Via Francigena
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Anche oggi più vie tra Abbadia e Radicofani

Abbiamo visto come nel Duecento il tracciato della Via Francigena per Radicofani si impose sull'antichissima via per l'alta valle del Paglia sebbene i due tracciati continuassero a coesistere. La strada era infatti anche un elemento importante per l'economia delle comunità attraversate e fu quindi naturale che il Comune di Abbadia San Salvatore, che controllava l'alta valle del Paglia e l'antica strada, entrasse in competizione con Radicofani e la variante che transitava sotto l'importante fortezza.
DI STELVIO MAMBRINI

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150)

di Stelvio Mambrini

Abbiamo visto come nel Duecento il tracciato della Via Francigena per Radicofani si impose sull'antichissima via per l'alta valle del Paglia sebbene i due tracciati continuassero a coesistere. La strada era infatti anche un elemento importante per l'economia delle comunità attraversate e fu quindi naturale che il Comune di Abbadia San Salvatore, che controllava l'alta valle del Paglia e l'antica strada, entrasse in competizione con Radicofani e la variante che transitava sotto l'importante fortezza.

L'antichissima Via Francigena, anche se probabilmente meno controllata e più insicura, risultava però più rapida e breve per chi voleva raggiungere Roma passando per  la valle e per Voltole. E infatti sappiamo che per il Giubileo del 1300 uomini di Abbadia e di Radicofani attrezzarono nell'area di Callemala capanne e punti di ristoro per quei pellegrini che transitavano sull'antico tracciato. Anche il mercante Barthèlemy Bonis de Mountauban, partito a cavallo da Avignone per il Giubileo del 1350, si fermò in uno dei punti di accoglienza posti vicino al mulino di Paglia in contrada Callemala. Le soste di questo personaggio lungo l'importante arteria corrispondono peraltro ad una sorta di guida approntata dalla corte pontificia per facilitare il percorso di pellegrini. Quindi ancora per tutto il medioevo tra la Val d'Orcia e la Val di Paglia si potevano utilizzare due vie significative per raggiungere Roma.

Sebbene gli storici ritengano che dal Quattrocento non si possa più parlare di Francigena, fenomeno storico legato al medioevo, documenti dei secoli XV e XVI ci aiutano a conoscere in modo più puntuale il tracciato. Un documento del 1429 ci conferma in modo ufficiale l'esistenza dei due percorsi e ne chiarisce poi l'antichità: la strada per l'alta valle del Paglia viene ricordata come «strada maestra sacrata romana» quindi con ogni solennità trattandosi di quella veramente romana, mentre l'altro tracciato che saliva a Radicofani come «strada romana». Inoltre, nel 1429, il percorso di fondovalle si stava riaffermando in modo così forte da provocare le rimostranze dei radicofanesi che vedevano in questo un grave danno per la loro economia e per i quattro spedali di San Pietro, dei Santi Giovanni e Paolo, della Fraternità di Santa Maria e del Borgo di Malmigliaccio ricordati in un documento del 1411.

Questa situazione, e forse l'insicurezza del percorso di valle, indusse i senesi a chiudere la strada che scendeva in val di Paglia e farla transitare forzatamente solo per Radicofani. La via per la valle continuò però ad essere ancora utilizzata tanto che nel 1462 si ricordano alberghi di proprietà della comunità di Abbadia San Salvatore in val di Paglia; una di queste locande, di proprietà del Comune, era ubicata nell'area di Callemala ed era gestita nel 1483 da un tedesco. Di più, nel primo Cinquecento, in vari documenti, si riconosce come strada romana il tracciato antico per il fondovalle, e per il Giubileo del 1550 nella zona dell'antica Callemala, dove tra Quattrocento e Cinquecento si era rivitalizzato un insediamento denominato Borgo di Paglia, si trovavano la chiesetta di San Sigismondo e gli ospizi di San Giovanni, dell'Aquila, dell'Agnolo e del Leone. A Voltole esisteva la locanda della Corona e nell'area di Burburigo l'osteria della Casa Nuova di proprietà della comunità di Radicofani.

Comunque intorno al 1580 il Granduca di Toscana fece cominciare i lavori di risistemazione del tracciato per Radicofani e nel 1593 la strada per la valle del Paglia doveva essere stata definitivamente interrotta. Il traffico, dalla fine del Cinquecento, ora ristrutturato sulla nuova strada romana del Granducato di Toscana (che nel Seicento, Settecento ed Ottocento assumerà la denominazione di Strada Regia Romana) venne indirizzato, dopo i Ricorsi, per Radicofani dove fu costruito dai Medici il grande edificio della Posta. Da qui la strada proseguiva per la Novella fino a raggiungere Ponte a Rigo riproponendo all'incirca il vecchio tracciato della Francigena per Radicofani, quindi si dirigeva verso Centeno, dove entrava nello Stato Pontificio, e Acquapendente. L'antichissima strada per l'alta valle del Paglia continuò invece ad essere utilizzata nei secoli successivi come strada interpoderale: nel catasto leopoldino del 1823 è ancora segnata come vecchia strada romana ed è attualmente individuabile in quanto il territorio ne ha tenacemente conservato i resti.

Oggi, l'itinerario ufficiale della Via Francigena stabilito nel 2008 dal Ministero dei Beni Culturali, tra la Val d'Orcia e la Valle del Paglia, ripropone il tracciato per Radicofani; dopo le Briccole (XI Submansio dell'itinerario di Sigeric) infatti si prosegue per i Ricorsi e in località La Bisarca si svolta per Le Conie fino a salire a Radicofani. Da Radicofani il viandante scende verso la località Ponte a Rigo da dove prosegue per la strada di Sorano e prima della Sforzesca svolta per Proceno e Acquapendente (IX Submansio dell'itinerario di Sigerico).

Le varianti al percorso ufficiale del Ministero, presentate dalla Provincia di Siena nel 2010, comprendono anche un itinerario che passa per il territorio di Abbadia San Salvatore. La salita ad Abbadia San Salvatore avviene staccandosi dal percorso ufficiale in località Ricorsi e, per i Pietrineri, Zaccaria, l'Accoria, arriva ad Abbadia, riutilizzando in buona parte una antica via usata per scendere dalla montagna alla strada romana in direzione di Siena. La discesa da Abbadia alla valle del Paglia avviene invece transitando per la località la Casella e ripropone, salvo alcune modifiche, il primo collegamento storico tra l'abbazia e Callemala sull'antichissima Francigena. Il percorso quindi prosegue per Voltole (X Submansio dell'Itinerario di Sigerico, ricordata come Sce Petir in Pail), Voltolino e, seguendo il corso del Paglia, raggiunge un ponticello per l'attraversamento del fiume. Da questo punto si può proseguire per Burburigo e prima di Ponte a Rigo raccordarsi al percorso ufficiale.

Nei tracciati proposti dall'Amministrazione Provinciale  di Siena è segnato anche il raccordo che dalla località Bisarca (sul percorso ufficiale) porta a Callemala, superando il Poggilone, punto di valico tra il massiccio dell'Amiata e quello di Radicofani.

L'itinerario per Abbadia San Salvatore permetterà così di riproporre l'antichissimo tracciato per la valle del Paglia e consentirà di visitare la millenaria Abbazia del Santissimo Salvatore le cui fortune storiche, il suo potere religioso e feudale e il suo patrimonio culturale e artistico, si devono alla sua particolare collocazione in una terra di confine, di transito e di collegamento, assai importante dal punto di vista strategico.

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