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Badia a Settimo «riunificata» per due giorni

Evento eccezionale, sabato 17 e domenica 18 settembre, per la Badia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo, che si erge nei pressi dell'Arno, a valle di Firenze, in territorio comunale di Scandicci. Per la prima volta è stata infatti aperta al pubblico la parte privata dell'antica abbazia, che svolse un ruolo fondamentale nella storia della città.

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150), arte (172)

Evento eccezionale, sabato 17 e domenica 18 settembre, per la Badia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo, che si erge nei pressi dell'Arno, a valle di Firenze, in territorio comunale di Scandicci.

Per la prima volta è stata infatti aperta al pubblico la parte privata dell'antica abbazia, che svolse un ruolo fondamentale nella storia della città ospitando tra l'altro l'enorme granaio dove venivano stoccati i raccolti che giungevano via fiume ma che finì divisa in seguito alle soppressioni leopoldine. Migliaia di persone hanno potuto ammirare il chiostro maggiore e le sale ad esso attigue, accompagnate dal parroco don Carlo Maurizi e anche dallo stesso sindaco di Scandicci Simone Gheri, entrambi rivelatisi guide preparatissime.

In particolare don Carlo ha insistito sul ruolo delle abbazie nella formazione della cultura europea, compresa la stessa genesi della democrazia parlamentare che trova la sue radici nelle sale del capitolo, ed ha anche sottolineato la pari dignità del lavoro rispetto alla stessa preghiera, sancita non solo nella regola benedettina ma anche nella bellezza dell'architettura destinata a ospitare le attività manuali, come dimostra la stesso meraviglioso dispensarium situato nel lato dei «conversi» (nella foto), sopra il quale si trova proprio il granaio, che necessita di restauri strutturali piuttosto urgenti.

La speranza di riunificare l'abbazia, che sembrava potesse concretizzarsi in seguito all'interessamento dell'ex ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, continua a essere viva sia negli amministratori locali (non solo del Comune, ma anche della Provincia attraverso l'assessore Marco Gamannossi, giovane storico dell'arte scandiccese) che ovviamente in don Carlo. Tanto che, al termine della presentazione degli atti del convegno «I Cadolingi, Scandicci e la viabilità francigena» curati dal Centro Studi Romei di Renato Stopani, che ha chiuso la «due giorni» di visite, ha rinnovato il suo voto di andare a piedi a Santiago non appena questo avverrà. Nonostante i tempi di vacche magre, speriamo possa scioglierlo presto.

M.L.

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