La Chiesa che vorrei
stampa

Un occhio attento alle vocazioni di ciascuno

La Chiesa che vorrei... di Vittorio Dabizzi

dal numero del 13 luglio 2008

di Vittorio Dabizzi *
Molte sono le motivazioni che hanno spinto il vescovo mons. Simoni, a indire un lungo periodo di missione diocesana, nella quale vorrei inserirmi con la mia modesta riflessione, per esprimere come vorrei la mia Chiesa, perché ritengo che sia quanto mai necessario, nella società contemporanea, lavorare con decisione sul terreno della mentalità corrente, del complesso dei valori e credenze, dei comportamenti non teorizzati, ma vissuti.
È giunto il momento di promuovere il ruolo dei cristiani nella vita sociale per dialogare con coloro che provengono da realtà culturali diverse, e riflettere sui valori di riferimento e sulla realtà vissuta, in questa stagione di smarrimento della memoria e della eredità cristiana, dell'indifferentismo religioso.
I cristiani devono valorizzare l'apporto laicale, in senso stretto, in tutti i suoi campi, per ripensare il modo di annunciare il Vangelo, con la certezza che Cristo anche oggi desidera farsi vedere e quindi sapersi schierare dalla sua parte, per testimoniare il suo amore e la sua Parola. Non basta infatti «parlare di Gesù», bisogna anche farlo vedere «con la testimonianza della propria vita» (cfr. Novo millennio ineunte, 16).
«Voi mi sarete testimoni» (Lc. 24,48): oggi, c'è bisogno di una testimonianza di qualità e il cristiano lo diventa, vivendo e comunicando il Vangelo con gioia e con coraggio, sapendo che la verità del Vangelo viene incontro ai desideri più autentici dell'uomo.
Testimoniare la Fede, ma anche la propria vocazione, perché ogni cristiano deve riconoscere che la propria vita è vocazione. E questo significa scoprire, amare, rispondere alla vocazione che il Signore ci affida e aiutare gli altri a farlo. Alla radice di ogni uomo c'è una vocazione che diventa elevazione e incontro interiore con Cristo, quando riconosciamo e capiamo questa chiamata, che può essere al matrimonio, al sacerdozio, alla vita di particolare consacrazione, a una attività professionale.
Vorrei una Chiesa diocesana più attenta alla scoperta delle vocazioni personali, in particolare attenta alla vocazione sacerdotale e religiosa; attenta all'ascolto della voce di Dio che ancora oggi chiama, come sempre, giovani e adulti, invitandoli a dedicare la propria vita ad una totale e completa consacrazione a Lui.
In una cultura che enfatizza il peso dei condizionamenti ambientali e il primato delle scelte oggettive, fare educazione vocazionale, significa accompagnare soprattutto i giovani, sin dalle prime scelte consapevoli, a vedere la propria esistenza come dono e come impegno, unendo libertà e responsabilità, persona e comunità, realtà e ideale. Maggior responsabilità in chi sceglie il matrimonio, maggior disponibilità ad ascoltare la chiamata di Cristo per essere sacerdote.
Vorrei una Chiesa che preparasse i giovani ad ascoltare Cristo che chiama e invitasse i fedeli a pregare, perché «il padrone della messe mandi operai nella sua messe» (Mt.9,37).
Vorrei che i laici, in particolare coloro che si trovano a Prato, fossero più vicini ai sacerdoti perché la famiglia guardi a loro e loro guardino alla famiglia, per mettere insieme la vocazione presbiterale e la vocazione familiare.
Vorrei una Chiesa dove i propri membri fossero sempre, dovunque , testimoni visibili del Vangelo e di Cristo, che si ricordassero di più delle Vocazioni e ponessero al primo posto questa necessità, perché la Chiesa, che non ha confini, nella quale non ci sono stranieri, ma solo battezzati, possa continuare a riunirsi intorno a un altare dove un sacerdote consacri il pane e il vino, in corpo, sangue, anima e divinità, di nostro Signore Gesù Cristo.
* Funzionario della Pubblica amministrazione
(dal numero del 13 luglio 2008)

Un occhio attento alle vocazioni di ciascuno
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento