Via Francigena
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«Coordinamenti di tappa» con la partecipazione di tutti

Pier Paolo (o più semplicemente Paolo) Tognocchi, consigliere regionale, è da pochi mesi rappresentante della Regione Toscana in seno all'Associazione Europea Vie Francigene. Abbiamo già avuto modo di incontrarlo in occasione del convegno dello scorso 25 novembre a San Miniato e adesso, in vista dell'analogo appuntamento in programma per sabato 21 gennaio in Lunigiana, lo presentiamo meglio ai nostri lettori attraverso questa intervista «a tutto campo». Per questo gli chiediamo anzitutto che significato ha questo ruolo nell'ambito della messa a punto e valorizzazione della Via.
DI MARCO LAPI

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150), regione toscana (1598)

di Marco Lapi

Pier Paolo (o più semplicemente Paolo) Tognocchi, consigliere regionale eletto per la seconda volta nelle liste del Partito Democratico e segretario della II Commissione consiliare (Agricoltura e sviluppo rurale), massese di nascita e attualmente residente a San Miniato, su scelta del presidente della Regione Enrico Rossi è da pochi mesi rappresentante della Regione Toscana in seno all'Associazione Europea Vie Francigene. Abbiamo già avuto modo di incontrarlo in occasione del convegno dello scorso 25 novembre a San Miniato e adesso, in vista dell'analogo appuntamento in programma per sabato 21 gennaio in Lunigiana, lo presentiamo meglio ai nostri lettori attraverso questa intervista «a tutto campo». Per questo gli chiediamo anzitutto che significato ha questo ruolo nell'ambito della messa a punto e valorizzazione della Via.

«L'Associazione Europea Vie Francigene – ci risponde – è uno strumento importante che gli enti locali e le regioni hanno a disposizione per favorire concretamente lo sviluppo del percorso. Interpreto quindi la responsabilità affidatami dal Presidente Rossi come un'occasione per contribuire sul serio a mettere in piedi progetti finalizzati alla tutela, alla conoscenza e alla promozione degli itinerari. Senza sovrappormi ovviamente nella mia attività all'assessore regionale Scaletti – che bene sta svolgendo il suo ruolo e con la quale sto consolidando una proficua collaborazione – essere il rappresentante della Regione nell'Ufficio di Presidenza dell'Aevf mi dà la possibilità di impegnarmi in prima linea per la valorizzazione della Via Francigena. Sono tante le cose che sono state fatte fino ad adesso, ma allo stesso tempo non poche sono quelle che, sono sicuro, potranno migliorare in futuro, specie se l'Associazione saprà rafforzare ancora di più i suoi sforzi, stimolando e sostenendo adeguatamente le iniziative e il lavoro delle realtà associative che hanno a cuore la Via».

Avendo seguito sistematicamente le problematiche della Francigena per tutto il 2011, ma occasionalmente ancor prima, ci siamo resi conto che la mancanza principale è forse quella di una governance, di cui la stessa Aevf avrebbe potuto farsi forse promotrice in modo più convinto. Cosa ne pensa in proposito?

«Sì, sono maturi i tempi per un nuovo protagonismo di Aevf, incanalato lungo due assi: da una parte l'Associazione deve lavorare per un efficace coordinamento degli impegni messi in campo dagli enti pubblici, dall'altra deve incoraggiare e coordinare il grande contributo che le associazioni espressione del mondo ecclesiale (come Ad Limina Petri) e tutti i soggetti associativi possono dare per lo sviluppo del percorso. Ora è arrivato anche il riconoscimento dell'Unione Europea con l'approvazione da parte della Commissione Europea del progetto “Via Francigena e vie di pellegrinaggio. Qui è l'Europa”. La Via Francigena, come il Cammino di Santiago, è un “Itinerario Culturale Europeo” e proprio alla creazione di un sistema integrato di comunicazione tra università, associazioni e istituzioni e a una Piattaforma di Cooperazione Europea guarda questo progetto».

Altra cosa evidente è che attorno alla Francigena convivono soggetti e sensibilità diverse, non sempre immediatamente disponibili a un confronto. In questo senso ci è parso che l'iniziativa di San Miniato a novembre e ora quella di Licciana Nardi, che lei ha contribuito in maniera determinante a promuovere, abbiano rappresentato una novità positiva, soprattutto per la proposta del «patto» alle associazioni presenti sul territorio. Pensa che queste occasioni possano essere replicate su tutto il territorio regionale e magari anche oltre?

