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Pier Giorgio, dodicimila chilometri in bicicletta pensando a Maria

In sella alla sua bicicletta ha percorso oltre dodicimila chilometri. I suoi non sono stati lunghi viaggi o avventure su due ruote, sì, forse anche tutto questo, ma lo spirito che ha animato per undici anni Pier Giorgio Catani è stato quello del pellegrino. Arrivato all’età di 79 anni, il ciclista che pedala con fede e passione, ha deciso di raccogliere le memorie di quelle «imprese» in un libro, intitolato, e non poteva essere altrimenti, «Io e la bici».

Pier Giorgio, dodicimila chilometri in bicicletta pensando a Maria

Tutto è iniziato nel 2000, anno giubilare, quando Pier Giorgio, decide di andare assieme al genero e a un amico in pellegrinaggio a Roma in bicicletta. Il percorso fino a piazza San Pietro, 424 chilometri, inizia da casa sua a Santa Lucia. «Ho lavorato per cinquant’anni in una azienda tessile - racconta Pier Giorgio - e da almeno 40 non usavo la bici. Per me fu una specie di scommessa, anzi, il bisogno di realizzare un sogno che coltivavo dall’età di 12 anni, quando mio cugino pedalò da Turrita di Siena a Roma. Così mi sono detto: è arrivato il momento di provare». Qualcuno ironizzava sul fatto che Pier Giorgio potesse farcela, invece in quattro giorni il gruppo giunge a destinazione. «La foto scattata in piazza San Pietro con la mia bicicletta è stata la chiave di tutto. Come si dice? L’appetito vien mangiando», ride Pier Giorgio. Scopertosi ciclista, interrompe così il digiuno dalle due ruote e comincia a progettare nuovi pellegrinaggi. Una volta all’anno, fino al 2011, insieme alla fidata bicicletta, Pier Giorgio raggiunge nell’ordine: Assisi, San Giovanni Rotondo, Medjugorje (e ritorno!), Czestochowa (più di 1500 chilometri), Lourdes, Santiago di Compostela e Fatima, Santa Maria di Leuca, i santuari mariani del nord Italia e i percorsi dedicati a Sant’Antonio, Pier Giorgio Frassati (di cui porta il nome) e San Francesco. E dire che l’unica pausa fatta, nel 2009, era dovuta ad una caduta sulla pista ciclabile pratese durante un allenamento, «mentre nel corso dei miei pellegrinaggi non ho mai avuto un problema», sottolinea Pier Giorgio, da sempre devoto alla Madonna. «È stato l’amore per Maria a farmi mettere in cammino e a darmi la forza di andare avanti dopo la morte di mia moglie, avvenuta due anni fa», dice ancora il ciclista. Proprio alla moglie Luciana sono dedicati i pellegrinaggi e il libro di memorie dato in questi giorni alle stampe.

Nel volumetto, stampato in proprio dall’autore, ci sono riflessioni, aneddoti curiosi ma soprattutto è riportata con penna sincera la condivisione di esperienze, anche toccanti. Come l’incontro, avvenuto grazie alla lettura di un articolo pubblicato su Toscana Oggi, con Mauro Talini, giovane di Massarosa affetto da una grave forma di diabete ma capace di imprese eccezionali, come il viaggio in bici fino a Capo Nord. Purtroppo Talini è morto nel 2013 in un incidente stradale tra gli Stati Uniti e il Messico mentre stava compiendo una delle sue traversate. «Mi aiutò a programmare il viaggio a Lourdes - conclude Pier Giorgio - il suo supporto e poi la sua amicizia sono stati importanti, così come il sostegno datomi dall’amico don Giancarlo Innocenti, che mi ha sempre aiutato, dandomi consigli utili nell’organizzare ogni pellegrinaggio».

Fonte: Tog
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