Via Francigena
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Dalla «Via» una spinta per proteggere il paesaggio

A Monteriggioni è stato presentato nei giorni scorsi il libro «La Via Francigena in Italia, alla ricerca del paesaggio», curato dal professor Virginio Bettini in collaborazione col collega Leonardo Marotta, docente di ecologia del paesaggio all'Università Iuav di Venezia, e dalla professoressa Sara Sofia Tosi, antropologa. Bettini è stato il protagonista, insieme ai suoi studenti, di una ricerca condotta direttamente sul campo, attraverso l'esperienza del camminare su strade e sentieri italiani e francesi.

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150), ambiente (400)

A Monteriggioni è stato presentato nei giorni scorsi il libro «La Via Francigena in Italia, alla ricerca del paesaggio», curato dal professor Virginio Bettini in collaborazione col collega Leonardo Marotta, docente di ecologia del paesaggio all'Università Iuav di Venezia, e dalla professoressa Sara Sofia Tosi, antropologa. Bettini è stato il protagonista, insieme ai suoi studenti, di una ricerca condotta direttamente sul campo, attraverso l'esperienza del camminare su strade e sentieri italiani e francesi.

Dopo la riscoperta della Via Francigena, come era successo prima per il cammino spagnolo di Santiago di Compostela, anche questo percorso giaceva quasi interamente sotto l'asfalto delle autostrade e delle statali che, col tempo, avevano ricalcato il tracciato di quelle che già erano state le strade principali del Medioevo e dell'età romana.

Gli studenti dell'Università di Architettura Iuav di Venezia, con i loro professori, sono i protagonisti di questo libro, perché hanno cercato, attraverso la Via Francigena, di conoscere meglio il proprio territorio, valutando le condizioni ambientali, paesaggistiche, religiose, culturali e antropologiche di questo famoso tracciato. Il professor Bettini e i suoi studenti si sono immersi nella vera dimensione del pellegrino, eseguendo i loro studi urbanistici direttamente sul territorio, e giungendo alla conclusione che come il Cammino di Santiago anche la Via Francigena è un monumento da tutelare e non solo in Italia. «La presentazione di un libro come questo – spiega Adriano Chiantini, assessore all'urbanistica del Comune che ha ospitato l'iniziativa – non poteva non avvenire a Monteriggioni dove sono state assunte importanti iniziative di salvaguardia urbanistica del tracciato interno al territorio comunale, introducendo norme che ne garantiscono l'inedificabilità e l'inalterabilità, affinché la promozione turistica avvenga in sintonia con la tutela del paesaggio». La presentazione è avvenuta presso il complesso monumentale di Abbadia a Isola, una delle tappe descritte dal vescovo Sigerico durante il suo viaggio di ritorno da Roma alla città natale, Canterbury, una ventina di anni prima che venisse fondato il monastero.

Dopo il saluto del sindaco di Monteriggioni Bruno Valentini sono intervenuti i curatori dell'opera. Il libro, edito da Ediciclo Editore, prende lo spunto dalla valorizzazione della Francigena per rilanciare il tema di come il paesaggio può e deve essere integrato nelle politiche di pianificazione del territorio, incentivando la sensibilità collettiva al valore dei paesaggi. Gli autori partono dalla considerazione che, camminando a 4,5 chilometri all'ora, cambia il mondo abituale e di conseguenza i modi di valutazione dell'ambiente: e la Via Francigena può strutturarsi come uno degli assi della rete a mobilità lenta europea, una «greenway» che attrae una nuova domanda di turismo valorizzando contenuti storici e culturali che altrimenti rimarrebbero nell'ombra.

«Nel libro – dice il sindaco di Monteriggioni, Bruno Valentini – ho trovato con piacere il riconoscimento del nostro sforzo per una ricettività adeguata, culminato per adesso nell'apertura dell'ostello comunale di Strove e della nostra azione costante affinchè i moderni pellegrini possano sentirsi parte del territorio sui quali transitano, sentendosi accolti ed ospitati dalla stessa gente dei luoghi che attraversano». Il volume prende le mosse da seminari itineranti sulla Via Francigena di cui sono stati protagonisti gli studenti di architettura e pianificazione dell'università Iuav di Venezia. Una sperimentazione che consiste nel percorrere a piedi lunghi tratti di strada, rispettando il tracciato ufficiale, contattando la gente del posto e le amministrazioni comunali, in modo da indagare la reale consapevolezza degli amministratori nei confronti dell'eventuale degrado ambientale e dell'opportunità di interventi di salvaguardia. Se l'esperienza del cammino apre nuovi scenari di ricerca interiore e spirituale, la chiave di lettura urbanistica suggerita dal libro è di far leva sulla Francigena per soddisfare l'anelito di ricongiungere l'uomo con il proprio contesto ambientale-naturale. Ma la salvaguardia urbanistica e l'inalterabilità lungo la Via decise da Monteriggioni non sono purtroppo ancora patrimonio comune: è notizia recente, infatti, l'asfaltatura di un tratto di 500 metri di percorso presso Cuna, nel territorio comunale di Monteroni d'Arbia.

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