«In un'ottica di integrazione e collaborazione, c'è bisogno di un pieno coinvolgimento di tutti coloro che nei territori svolgono un'attività di valorizzazione della Via. Trattandosi molto spesso di appassionati e volontari, ognuno porta un contributo di idee a cui tiene molto: ha proprie ricette, ed è anche un po' geloso della propria esperienza e competenza. Bisogna evitare che le diversità diventino divisioni o, peggio ancora, lacerazioni. La sottoscrizione dei patti promossi e la conseguente costituzione dei “Coordinamenti di tappa” sono a questo proposito un tentativo di fare di queste particolarità una forza per favorire le nuove iniziative che saranno intraprese. La volontà comune è quella di favorire intorno alla Francigena lo sviluppo di una comunità territoriale nel suo insieme pronta ad accogliere e ad accompagnare il pellegrino lungo la sua esperienza. Si tratta di strumenti che ora saranno messi alla prova dei fatti, ma a questo riguardo sono ottimista».

Il «patto» di San Miniato, che coinvolge il territorio che va fino ad Altopascio, ha cominciato a dare qualche frutto o è troppo presto per un giudizio?

«A San Miniato il patto “Insieme per la Via Francigena” è stato firmato per ora da una trentina di soggetti. È importante notare l'ampio spettro di tipologie di realtà che hanno aderito all'iniziativa: associazioni di categoria agricole, del commercio, di artigiani, misericordie, pubbliche assistenze, associazioni culturali, del turismo, di promozione del territorio, associazioni di ristoratori, di albergatori, vignaioli, le proloco, associazioni teatrali, associazioni di camminatori, di pellegrini, associazioni per lo slow food e ovviamente le associazioni sul territorio già attive specificatamente sul tema della Francigena. Si tratta di un aggregato, aperto ovviamente ad altre associazioni, fortemente interessato alla valorizzazione della tappa da Altopascio a San Miniato e unito dai valori espressi nel patto. Nei prossimi giorni si svolgerà un nuovo incontro organizzato dall'Aevf tra i soggetti firmatari per poter cominciare a dare corpo al “Coordinamento della tappa”. In quella sede faremo assieme il punto della situazione e svilupperemo alcune delle proposte maturate in questo periodo».

Quali obiettivi ritiene prioritari, in generale, per un'affermazione reale e permanente della Via?

«Il futuro della Via Francigena si gioca in primo luogo sul riconoscimento della sua indiscussa importanza religiosa e storica. Percorrere la Via significa innanzitutto intraprendere un viaggio spirituale: questa è e deve essere la sua indiscussa caratterizzazione. Sono le esperienze e la spiritualità dei pellegrini che si mettono in cammino che danno senso a tutto il resto. E solo su queste fondamenta si può anche far crescere uno sviluppo turistico e promozionale del territorio ispirato ai valori della responsabilità e della sostenibilità».

Come giudica l'impegno della Regione per la sistemazione del percorso? E quali sono i suoi rapporti con l'ufficio diretto da Giovanni D'Agliano?

«Con il Master Plan 2012-2014 la Regione Toscana vuole garantire innanzitutto ai pellegrini un itinerario accessibile, in sicurezza, con una buona segnaletica e con un sistema di ricettività a basso costo. A questo si può poi aggiungere il Prodotto turistico Via Francigena con i relativi servizi turistici e logistici di qualità. Devo dire che gli uffici competenti della Regione stanno lavorando con grande professionalità e impegno al fine di vedere raggiunti nei tempi previsti gli obiettivi fissati nel Progetto. Il master plan messo in atto dalla Toscana rappresenta sicuramente l'esempio, la buona pratica da seguire anche per le altre regioni».

E per quanto riguarda i rapporti tra Aevf e Atvf (ma anche tra Regione e Atvf) cosa può dirci?

«La Regione è socia dell'Aevf ed ad essa è riservato il compito più importante: far decollare il progetto Francigena in tutta la sua interezza. Le molte associazioni presenti sul territorio, e quindi anche Atvf, possono dare una mano a radicare nei luoghi della Francigena quella partecipazione di comunità di cui parlavo prima e che è assolutamente indispensabile per la buona riuscita dei progetti che vogliamo portare avanti».

Un'ultima domanda. Visto che in questo suo impegno sembra decisamente essere partito in quarta – glielo possiamo sinceramente riconoscere –, come pensa di proseguire? Quali sono le prossime iniziative in programma e, se esiste, un sogno che vorrebbe presto veder realizzato?

«Più che di sogni, parlerei di impegni. Il primo è la realizzazione di una Guida dei sapori della Francigena: un volumetto bilingue in grado di raccontare i prodotti tipici di eccellenza e i luoghi dove degustarli che si trovano lungo il percorso toscano della Via Francigena. Il secondo è la programmazione di un Festival musicale. La musica è un linguaggio universale tramite la quale è possibile far conoscere e far dialogare meglio tra loro i paesi attraversati dalla Francigena. Spero di avere a fianco in questi progetti anche voi di Toscana Oggi a cui va il ringraziamento mio e della Regione di quanto state facendo per promuovere il cammino».

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