Prato
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Caravaggio & Co. tornano a casa

Le opere d’arte della collezione di Palazzo degli Alberti torneranno a Prato. È il risultato dell’accordo raggiunto tra Banca Popolare di Vicenza, Comune, Confindustria e Fondazione Cassa di Risparmio ufficializzato in occasione dell’incontro in città tra i vertici dell’istituto di credito e le istituzioni locali, promosso per rendere noti i dettagli dell’offerta di ristoro ai soci della banca. I quadri, dunque, torneranno a Prato in tempi brevi ad eccezione della Crocifissione del Bellini, considerata l’opera di maggior pregio artistico della collezione, che al momento resta a Vicenza in attesa che la Sovrintendenza veneta sciolga il nodo sul vincolo di territorialità del dipinto. Le opere, di proprietà della Banca, torneranno a Prato per essere esposte a Palazzo degli Alberti o in un luogo concordato con il Comune, purché siano visibili e aperte alla «più ampia fruizione da parte di cittadini e visitatori».

L'accordo è firmato: le opere della Galleria di Palazzo Alberti saranno di nuovo a Prato

È così destinata a concludersi positivamente la battaglia per il ritorno in pianta stabile delle opere a Prato, lanciata anni fa dal settimanale Toscana Oggi, portata avanti dall’associazione Amici dei Musei con l’intervento dell’avvocato Mauro Giovannelli, e rilanciata dalle istituzioni pratesi. Dopo le sollecitazioni legali, la Soprintendenza di Firenze, Prato e Pistoia, lo scorso 9 novembre, ha avviato l’iter per dichiarare la collezione «bene culturale complessivamente protetto» e ribadire dunque il legame indissolubile della Galleria degli Alberti alla storia identitaria di Prato. Prima che il procedimento arrivi a termine, a dirimere la questione, è giunta dunque la decisione dell’istituto di credito, desideroso di ricostruire un clima favorevole con la nostra città, che ha visto «bruciare» 121 milioni di euro con la svalutazione delle azioni BpVi.
«Riportiamo le opere che erano state trasferite a Vicenza un po’ napoleonicamente» ha chiosato il presidente della Banca Gianni Mion, con un riferimento esplicito all’operato dell’ex patron Gianni Zonin, sotto la cui gestione, nel 2013 a seguito dell’incorporazione di Cariprato, i quadri furono collocati nel vicentino Palazzo Thiene.
La collezione della Galleria Alberti comprende dipinti su tavola del ‘400 e ‘500, opere di scuola toscana del ‘600 e una serie di sculture neoclassiche del pratese Lorenzo Bartolini, oltre a dipinti di particolare rilievo di Giovanni Bellini («Crocifissione con cimitero ebraico»), Caravaggio («La Coronazione di spine») e Filippo Lippi («Madonna con bambino»). Un gruppo di lavoro congiunto tra i firmatari sarà chiamato a rendere operativo l’accordo già dai prossimi mesi, a decidere la collocazione definitiva delle singole opere, ma anche la loro esposizione in mostre temporanee.
«Per noi Prato è un territorio molto importante e vogliamo ricostruire il rapporto di fiducia con le istituzioni, il mondo della cultura e, soprattutto, i cittadini» ha affermato il presidente della Banca Gianni Mion. «Riportare queste opere d’arte a Prato e renderle fruibili alla città è un obiettivo condiviso da tutti i soggetti che hanno firmato l’accordo - ha sottolineato il sindaco Matteo Biffoni -. Sono quindi soddisfatto dell’esito di un lungo lavoro di confronto che con la nuova presidenza della banca è stato sicuramente più diretto». Di «primo segnale positivo di attenzione verso il nostro territorio, le nostre imprese e i nostri cittadini» parla il presidente di Confindustria Toscana Nord Andrea Cavicchi, mentre Fabia Romagnoli, a capo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato sottolinea che «l’obiettivo è stato raggiunto grazie alla disponibilità della nuova dirigenza della banca e al lavoro di squadra di tutti i soggetti coinvolti, compresa la Soprintendenza di Firenze».

Fonte: Tog
L'accordo è firmato: le opere della Galleria di Palazzo Alberti saranno di nuovo a Prato
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