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Jera, un sistema insediativo da valorizzare

Il sentiero Cai 116 attraversa longitudinalmente tutta l'alta valle del torrente Bagnone ed in uno spazio breve sale in altitudine dai 570 m.s.l.m. dalla frazione di Jera ai 1.794 m.s.l.m. del Passo del Cavallo. In questo percorso accompagna il corso del torrente e attraversa un territorio di notevole valore ambientale caratterizzato dal mutare del paesaggio in rapida successione.
DI GIANFRANCO LAZZERONI

Parole chiave: francigena (150), lunigiana (50), montagna (19)

di Gianfranco Lazzeroni
Sindaco del Comune di Bagnone

Il sentiero Cai 116 attraversa longitudinalmente tutta l'alta valle del torrente Bagnone ed in uno spazio breve sale in altitudine dai 570 m.s.l.m. dalla frazione di Jera ai 1.794 m.s.l.m. del Passo del Cavallo.

In questo percorso accompagna il corso del torrente e attraversa un territorio di notevole valore ambientale caratterizzato dal mutare del paesaggio in rapida successione: dagli estesi castagneti secolari che avvolgono i nuclei delle prime pendici, fino ai boschi di cerro e di faggio, alle praterie di altura con estesi pascoli dai quali emergono le frastagliate pareti di roccia che assimilano questa parte di Appennino Tosco-Emiliano all'ambiente alpino.

La successione non è solo nelle componenti naturalistiche, nella composizione geologica che presenta particolarità ed emergenze, nella copertura vegetale, nella flora e della fauna che lo popolano ma anche nei modi della frequentazione dell'uomo, nei segni/tracce che le fasi di antropizzazione hanno lasciato dando vita ad un ambiente che è il risultato dell'interazione di questi fattori nei millenni.

Si passa dal nucleo medioevale al Castellaro ligure di Jera (che mostra segni di fortificazione di diverse epoche successive), si attraversa l'esteso sito megalitico con allineamenti di menhir e una impressionante e affascinante presenza di opere di sistemazione del terreno e di elementi in pietra arenaria che ad una lettura attenta mostrano segni di lavorazione protostorica; si sale per l'antica via di collegamento dell'alta Lunigiana con l'area emiliana del Val d'Enza caratterizzata da opere di pavimentazione e muri di fiancheggiamento realizzate con tecnica megalitica per arrivare agli alpeggi, veri e propri villaggi di capanne in pietra  nei quali la popolazione si trasferiva nell'estate per utilizzare i pascoli nell'allevamento di ovini e bovini: il primo alpeggio «Capanne di Garbia» (1000 m.s.l.m.) per il quale si hanno segnalazioni di rinvenimento di sepolture a cassetta di tecnica ligure; in successione l'alpeggio «Capanne dei Tornini» (1.280 m.s.l.m.) e l'alpeggio «Capanne di Compione» (1.340 m.s.l.m.) poste sotto il «Tecchio dei Merli».

Da questi si sale verso le sorgenti del torrente Bagnone che sgorgano nella conca (1.614 m.s.l.m.)  posta sotto il Monte Losanna; sito affascinante nel quale il sentiero 116 si dirama in diverse direzioni (114-00): quasi un crocevia preistorico sul quale è collocato il masso con l'incisone rupestre «Omin del Sillara» descritta in altra parte della pagina.

Per tutelare, fare conoscere e dare un futuro a questa eccezionale risorsa l'Amministrazione Comunale di Bagnone ha compiuto la scelta strategica di richiedere l'inserimento dell'area nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano.

In questa scelta si identifica anche una occasione per la promozione di forme di turismo ambientale / culturale rispettoso e consapevole del delicato equilibrio di un tale contesto.

Su questa linea sono state definiti programmi e protocolli di intesa con Parco, Comunità Montana, Provincia e sono stati redatti progetti di tutela e valorizzazione; un concreto risultato è già stato ottenuto: il ripristino di una parte importante della rete della viabilità storica, il recupero di nove capanne in cinque alpeggi che verranno utilizzati come bivacchi attrezzati con arredi in castagno, dotati di stufa a legna e di piccoli impianti fotovoltaici per la notte (fondi del Piano di Sviluppo Regionale della Regione Toscana e del Parco Nazionale dell'Appennino - 960 mila euro).

Il progetto è stato condiviso dalle Comunità locali le quali hanno affidato in comodato d'uso al Comune le capanne degli alpeggi e le aree di pertinenza; inoltre è stata attiva la partecipazione allo sviluppo del progetto della sottosezione del Cai di Bagnone (che si occupa della pulizia e della segnalazione dei sentieri).

Attualmente è in corso di realizzazione l'intervento di recupero di un tracciato di strada realizzata negli anni '70 (mai completata) da riutilizzare per consentire l'accesso controllato e regolamentato alle aree del Parco.

All'interno del progetto di valorizzazione dei beni culturali e ambientali e di sviluppo di un turismo culturale, ambientale, escursionistico si colloca il progetto di valorizzazione dei diversi siti archeologici identificati; una casistica interessante e varia, forse unica in un territorio così circoscritto, che può ben rappresentare le diverse fasi della presenza dell'uomo nel territorio appenninico dalla frequentazione nomade, alle prime forme di embrionali di organizzazione sociale dell'insediamento stabile, alle prime espressioni artistiche e di religiosità, agli assetti liguri in opposizione alla penetrazione romana, ai quadri dell'insediamento feudale e via, via fino a giorni nostri: la Storia dell'Uomo dell'Appennino che scorre sotto gli occhi dell'escursionista nella salita da Jera all'Omin del Sillara.

Un viaggio che può insegnarci ad essere tutti più consapevoli delle responsabilità che il nostro tempo ha, che la Comunità intera e che ciascuno di noi ha nell'uso di questa risorsa e nel modo in cui sapremo consegnarla alle generazioni che ci seguiranno. Un delicato equilibrio che dobbiamo dimostrare di essere capaci di mantenere.

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