Via Francigena
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Dall'Islanda a Roma sulle orme di Nikulas

Riscoprire e ripercorrere a piedi il cammino dell'abate islandese Nikulas di Munkathvera, protagonista, a metà del XII secolo, di quello che può essere considerato il più lungo pellegrinaggio documentato della storia: questa l'iniziativa segnalataci dal nostro abbonato Donato Pugi cui abbiamo accennato la settimana scorsa. Ne parliamo ben volentieri – ringraziando ancora Donato per la notizia – anche perché, come vedremo, il coordinatore è toscano. Ma lasciamo parlare loro attraverso quanto pubblicato sul sito www.montagnedilegami.it .

Riscoprire e ripercorrere a piedi il cammino dell'abate islandese Nikulas di Munkathvera, protagonista, a metà del XII secolo, di quello che può essere considerato il più lungo pellegrinaggio documentato della storia: questa l'iniziativa segnalataci dal nostro abbonato Donato Pugi cui abbiamo accennato la settimana scorsa. Ne parliamo ben volentieri – ringraziando ancora Donato per la notizia – anche perché, come vedremo, il coordinatore è toscano. Ma lasciamo parlare loro attraverso quanto pubblicato sul sito www.montagnedilegami.it .

«Noi cammineremo per 150 giorni, voi dedicateci, per favore, alcuni minuti», è l'appello che fa da titolo alla presentazione dell'impresa. Che inizia così: «Il nostro gruppo si chiama “Montagne di legami” ed è formato da uomini e donne che vogliono realizzare una piccola grande impresa: riscoprire e ripercorrere a piedi un antico cammino di pellegrinaggio, descritto sul diario di viaggio dell'abate Nikulas Bergsson di Munkathvera nel 1154 ed assente attualmente dalle mappe. Con la collaborazione e il sostegno dell'Association Internationale Via Francigena (Aivf), partiremo a giugno del 2012 e percorreremo a piedi 3600 chilometri in circa 150 giorni, dall'abbazia di Munkathvera attraverso l'Islanda, poi in nave fino alla Norvegia e quindi Danimarca, Germania, Francia, Svizzera, toccando città come Bergen, Stade, Magonza, Strasburgo, Basilea, fino a scorgere l'Ospizio del Gran S. Bernardo dove si entra ufficialmente in Italia sulla Via Francigena, e da qui continuare, ripercorrendo un tracciato leggendario ed ancora bellissimo, sulle orme di condottieri, re e santi, fino alla meta finale: Roma. Saremo i primi italiani dall'inizio del secolo a ripetere questa esperienza».

«Siamo persone comuni –proseguono i membri del gruppo Nino Guidi, Giovanni Mercandalli, Lucia Giannotta e Patrizio Pacitti, firmatari del testo –, pellegrini di oggi (moderni) con esperienze di cammini (tra noi c'è anche una guida escursionistica Aigae) che daranno tutto se stessi per portare a termine questo entusiasmante cammino. Poiché crediamo che nessuna gioia si può definire veramente tale se non è condivisa con gli altri, il nostro desiderio è quindi che il coronamento di questo sogno diventi in futuro una grande opportunità per tutti gli amanti della storia e dei cammini, per cui durante la spedizione si rintraccerà, ricostruirà e mapperà attraverso tecniche moderne (Gps), la rete di strade secondarie e di sentieri che meglio si sovrappongano l'antico tracciato, permettendo così ai pellegrini di tutto il mondo (e a chiunque ne abbia voglia) di immergersi nel territorio europeo e nella sua storia, anche solo per un breve tratto, come è già successo per la Via Francigena in Italia».

«Visto che alla base del nostro progetto c'è una filosofia attenta a valorizzare i territori attraverso attività a basso impatto (come è il camminare), favorendo lo sviluppo delle economie locali e dei rapporti umani – precisano ancora i quattro –, si cercherà il più possibile di seguire sentieri e strade lontane dalle arterie principali di traffico automobilistico, che permettano di farsi avvolgere dalla natura dei luoghi e di riscoprire l'importante patrimonio artistico che caratterizza tutta l'Europa, pur rispettando il percorso originale di Nikulas. Data l'importanza della spedizione, nostra intenzione è quella di coinvolgere le autorità dei vari luoghi attraversati (primo tra tutti il governo islandese) e organizzare incontri-evento per dare risalto all'avvenimento e rendere partecipi tutte le comunità affinché riscoprano questa via di unione tra i popoli. Sarà anche l'occasione di incontrare le comunità degli Italiani all'estero, di portare loro un po' di calore italiano e appassionarli a questa spedizione tutta italiana attraverso l'Europa».

E ancora: «Attraverso la collaborazione con importanti testate giornalistiche italiane presenti sul web e con i network legati ai cammini e al “camminare” nel mondo, sarà pubblicato un diario (giornaliero) e saranno immessi in rete immagini che registreranno l'avanzare della spedizione. Utilizzeremo anche i social network (Facebook, Twitter, etc.) per aggiornare in tempo reale chi ci seguirà via web. Tutto ciò con la consapevolezza che ancora una volta il Cammino e il camminare siano (saranno) l'occasione per conoscere meglio noi stessi e tutti quelli che, in modi e tempi diversi, vorranno unirsi a noi in questa straordinaria esperienza. Al termine della spedizione organizzeremo una mostra con le immagini scattate durante il cammino e sarà scritto un libro che racconti questa straordinaria esperienza».

