Verrocchio, il maestro di Leonardo

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È in assoluto la prima grande retrospettiva dedicata a uno degli artisti simbolo del Rinascimento e della produzione artistica fiorentina all'epoca di Lorenzo il Magnifico, tra il 1460 e il 1490,  l'evento più importante delle manifestazioni internazionali legate al cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci che ci apre una finestra sul lavoro e sulla realtà artistica fiorentina della bottega del Verrocchio, di cui Leonardo fu allievo, e di altri artisti, precursori, contemporanei e discepoli, come  Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi.

Di Leonardo saranno in mostra sette opere, alcune delle quali per la prima volta in Italia, come la scultura in terracotta della Madonna col Bambino, che esce dalle collezioni del Victoria & Albert Museum, di cui fa parte dal 1858, unica scultura esistente al mondo attribuibile a Leonardo giovane, che conclude il percorso a Palazzo Strozzi in felice dialogo con gli studi dei «Panneggi», su tela di lino,  di Leonardo che provengono dal Dipartimento di Arti Grafiche del Museo del Louvre.

Curata da Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, tra i più importanti esperti dell'arte quattrocentesca, la mostra offre la visione di oltre 120 opere, tra dipinti, sculture, disegni, che provengono da settanta, tra musei e collezioni private in tutto il mondo, come il Metropolitan Museum of Art di New York, La National Gallery of Art di Washington DC, il Rijksmuseum di Amsterdam, Gemädegalerie di Berlino,  ma anche Galleria degli Uffizi, Museo del Bargello e Palazzo Vecchio. Firenze non poteva essere che l'unico luogo per ospitare una grande mostra dedicata all'opera di  Andrea del Verrocchio, le ultime due sezioni della mostra si trovano infatti al Museo del Bargello dove viene esposto il gruppo scultoreo dell'Incredulità di San Tommaso, realizzato per il tabernacolo della Chiesa di Orsanmichele tra il 1467 e il 1483, pietra miliare per la scultura bronzea del Rinascimento e un Crocifisso ligneo del 1475, in deposito dalla Venerabile Confraternita di San Girolamo e di San Francesco Poverino. Chi vorrà potrà proseguire al Museo dell'Opera del Duomo dove nella Sala del Tesoro troviamo lo straordinario Altare d'argento a cui lavorò anche il Verrocchio con il pannello  raffigurante la Decollazione di San Giovanni Battista.

Grande sperimentatore e per questo prototipo del genio rinascimentale, nella bottega del Verrocchio gli artisti hanno la possibilità di apprendere tecniche diverse come il disegno,  la pittura, la scultura, la fusione, ma anche l'uso di materiali diversi, marmo, terracotta, bronzo. È grazie al Verrocchio se si diffuse il gusto e il linguaggio figurativo fiorentino, formando un'intera generazione di maestri con i quali condivise il suo sapere, nella storia dell'arte solo Giotto, Dontello e Raffaello svilupparono una scuola, come nel suo caso.

Su di lui purtroppo per molto tempo è rimasto un giudizio ambiguo tramandato da Giorgio Vasari che nelle Vite lo introduce così «Andrea del Verrocchio, fiorentino, fu ne' tempi suoi orefice, prospettivo, scultore, intagliatore, pittore e musico; ma invero ne l'arte della scultura e pittura ebbe la maniera alquanto dura e crudetta», a questo va ad aggiungersi la difficoltà di avere in prestito opere dall'estero, queste le motivazioni che sino ad oggi hanno ritardato il giusto tributo a questa grande figura del Rinascimento italiano.

Grande talento in pittura, la mostra si avvale di prestiti fondamentali per la rassegna, come la Madonna col Bambino della Gemädegalerie di Berlino, scelta come immagine della mostra o la Madonna col Bambino e angeli e l'Arcangelo Raffaele e Tobiolo della National Gallery di Londra che vengono presentati insieme per la prima volta.

Fu Desiderio da Settignano a segnare la svolta in scultura di Andrea del Verrocchio, da lui apprese la capacità di catturare i moti del corpo e dell'anima e di infonderli nel marmo di busti delle gentildonne rinascimentali come la Dama dal mazzolino a cui il giovane Leonardo si ispirò per il suo studio di Braccia  e mani femminili proveniente dalle collezioni del Castello di Windsor, concesso in prestito da Sua Maestà la regina Elisabetta II che introducono il percorso espositivo, seguono le sezioni dedicate a «Gli antichi eroi e il David», «Le Madonne, tra scultura e pittura»,  «Il Putto col delfino e la scultura padrona dello spazio», «Il cenotafio Forteguerri, la Madonna di Piazza e Lorenzo di Credi» fino alla finale da Verrocchio a Leonardo il «Piegar de' panni s'immerge nella luce».

Sebastiana Cangemi

SEDE: Palazzo Strozzi, piazza Strozzi, Firenze

ORARIO: tutti i giorni inclusi i festivi 10-20, giovedì 10-23; accesso consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.

INGRESSO: Intero 13 euro; ridotto 10 euro; ridotto ragazzi 4 euro; famiglia 24 euro.

INFO: 055.2645155 www.palazzostrozzi.org. Sezione speciale al Museo del Bargello info: 055. 294883.

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