita e della loro vita insieme. Questa volta – prosegue Bonechi – siamo andati oltre. La storia del Signor D non è finita, o meglio, è finita perché il Signor D muore, ma prosegue con una serie di interrogativi, primo fra tutti “Cosa succederà quando non ci sarò più?”. Ovviamente il nostro scopo non è quello di fornire risposte: cerchiamo di affrontare la questione dal punto di vista del genitore. Ogni madre e padre – conclude il regista dello spettacolo – pensa al bene del proprio figlio, ma quando questi è disabile il pensiero della sua felicità e del suo futuro diventano un’angoscia».

Lasciando al di fuori le questioni politiche e istituzionali, «Dopo di me» vuole focalizzare l’attenzione sulle difficoltà che ogni genitore che ha un figlio disabile deve affrontare, pur mantenendo la capacità di far sorridere. Lo spettacolo è frutto di dieci mesi di laboratorio teatrale e debutterà venerdì 27 ottobre alle 21 presso gli spazi della Cooperativa Margherita di via Nistri. Le repliche si terranno sabato 28 e domenica 29 ottobre alle 15 e alle 18. Per info e prenotazioni contattare info@coopmargherita.it o spazioteatraleallincontro@gmail.com.

«Fare lo spettacolo mi ha riempito di tenerezza» afferma Gianna Taiti, una delle attrici della Cooperativa Margherita. «Venite a vederci: è un’esperienza bellissima» aggiunge. Natascia Baldi, anche lei attrice in «Dopo di me», si emoziona mentre ricorda l’esibizione dello scorso anno: «Quando ci sono tutte le persone che ci applaudono è bellissimo. Io faccio la dottoressa» e sorridendo mostra il camice bianco, indossato poco prima di iniziare le prove.

Fonte: Tog
I disabili portano a teatro la domanda: cosa faremo quando i nostri genitori non ci saranno più?
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento