Campanile Chef
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Campanile Chef, quando la comunione parte dalla cucina

All’ostello Gipidue di Calambrone la rassegna dei piatti cucinati dai cuochi delle parrocchie. E nel menù anche i piatti della Bibbia

Percorsi: Campanile Chef - Pisa
Lo chef del Gipidue Ivan Mosca tra  Nello Franchino (San Giovanni al Gatano/San Paolo/Santa Lucia)  e la cuoca di Sant’Apollonia Khatuni Tsartsidze detta Caterina

Erbe amare e pistacchi descritti in Esodo al capitolo 12. Frittelle «dello scandalo» al centro della violenza usata da Amnon nei confronti della sorellastra Tamar (cfr libro di Samuele al capitolo 13). Il pane del deserto. La crema di zucca, a fuoco nel pentolone descritto nel secondo libro dei Re dal profeta Eliseo. Il manzo con profumo di cipolla d’Egitto, evocato al libro dei Numeri (Nm 11,1-6). La macedonia confezionata coi frutti indicati dal profeta Gioele. Lo spezzatino di vitello – con maggiorana e zucca – a ricordo del pranzo sovrabbondante fatto preparare da Abramo nella sua tenda per tre personaggi misteriosi (Genesi 18). La minestra di lenticchie per il quale Esaù vendette ad Isacco la sua primogenitura (Genesi 25, 27-28).

piatti della Bibbia protagonisti di Campanile chef la prima rassegna di piatti cucinati da squadre cresciute all’ombra del campanile ospitata all’ostello Gipidue (acronimo di san Giovanni Paolo II) a Calambrone.

Poco meno di 900 persone sono gravitate in queste settimane intorno alla struttura diocesana. Hanno deciso di mettersi in gioco i cuochi  dell’unità pastorale di Mezzana/Colignola – che hanno preparato una rosticciana alla maremmana – e di Metato – con la loro pasta al ragù bianco d’anatra. Quelli dell’unità pastorale di Santo Stefano extra moenia/Immacolata ai Passi – che hanno servito sui tavoli del buffet un tortino di riso su una vellutata di porri e patate – e di San Ranieri al Cep/Sant’Apollinare in Barbaricina, con la loro pasta all’amatriciana rivisitata. Le cuoche di Marina di Pisa, con le loro cotolette di agnello fritto su puré di patate e salsa a sorpresa e di Agnano, che hanno presentato gnocchetti sardi alla campi danese. Quelli di Campo, con le loro penne alla trota salmonata e dei giovani della parrocchia universitaria di San Frediano, che hanno preparato e servito gli agnolotti ripieni con zucca e speck. Infine, mercoledì sera, i cuochi dell’unità pastorale di San Paolo a Ripa d’Arno, San Giovanni al Gatano e Santa Lucia hanno presentato una tagliatella con cavolo nero, cannellini, salvia fritta e guanciale, mentre lo staff della parrocchia di Sant’Apollonia ha servito la ricetta georgiana dei pilmeni con salsa di radicchio e speck. Indicativo lo spirito di comunione che si è respirato in cucina tra i cuochi, a testimonianza anche del significato pastorale dell’iniziativa.

I commensali sono stati chiamati ad esprimere un voto per entrambe le squadre. Ad oggi è la squadra di Metato ad aver ricevuto più preferenze, seguita da quella dell’unità pastorale di San Paolo a Ripa d’Arno, San Giovanni al Gatano e Santa Lucia. Seguono, nell’ordine: Agnano, Colignola/Mezzana, Santo Stefano/I Passi, Sant’Apollonia, San Frediano, Marina di Pisa, Campo e Sant’Apollinare in Barbaricina/Cep.

Adesso il gioco si sposta dalla cucina… al settimanale diocesano: sarà infatti possibile votare la propria squadra del cuore attraverso i tagliandi che, fino a domenica 16 febbraio, saranno pubblicati sull’edizione locale di Toscana Oggi.

Fonte: Tog
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