Via Francigena
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Il sindaco  di Monteriggioni sull'intervista a Buoncristiani

Nel settimanale Toscana Oggi ho letto un'ampia riflessione dell'arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani sul futuro della Via Francigena (La riscoperta del pellegrinaggio. Intervista a mons. Buoncristiani), che mi ha molto colpito per la grande tensione spirituale e lo spessore culturale.
DI BRUNO VALENTINI

Parole chiave: antonio buoncristiani (5), francigena (150)

Nel settimanale Toscana Oggi ho letto un'ampia riflessione dell'arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani sul futuro della Via Francigena (La riscoperta del pellegrinaggio. Intervista a mons. Buoncristiani), che mi ha molto colpito per la grande tensione spirituale e lo spessore culturale. Premesso che lo ringrazio per le parole generose spese per il sincero impegno del Comune di Monteriggioni per  la valorizzazione dell'antico complesso monastico di Abbadia a Isola, prendo atto con gioia di come l'arcivescovo Buoncristiani, referente della Conferenza episcopale toscana per la Francigena, si rivolge non solo ai cristiani ma a tutti coloro che intraprendono oggi il «pellegrinaggio come … occasione straordinaria per un viaggio interiore che offre il modo di esprimersi e riconoscersi in profondità, cercando risposte agli interrogativi fondamentali della vita...».

Attraverso la riscoperta della Francigena, l'Italia offre all'Europa e l'Europa al mondo un tracciato di duemila chilometri che da mille anni portava verso Roma, alla tomba dell'apostolo Pietro, e poi verso la Terra Santa, a Gerusalemme. Riscoprendo un trasporto ideale analogo a quello che nel 2010 ha portato centinaia di migliaia (in 275 mila hanno ritirato la Compostella ufficiale) a percorrere il Cammino di Santiago di Compostela. Senza questi sentimenti, che non sono solo religiosi, la Francigena degrada ad usuale percorso di trekking, per quanto possa essere bello il tracciato. Senza questa consapevolezza, non ci sarà né il rilascio delle credenziali né l'accoglienza dei volontari. Non troveremo un altro Paulo Coelho che ci scriverà un  libro, tradotto in 26 lingue. E bene ha fatto l'arcivescovo a citare le iniziative del presidente della Toscana, Enrico Rossi, che vede in questo «piccolo, grande sogno» la leva per  il rilancio del turismo sostenibile in Italia.

Ho sentito con le mie orecchie Enrico Rossi in tv domenica scorsa rispondere ad una domanda della conduttrice, su quale potesse essere una proposta innovativa per la collaborazione con Roma, proporre in diretta al sindaco Alemanno di collaborare proprio per promuovere la Francigena. Coerentemente con queste motivazioni, in provincia di Siena è in corso un grande lavoro, guidato dall'Amministrazione Provinciale, per mettere in sicurezza i 120 km dell'itinerario peri futuri viaggiatori a piedi, in bici ed a cavallo.

A Monteriggioni consideriamo il paesaggio un bene culturale, ma non solo il paesaggio naturale, ma anche quello derivato dall'azione umana come sono le Vie storiche. Infatti abbiamo tutelato la Francigena  con regole di salvaguardia urbanistiche che sono state  elogiate  dal Consiglio d'Europa durante l'assemblea di Firenze ad ottobre 2010 per ricordare i dieci anni della Convenzione europea del paesaggio. Se la Chiesa, le istituzioni e il vasto mondo della Rete dei Cammini sapranno collaborare, il progetto culturale della Francigena decollerà e sarà un potente fattore di attrazione turistica.

Bruno Valentini
Sindaco di Monteriggioni

Il sindaco  di Monteriggioni sull'intervista a Buoncristiani
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