Prato
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"Tessere reti di carità accanto a Maria"

L'invito di mons. Celli alla città nel corso del pontificale in duomo. E parlando dei naufragi degli immigrati dice: «I nostri valori cristiani dove sono andati a finire?». L'Ostensione in notturna con la piazza gremita.

"Tessere reti di carità accanto a Maria"

di Giacomo Cocchi

«Carità e verità nella giustizia». Prendendo spunto dall'enciclica sociale di Benedetto XVI, l'ospite d'onore della diocesi di Prato nel giorno dell'8 settembre, solennità della Natività di Maria, mons. Claudio Maria Celli ha rinnovato l'invito del Papa a «essere strumenti della Grazia per tessere reti di carità». L'alto prelato vaticano, presidente del Pontificio consiglio per le Comunicazioni sociali, ha presieduto in duomo il solenne pontificale nel giorno della festa più importante per la città e la diocesi.
«Leggendo nell'enciclica il verbo "tessere" - ha detto mons. Celli - ho pensato subito a Prato, dove sapete benissimo cosa significa e altrettanto bene noi tutti sappiamo cosa vuol dire "tessere reti di carità" accanto a Maria». Presenti alla celebrazione le autorità cittadine, con il vice sindaco Goffredo Borchi, a rappresentare il Comune di Prato, il presidente della Provincia Lamberto Gestri, il prefetto Eleonora Maffei e i rappresentanti delle forze dell'ordine.
In una cattedrale piena di gente comune venuta a rinnovare la devozione e a stringersi attorno al Sacro Cingolo, la reliquia mariana custodita nel duomo di Prato, mons. Celli nel corso dell'omelia ha sottolineato più volte l'attualità del messaggio che questa festa porta con sé.
«Verità e giustizia - ha spiegato l'alto prelato - scendono dal cielo, sono un dono di Dio. Chi ama con carità gli altri deve essere anzitutto giusto verso di loro e i Papi ci hanno sempre ricordato che la giustizia è la prima via della carità». E riportando le parole di Benedetto XVI, mons. Celli ha ricordato come: «solo l'incontro con Dio permette di non vedere nell'altro soltanto e solo un altro ma di riconoscere in lui l'immagine divina». E facendo un esempio concreto su come «la crisi di oggi ci obbliga a darci nuove regole e nuove forme d'impegno», mons. Celli ha parlato della questione dei respingimenti degli immigrati e all'episodio degli eritrei annegati al largo delle nostre coste. «Mi ha stupito molto - ha detto l'alto prelato - sapere che un sondaggio dice che il 71% degli italiani è favorevole ad una incriminazione per i cinque eritrei sopravvissuti al naufragio. Mi chiedo: i nostri valori cristiani dove sono andati a finire?». Per mons. Celli, e lo ha ripetuto più di una volta, «In questo momento c'è bisogno di cristiani con le braccia alzate verso Dio».
La sera l'Arcivescovo ha officiato l'Ostensione solenne a chiusura della festa. Dal pulpito di Donatello mons. Celli ha ribadito come Maria vada considerata: «Madre del nostro cammino. E noi dobbiamo essere figli suoi nelle scelte della vita di ogni giorno».

(dal numero 32 del 14 settembre 2009)

Migliaia di persone in piazza applaudono i Cavalieri

Tanta gente, forse più dello scorso anno, ha fatto da corona al Corteggio storico e all'Ostensione del Sacro Cingolo, la sera di martedì 8 settembre. 24 gruppi storici, oltre 700 figuranti hanno reso ancora una volta magico il tradizionale corteo, che ha visto il «debutto» del sindaco Roberto Cenni. Il primo cittadino, accompagnato dalla moglie Elena, e dalla Giunta al completo, ha ricevuto numerosi applausi dalla folla. Accanto al sindaco, anche il nuovo presidente della Provincia Lamberto Gestri.
La novità del Corteggio di quest'anno è stata la sfilata de «I Cavalieri», la squadra pratese di Rugby che ha raggiunto la massima divisione. I giocatori indossavano le divise dei calcianti della «Palla grossa», la manifestazione che si tenne tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta. Un omaggio, quello ai Cavalieri, voluto dal sindaco, che nel tardo pomeriggio ha salutato in piazza del Comune la formazione al completo.
È stata la provincia di Arezzo a farla da padrona nell'edizione di quest'anno, con ben sei formazioni, tra cui il famoso gruppo sbandieratori della città del Saracino. Apprezzatissimo anche rappresentanti del famoso gioco del «Bravio delle Botti» di Montepulciano, novità anche questa.
Al termine del Corteggio, giunto con un bel po' di ritardo in piazza duomo, come ogni anno, la gente si è assiepata sotto il pulpito di Donatello per l'Ostensione, quest'anno officiata da mons. Claudio Maria Celli.
Poi in tanti hanno raggiunto il viale Galilei, per il bellissimo spettacolo pirotecnico sparato sul fiume Bisenzio.

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