Mummie. Viaggio verso l'immortalità

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Il rapporto degli antichi Egizi con l'aldilà, è questo il tema affrontato nella mostra allestita negli spazi per mostre temporanee del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Oltre cento oggetti, appartenenti tutti alle collezioni della sezione «Museo Egizio» di Firenze, la seconda in Italia per importanza dopo quella del Museo Egizio di Torino, tornano oggi nella loro sede, dove il pubblico potrà ammirare i reperti che erano in gran parte conservati nei magazzini del museo. Sono pezzi di grande importanza, tra i quali spiccano l'inedito sarcofago di Padimut, che presenta una ricchissima decorazione propria dei sarcofagi della XXI e XXII dinastia (1069 - 656 a.C.), la statua del sacerdote Henat, raro esempio di un dignitario che indossa una veste persiana a testimonianza del periodo in cui l'Egitto fu assoggettato all'impero persiano (525 - 404 a.C.), una testa mummificata (656 - 332 a.C.) della quale è stato possibile ricostruirne il volto grazie a minuziose indagini radiografiche e TAC, e la cassetta per ushabti (piccole statue del corredo funebre) di Nekhtamontu (1550 - 1070 a.C.).

Attraverso questi oggetti, che nell'antico Egitto venivano abitualmente deposti nelle tombe insieme al defunto. è possibile comprendere il concetto della vita nell'aldilà: la morte, era per l'antico egizio un momento di passaggio a un'altra forma di esistenza. L'anima però per continuare a vivere aveva bisogno di una serie di accorgimenti e di oggetti che dovevano magicamente consentirle la sopravvivenza oltre la morte e, soprattutto, doveva reincarnarsi nel proprio corpo che, per questo motivo, era conservato al meglio tramite pratiche di imbalsamazione del cadavere che diventava così una mummia.

Due le sezioni della mostra. La prima dedicata al concetto di sopravvivenza dell'anima e alla «mummificazione» del corpo del defunto; la seconda tratta degli oggetti che accompagnavano il morto nella tomba. Quest'ultima è articolata in due sezioni, nelle quali si presentano gli oggetti del corredo che avevano esclusivamente una funzione funeraria (stele, ushabti, tavole d'offerta), e gli oggetti di vita quotidiana che dovevano ricreare nella tomba la perduta esistenza del defunto (abbigliamento, gioielli, mobilio di vario tipo).

La collezione del «Museo Egizio» si è formata soprattutto nel corso del XIX secolo, in seguito alla famosa spedizione franco-toscana di Ippolito Rosellini e di Jean François Champollion, del 1828, grazie alla quale fu riportato un notevole quantitativo di reperti distribuiti tra il Louvre e il Museo di Firenze, cui spettò in particolare il famoso carro rinvenuto in una tomba tebana della XVIII dinastia (1550-1291 a.C.), un esemplare unico al mondo appartenuto a un ricco privato, e i bassorilievi della tomba di Sety I, una delle più belle e riccamente decorate della Valle dei Re.

Rossella Tarchi

SEDE: Museo Archeologico Nazionale - piazza S.S. Annunziata, 9 - Firenze

ORARIO: Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì: 8.30-19.00; Lunedì, Sabato, 1^ e 3^ Domenica del mese e festivi infrasettimanali 8.30-14.00 Chiusura settimanale: 2^ ,4^ e 5^ Domenica di ogni mese; Orario biglietteria: Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì: 8.30-18.15; Lunedì, Sabato, 1^ e 3^ Domenica del mese 8.30-13.15.

INGRESSO: 8,00 € (+ Sala Mostre); Riduzione 2,00 € 

INFO: 055 23575 +39 055 294882  - Prenotazione: Obbligatoria  allo 055 294883 (solo per le scuole e per i gruppi di oltre 10 persone)

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Sarcofago di Padimut_1069-656 a.C.