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Bruno Bernoni e il suo «hospital» sul Camino di Santiago

Donato Pugi, appassionato pellegrino e nostro abbonato, ci ha segnalato nei giorni scorsi una storia e un'iniziativa di cui lo ringraziamo sinceramente (così come per gli apprezzamenti per questa pagina) e che vale davvero la pena raccontare. Cominciamo dalla storia, rimandando l'iniziativa a una prossima occasione. Protagonista è il bresciano Bruno Bernoni, che nel 2004 percorse la prima parte del Camino di Santiago e ne rimase così conquistato non solo da tornarvi a più riprese per completarlo nel 2008, ma anche da decidere di aprirvi un proprio ospitale.

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150), compostela (28)

Donato Pugi, appassionato pellegrino e nostro abbonato, ci ha segnalato nei giorni scorsi una storia e un'iniziativa di cui lo ringraziamo sinceramente (così come per gli apprezzamenti per questa pagina) e che vale davvero la pena raccontare. Cominciamo dalla storia, rimandando l'iniziativa a una prossima occasione. Protagonista è il bresciano Bruno Bernoni, che nel 2004 percorse la prima parte del Camino di Santiago e ne rimase così conquistato non solo da tornarvi a più riprese per completarlo nel 2008, ma anche da decidere di aprirvi un proprio ospitale.

«Se dovessi descrivere con una sola parola il significato del Cammino di Santiago de Compostela direi senza dubbio condivisione», dichiarò quasi un anno fa al «Giornale di Brescia». E aggiunse: «Condivisione dell'ultimo pezzo di cioccolata, di una maglia, di una molletta da bucato, di un sapone, di mille parole in tante lingue diverse, di panorami. Condivisione di un sorriso che rallegra lo spirito e ti dà conforto nei momenti difficili, quando vorresti mollare, ti senti smarrito e vorresti tornare a casa».

Adesso la casa di Bruno è in un paesino di 12 case e 22 abitanti su un altopiano della Castilla y León, provincia di Palencia.

«Moratinos – scrive nel sito www.hospitalsanbruno.com – è uno fra i più piccoli pueblos della Tierra de Campos attraversato dal Camino de Santiago. In questo piccolo borgo ho trovato una casa che si poteva adattare e trasformare in un accogliente rifugio per ricevere i pellegrini in viaggio, provati da una tappa molto impegnativa. L'opera ha richiesto un grande impegno ed uno sforzo notevole ma i risultati hanno superato le aspettative ed oggi è una bellissima realtà dove i pellegrini provenienti da tutto il mondo possono trovare la qualità dell'accoglienza e gustare le delizie della cucina italiana. Buon Camino!!!».

L'Hospital San Bruno è stato inaugurato per la scorsa Pasqua, ma quando il progetto ha preso il via non sono state tutte rose e fiori. Bisognava ad esempio convincere la moglie e i tre figli, all'inizio tut'altro che favorevoli. Ma, come si legge ancora nell'articolo del «Giornale di Brescia», «alla fine la sua forza di persuasione e l'appoggio di parenti e amici, che rimangono affascinati dal luogo e decidono di dargli una mano, hanno il sopravvento».

«Quando son partito la prima volta – raccontava Bruno in quei mesi alla vigilia dell'inagurazione – volevo solo ritrovare me stesso, mio padre era mancato e l'azienda era fallita, ma quest'esperienza mi ha fatto riscoprire valori dimenticati. In quella dimensione spazio temporale particolare, le sensazioni si liberano dai vincoli e percepisci tutto in modo più grande. Questa è la vita che voglio, la Provvidenza mi aiuterà».

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