Dalì. Il sogno del Classico

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Dopo Chagall, Mirò, Picasso, Kandinsky, Warhol, Modigliani e Toulouse Lautrec, Palazzo Blu a Pisa ospita nuovamente uno degli artisti più importanti del secolo scorso con la mostra Dalì. Il sogno del classico: un’esposizione di 150 opere di Salvador Dalì provenienti dal Teatro-Museo di Figueres in Catalogna (la sua città natale), dal Dalì Museum di St.Petersburg in Florida e dai Musei Vaticani, e curata da Montse Aguer, direttrice del Museo Dalì. Una mostra che sottolinea in particolare l’importanza della cultura italiana nell’opera dell’artista, che rivisita l’arte di Raffaello e Michelangelo nella sua pittura. Salvador Dalì ha aperto la strada all’evoluzione dell’arte contemporanea attraverso la conoscenza e e la passione per l’arte del passato, in particolare quella del Rinascimento. Dopo la sua espulsione dal gruppo surrealista all’inizio degli anni quaranta, Dalì assume una nuova posizione classicista e di difesa del Rinascimento considerandosi il precursore di una nuova fase rinascimentale.

Il percorso si apre con quattro oli su tela dipinti tra il 1950 e il 1960 Paesaggio di Portlligat, L’Angelo di Portlligat, Sant’Elena a Portlligat e La Trinità, dove è possibile cogliere una svolta mistica e religiosa nella sua arte. Troviamo poi una selezione di oli poco conosciuti, quattro dei quali inediti Senza titolo. Mosè dalla tomba di Giulio II di Michelangelo, Senza titolo. Cristo dalla Pietà di Palestrina di Michelangelo, Senza titolo. Giuliano de’ Medici dalla tomba di Giuliano de’ Medici di Michelangelo e Senza titolo. Dal Ragazzo accovacciato di Michelangelo, che figurano tra le sue ultime creazioni degli anni ottanta. Opere che permettono di analizzare la tecnica e il pensiero del Dalí di quel periodo e di evidenziare come le sue inquietudini continuassero a tradursi in arte. Molto interessante la serie di 100 xilografie che illustra tutti i canti della Divina Commedia, commissionate nel 1950 dal Ministero della Pubblica Istruzione per illustrare il capolavoro di Dante a 700 anni dalla nascita, commissione poi ritirata con la conseguente vendita delle opere a Joseph Forêt che ne fece una mostra a Parigi e un’edizione della Divina Commedia illustrata. Il percorso si chiude con 27 disegni e acquarelli che raccontano la vita di Benvenuto Cellini, tra i più influenti artisti del Rinascimento fiorentino, uomo ribelle e controverso che affascina Dalì.

Alessandro Banti

SEDE: Palazzo BLU - Lungarno Gambacorti 9, Pisa

ORARIO: lunedì-venerdì 10-19. Sabato-domenica e festivi 10-20. (La biglietteria chiude un’ora prima della chiusura)

INGRESSO: Intero euro 12 con audio guida inclusa; Ridotto da euro 5 a euro 10 con audio guida inclusa; Ridotto euro 10 per visitatori oltre i 65 anni e fino a 25 anni e per portatori di handicap; Ridotto euro 10 per convenzioni e gruppi; Ridotto euro 5 per universitari (solo giovedì). Gratuito con audio guida inclusa per: bambini fino a 6 anni accompagnati da familiari, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, giornalisti iscritti all’albo, tesserati Icom.
INFO: Tel. 050 220.46.50 - Mail: info@palazzoblu.it