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Profughi in campo per... dare un calcio ai pregiudizi

Uno a zero, goal di Alessio Giugni del Viaccia. È questo il risultato finale della partita che ha visto confrontarsi sul campo Ribelli di via Valdingole i padroni di casa del Viaccia contro il Coiano Santa Lucia. Ma quello che conta - in gergo giornalistico, la vera notizia - non è tanto il risultato, quanto chi erano i protagonisti del match.

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Profughi in campo per... dare un calcio ai pregiudizi

È scesa in campo la prima squadra di calcio pratese composta da richiedenti asilo e iscritta al campionato dilettantistico Uisp. Sì perché il Coiano Santa Lucia quest’anno ha ben pensato di aprire le porte anche ai giovani ospitati nelle strutture di accoglienza di Prato e così, allenamento dopo allenamento, è nata una vera e propria squadra di calcio, i giovani sono stati tesserati e adesso, guidati dalla panchina da mister Gabriele Zottoli - ex giocatore di Prato e Fiorentina - hanno fatto il loro esordio in campionato.

I ragazzi, una quarantina circa, hanno tra i 19 e i 30 anni e provengono dai Paesi della fascia sub-sahariana, in particolare dalla Nigeria, dal Gambia, dalla Guinea, dal Mali e dal Senegal. Hanno alle spalle storie di sofferenze e di fughe: c’è chi è scappato dalla guerra, chi è fuggito da un paese che non gli dava più niente se non dolore, chi ha attraversato il mare per giorni e giorni con la speranza di trovare in Italia un po’ di tranquillità, chi ha subito soprusi. Adesso sono qui, fanno parte di una vera e propria squadra e hanno tanta voglia di vincere, sia sul campo che fuori.

«I ragazzi sono carichi - ha spiegato il mister Zottoli - ci siamo preparati al meglio, siamo contenti del gruppo che si è creato. Sono giovani allegri e uniti, che trovano nel calcio un momento di conforto ed evasione. Il nostro obiettivo principale è semplicemente quello di divertirci, tutti insieme». «Tutto è nato in maniera molto naturale - ha aggiunto Roberto Macrì, presidente del Coiano Santa Lucia -: da più di un anno i ragazzi si allenavano nel campo del Coiano Santa Lucia per fare pratica sportiva legata al calcio. Abbiamo quindi pensato che potesse essere interessante misurarsi in maniera più strutturata in un vero e proprio campionato di calcio. E così abbiamo tesserato i ragazzi e abbiamo dato costanza agli allenamenti. Speriamo che per loro questa sia una bella esperienza, un’occasione di conoscenza, integrazione e amicizia».

La partita di esordio è stata una bellissima festa: strette di mano all’inizio e alla fine, 90 minuti di calcio giocato in maniera sana e vera, tifo caloroso e corretto sugli spalti. Non poteva che essere così la prima partita dell’accoglienza. Che dire, buona la prima! L’esperimento del Coiano Santa Lucia sta riuscendo.

Fonte: Tog
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