Prato
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Dal n. 27 del 13 luglio 2003

Il Granello di senapa è diventato un albero

È in via Magnolfi da 10 anni. C'è chi lo conosce bene, chi forse deve ancora scoprire questo «negozio alternativo» o «dell'altro mondo», come dice un indovinato slogan. Si tratta del punto vendita dell'associazione «Granello di Senapa», che propone anche a Prato i colori ed i sapori dei prodotti del commercio equo e solidale, provenienti da piccole cooperative di produttori dei paesi in via di sviluppo.

Il Granello di senapa è diventato un albero

di Filippo Ciardi
È in via Magnolfi da 10 anni. C'è chi lo conosce bene, chi forse deve ancora scoprire questo «negozio alternativo» o «dell'altro mondo», come dice un indovinato slogan. Si tratta del punto vendita dell'associazione «Granello di Senapa», che propone anche a Prato i colori ed i sapori dei prodotti del commercio equo e solidale, provenienti da piccole cooperative di produttori dei paesi in via di sviluppo. Come ci racconta il nuovo presidente, Andrea Chellini «tutto nacque nel '91 dall'idea di alcuni volontari della Comunità Cristiana S. Anna. Poi anche altri iniziarono ad aggregarsi al gruppo e nel '93 fu aperta la «bottega del mondo» (così si chiamano questi negozi), come punto vendita dell'associazione Villaggio dei Popoli di Firenze, che operava già nel commercio equo e solidale.

Nel '96 nacque l'attuale associazione, laica ed indipendente, autonoma dai fiorentini che avevano aiutato i volontari pratesi nei primi anni di attività. Il Granello di Senapa è aperto al contributo di tutti, di ogni fede e cultura, purchè venga condiviso l'ideale della necessità di una maggiore equità e giustizia nei rapporti commerciali e culturali tra i popoli dei paesi ricchi e di quelli più poveri». Dell'associazione fanno oggi parte una quarantina di soci, di cui una trentina attivi come volontari nei turni di presenza in negozio e nelle iniziative di sensibilizzazione. Sì, perché il fine ultimo del Granello di Senapa non è solo quello di vendere prodotti, ma far conoscere la filosofia del «consumo critico» e le problematiche collegate. Per questo i soci programmano ogni anno attività di formazione nelle scuole, nelle parrocchie, nei circoli, e ovunque siano chiamati o invogliati a portare il loro contributo. La sensibilizzazione è accompagnata poi, in momenti e occasioni particolari, dalla degustazione e vendita fuori dal negozio dei prodotti del commercio equo. Infatti il Granello di Senapa è presente in vari mercatini e manifestazioni, come la Fierucola delle Bigonce.

Ha anche partecipato ad alcune iniziative che hanno visto protagoniste nelle varie città d'Italia le varie botteghe del mondo: a Pasqua è stata la volta di «Rompiamo le uova», per promuovere le uova di cioccolato eque e solidali, e alcune domeniche i volontari hanno offerto in piazza ai passanti le «colazioni eque e solidali», a base di prodotti del commercio equo. Adesso, grazie ad un accordo con l'Avis, un sabato al mese anche chi dona il sangue al centro trasfusionale avrà il piacere di fare colazione con queste prelibatezze. «Forse – afferma Chellini – anche grazie all'attività del Granello di Senapa, oltre che al vigore dei movimenti per la pace e «per un'economia di giustizia», negli ultimi anni sono aumentati i consumatori consapevoli.

In bottega si ferma sempre più gente, di tutte le età di ogni estrazione sociale, anche se principalmente giovani e giovani adulti, che credo siano sempre più coscienti della scelta ideale che fanno comprando i «nostri» prodotti». Chiediamo al presidente cosa ne pensano quelli del Granello di Senapa del recente affermarsi dei prodotti del commercio equo anche nei supermercati. Ci risponde che «su questo punto ci sono pareri diversi. C'è chi pensa che i canali della grande distribuzione siano poco compatibili con la filosofia distributiva del commercio equo, e che i supermercati si siano messi a vendere questi prodotti più che altro per un ritorno di immagine.

Altri credono che invece questo sia un modo valido per far avvicinare più persone possibili a questi temi. Certo è che noi delle botteghe abbiamo chiesto ai supermercati almeno di esporre i prodotti equi e solidali in un angolo riservato e ben curato, piuttosto che accanto a quelli di multinazionali che magari sono oggetto di campagne di pressione perché rispettino di più l'ambiente o i diritti dei lavoratori, proprio ciò che noi cerchiamo di salvaguardare attraverso il commercio equo…»

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