Via Francigena
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Con la partenza di Nicola e Loris torna la stagione dei pellegrini

Quando leggerete queste righe, Nicola Pini e il suo amico Loris avranno ormai iniziato il cammino da Siviglia verso Santiago di Compostella lungo la Via della Plata, un pellegrinaggio particolare che abbiamo presentato nel numero 11 del 18 marzo scorso.
DI MARCO LAPI

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150), compostela (28)

di Marco Lapi

Quando leggerete queste righe, Nicola Pini e il suo amico Loris avranno ormai iniziato il cammino da Siviglia verso Santiago di Compostella lungo la Via della Plata, un pellegrinaggio particolare che abbiamo presentato nel numero 11 del 18 marzo scorso. L'invito di Nicola, infatti, è quello di accompagnarlo lungo i mille chilometri del percorso con una raccolta fondi per la costruzione di un asilo nel villaggio di Pugu in Tanzania, in ricordo dei tre cappuccini e del giovane toscano scomparsi a novembre in un incidente in missione. Proprio uno di loro, Luciano Baffigi, aveva benedetto le sue nozze con Paola e ne aveva poi battezzato i figli. Così, prima della partenza per Siviglia, Nicola è andato a trovarlo, ed ecco il suo racconto.

«Carissimi – scrive nella newsletter ai suoi amici –, il chilometro zero è stato all'Isola del Giglio, al piccolo cimitero dove sono andato a trovare Padre Luciano. È stato il prologo al pellegrinaggio verso Santiago ed è stata una scelta precisa di iniziarlo da questo posto particolare andando a trovare una persona particolare. Sono arrivato a Porto Santo Stefano, all'imbarco dei traghetti, con la pioggia ma arrivato sull'isola ho avuto una splendida giornata di sole che mi ha accompagnato fino al rientro a Firenze. Sull'isola un'amica di Luciano che mi aspettava ed alla quale ho consegnato 100 scatoline che saranno distribuite tra tutti gli amici isolani».

«Luciano – prosegue Nicola – tornava alla sua isola tutte le volte che poteva e posso solo immaginare cosa potesse fare nella sua terra quando era lontano dalla Parrocchia. Me lo immagino a camminare, a leggere, a fare fotografie e naturalmente a parlare con la gente. Ora vi è tornato definitivamente ma dalla sua semplice foto sulla lapide sembra che ti dica: “tranquillo, sto bene. Fermati a fare due chiacchiere e poi riprendi con serenità il tuo cammino”».

«Il mio cammino! Ecco perché – conclude il “pellegrino del mondo”– ho iniziato da qui; e il suo ricordo, sono certo, mi aiuterà nei momenti di difficoltà che sicuramente incontrerò. Le lacrime davanti a quella lapide, che non mi è sembrata fatta da un freddo marmo, hanno sciolto la tensione che la sua dipartita aveva creato dentro di me e hanno portato un sentimento di fraternità e speranza. Ora posso veramente partire!».

Seguiremo naturalmente Nicola durante il suo cammino, così come faremo con Nino Guidi l'altro pellegrino toscano che da giugno ripeterà il cammino dell'abate Nikulas di Munkathvera, dall'Islanda a Roma (vedi Toscana Oggi n. 7 del 19 febbraio 2012 e www.montagnedilegami.it). In vista di questa autentica impresa, Nino non manca di... allenarsi, come dimostra quanto ha scritto nei giorni scorsi su Facebook: «Siamo appena tornati dalla bellissima esperienza sul cammino degli Abati; abbiamo camminato per tre giorni tra le colline dell'Oltrepò Pavese con il sole la pioggia e... la neve a 600 mt. Con l'occasione devo ringraziare di cuore quelli che, per le loro qualità umane, io definisco due moderni “abati”, Giovanni Magistretti e il prof. Mario Pampanin. Questi due fantastici compagni di viaggio, con la passione e l'amore per i territori in cui vivono, si sono impegnati, in questi anni, nel recupero del cammino degli Abati che va da Pavia, antica capitale longobarda, a Pontremoli per arrivare fino a Lucca tramite la via del Volto Santo. Grazie al loro lavoro oggi è possibile percorrere questo antico e affascinante cammino ricco di storia in circa 12-13 giorni... e la prosima tappa sarà infatti da Bobbio a Pontremoli».

Ma l'arrivo della buona stagione (solo... presumibile, almeno per il momento!) fa registrare anche altre importanti iniziative di pellegrinaggio, come quello organizzato dal Gruppo di ricerca «Terre Alte» del Club Alpino Italiano sul «Cammino dell'Arcangelo», tratto finale della Via Micaelica che da Benevento conduce al santuario michelita di Monte Sant'Angelo attraverso il Sannio, l'Irpinia e la Daunia. Nove tappe, da sabato 28 aprile a domenica 6 maggio, precedute, nel tardo pomeriggio di venerdì 27, dalla Messa del pellegrino nella chiesa beneventana di San Bartolomeo, con la successiva consegna della credenziale.

La Via Francigena del Sud, da Roma a Gerusalemme, sarà invece l'oggetto di un nuovo programma radiofonico internazionale volto alla sua valorizzazione e promozione e promosso da RadioRai, Associazione Civita, Comunità Radiotelevisiva Italofona e RaiWebRadio, che sarà condotto per sette settimane (dal 2 maggio al 16 giugno) in diretta su Rai Radio1 (tutti i giorni) e su RaiWebRadio (dal martedì al sabato) dal vicedirettore di RadioRai Sergio Valzania: per la prima volta dei giornalisti ripercorreranno l'antico itinerario di pellegrinaggio, raccontandolo ogni giorno ai radioascoltatori. L'iniziativa costituisce la nuova edizione di trasmissioni della serie «Pellegrinaggi», una programmazione innovativa che, dal 2004, RadioRai sperimenta grazie anche all'impiego delle tecnologie leggere oggi disponibili: oltre 6000 chilometri percorsi a piedi nelle otto edizioni prodotte, divenute oggetto di un interesse crescente da parte del pubblico e della stampa. Dopo aver camminato sul sentiero di Santiago, su quello di Paolo e Giovanni, sul percorso di Olaf, sulla Via de la Plata, sulla Francigena del Nord ed essere approdato ad Istanbul attraversando Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Grecia e Turchia, per la nona stagione Valzania si rimette sulla strada con i suoi compagni di viaggio verso la meta più ambita dai pellegrini: Gerusalemme, la città santa per eccellenza.

Con la partenza di Nicola e Loris torna la stagione dei pellegrini
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