«Anche con il vostro aiuto – concludono i quattro di Montagne di legami – riusciremo a realizzare questa spedizione; siamo fiduciosi, ottimisti, sicuri che ci sosterrete ed accompagnerete idealmente in questa spedizione italiana per le strade d'Europa». E magari non solo idealmente, perché il cammino sarà «“oneroso” a vari livelli, anche economici». Per cui chi vuole può dare una mano con contributo – precisano i quattro amici – «piccolo, ma grande per noi». La richiesta è davvero minima, una «quota» di 10 euro che potrà essere versata seguendo le indicazioni riportate sul sito o sulla pagina Facebook del gruppo. Che conclude con un auspicio: «Questo Cammino potrebbe essere il vostro prossimo Cammino!! Noi vi precediamo per andare a “recuperare” la Via».

Fin qui l'appello sul sito. Ed è Nino Guidi, la guida Aigae (Associazione italiana guide ambientali escursionistiche) che coordina il gruppo, da noi contattato, ad aggiornarci sulla situazione. «Il nostro lavoro – afferma – incomincia a dare i primi risultati, il quotidiano La Repubblica ci ha confermato il suo interesse a pubblicare le notizie che invieremo ogni giorno dal cammino in Islanda verso Roma e sono anche arrivate, grazie alla concreta collaborazione con l'Association Internationale Via Francigena, le informazioni sui contatti in Norvegia e Svizzera.Gli amici funzionari dei Comuni della Romagna dove transita la via Romea ci hanno fornito i collegamenti con i comuni della Germania e, da pochi giorni, sappiamo grazie alla nostra compagna di viaggio, Lucia, che potremo entrare a far parte dell'organizzazione Servas che attraverso i suoi soci può offrire ospitalità in alcune località delle nazioni che attraverseremo durante il cammino. Si stanno anche concretizzando importanti rapporti e collaborazioni con enti locali della Toscana che sosterranno il progetto. Infine, sembra che sia a buon punto la trattativa con una nota azienda di calzature da montagna che ci sosterrà con la fornitura di scarponi adatti alla situazione... il prossimo passo, ormai imminente, l'acquisto dei biglietti aerei mentre, nel frattempo, diversi pellegrini e non solo hanno manifestato la volontà di camminare per un pezzo con noi!»

«Proprio in questi giorni – prosegue Nino – altri contatti si stanno consolidando altri contatti che fanno immaginare possibilità di legami futuri tra realtà private e istituzionali che andranno forse oltre il nostro cammino. Il console onorario dell'Islanda ha mostrato vivo apprezzamento per la nostra iniziativa e ci ha comunicato la sua volontà di coinvolgere le comunità di pellegrini islandesi e le diocesi, oltre che l'associazione degli italiani in Islanda. Lo stesso interesse ha manifestato il sindaco di Cascina, comune in cui io risiedo, che mi ha chiesto un incontro per 24 febbraio. Altre collaborazioni importanti stanno nascendo con aziende della provincia di Pisa che si sono dimostrate sensibili al progetto e che intendono sostenerlo con contributi economici o con fornitura di materiali e prodotti relativi ai settori merceologici in cui lavorano (prodotti alimentari per lo sport e materiali tecnici per l'escursionismo). Nei prossimi giorni sarà anche pubblicato un servizio sul quotidiano Il Tirreno, con cui si pensa di sviluppare un aggiornamento costante durante il cammino».

«Personalmente – conclude il coordinatore – questi legami che si stanno creando, in modo particolare con le realtà toscane, sono motivo di grande soddisfazione soprattutto nell'ottica che il cammino (ed il cammino non è tanto la partenza e l'arrivo ma tutto quello che si crea in mezzo) possa diventare una opportunità per molti e che questa visibilità dia la possibilità di sostenere e sviluppare il progetto di un'attività escursionistica sul territorio toscano che voglio realizzare negli anni futuri».

Che dire? Da parte nostra, oltre a complimentarci per l'iniziativa e ad augurare il più grande «in bocca al lupo» a Nino e ai suoi amici, non resta che... aggiornare gli aggiornamenti. Assicurando fin d'ora di seguire adeguatamente, anche su questa pagina, il cammino dei quattro italiani sulle orme dell'abate Nikulas.

Giunse fino a Gerusalemme

Nikulas di Munkathvera, abate islandese del monastero di Thingor, raccontò in un diario il pellegrinaggio che tra il 1151 e il 1154 intraprese, in parte via mare e in parte a piedi, dapprima a Roma e poi in Terrasanta, imbarcandosi da Brindisi per Gerusalemme. L'itinerario seguito è particolarmente interessante perché da Stade, nella Germania del nord, l'abate non seguì la Via Romea che da quella città prende il nome, altrimenti nota come «Teutonica», ma si diresse verso il Gran San Bernardo rientrando nell'itinerario percorso oltre 150 anni prima da Sigerico.

Dall'Islanda a Roma sulle orme di Nikulas
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