Via Francigena
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Ospitali, tante disponibità. Ma i soldi spesso non ci sono

Un nuovo punto di accoglienza per i pellegrini nel centro storico di San Miniato. Per ora è solo una possibilità, ma potrebbe concretizzarsi a breve, com'è stato annunciato dai membri della Storica Compagnia dei Cavalieri del Tau, che stanno operando in questo senso. L'annuncio è stato dato nel corso dell'incontro promosso dall'associazione Ad Limina Petri (Alp) per lunedì 27 febbraio nell'auditorium del Seminario diocesano samminiatese.
DI MARCO LAPI

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150)

di Marco Lapi

Un nuovo punto di accoglienza per i pellegrini nel centro storico di San Miniato. Per ora è solo una possibilità, ma potrebbe concretizzarsi a breve, com'è stato annunciato dai membri della Storica Compagnia dei Cavalieri del Tau, che stanno operando in questo senso. L'annuncio è stato dato nel corso dell'incontro promosso dall'associazione Ad Limina Petri (Alp) per lunedì 27 febbraio nell'auditorium del Seminario diocesano samminiatese, dove – in assenza del vescovo Fausto Tardelli, impegnato altrove – a fare gli onori di casa sono stati gli stessi Cavalieri, cui la diocesi ha affidato l'impegno per la Francigena nel tratto che attraversa il proprio territorio.

Punto qualificante all'ordine del giorno dell'incontro, coordinato dal presidente di Alp don Domenico Poeta e al quale ha partecipato anche il rappresentante della Regione Toscana nell'Associazione Europea delle Vie Francigene, Pier Paolo Tognocchi, era proprio lo «stato dell'arte nel recupero degli ospitali storici lungo la Via», impegno che Ad Limina Petri, fin dalla sua fondazione nel 2008, ha inteso promuovere e sostenere, nella consapevolezza che una rete adeguata di luoghi d'accoglienza opportunamente gestiti è quanto di più essenziale per un'ospitalità che vada anche al di là dei pur indispensabili aspetti materiali.

Numerose, in questo senso, sono state le testimonianze delle realtà locali presenti, a cominciare dalla delegazione di Aulla guidata da don Giovanni Perini e Riccardo Boggi. Proprio don Giovanni ha ricordato la commozione suscitata dalle manifestazioni di solidarietà e dell'aiuto concreto offerto dai pellegrini in occasione della recente alluvione, e ha informato che la necessità di lasciare il precedente ospitale a disposizione delle esigenze cittadine in seguito al disastro ha costretto a spostare l'accoglienza per la prossima stagione nei locali parrocchiali.

Tra le esperienze ormai ben avviate, significativa quella dell'Ostello Sigerico presso la Pieve di Chianni nel comune di Gambassi Terme, restaurato su progetto dell'architetto Anna Giubbolini, che, oltre a farsi in quattro per trovare i finanziamenti necessari ai lavori, attualmente ne cura la gestione tramite un'associazione di volontariato da lei stessa promossa assieme al marito. Ma accanto alle esperienze ormai ben avviate, altre sono in corso d'opera, talvolta con l'incognita dei finanziamenti che mancano, del tutto o in parte, oppure delle parametri da rispettare per rientrare nelle norme vigenti in materia di ricettività. Massa, Ripa in Versilia, Piazzano (tra Camaiore e Lucca), Buonconvento sono alcune delle situazioni presentate, in parte avviate a soluzione unicamente con tanta fiducia... nella Provvidenza, come del resto anche ad Aulla. Per non dire della storica Pieve di Coiano, tra San Miniato e Gambassi, dove i finanziamenti disponibili sono stati sufficienti per il restauro della chiesa e poco più, ma per la canonica resta tutto da fare.

Su questi aspetti Pier Paolo Tognocchi ha ricordato il progetto di un tavolo con le fondazioni bancarie, promosso dalla Regione, fondazioni che però attraversano com'è noto un momento non roseo, a cominciare da quella del Monte dei Paschi, che pure tanto ha fatto finora nel Senese proprio per il recupero delle strutture. Una situazione che forse potrebbe suggerire per il futuro l'adozione di altre forme di sostegno, come ad esempio le convenzioni, stante l'impossibilità di finanziamenti diretti. Per quanto riguarda invece la «messa a norma» delle strutture d'accoglienza, lo stesso Tognocchi ha ricordato l'opportunità dell'«albergo diffuso», di cui abbiamo parlato nel numero scorso a pagina 7.

Ma non si è parlato solo di recupero delle strutture. Altri problemi inerenti la fatica del cammino sono stati ricordati dal samminiatese Giovanni Corrieri, che già ne aveva parlato al nostro ultimo forum di Abbadia a Isola. Il primo, la lunghezza eccessiva di alcune tappe, che suggerisce la possibilità di una nuova suddivisione almeno per quelle che raggiungono o superano i 30 chilometri, magari con una bella salita finale. L'altro, l'assenza di acqua «pubblica» lungo il percorso specialmente su alcuni tratti, il che obbliga a caricarsi litri su zaini già pesanti o a bussare a porte sconosciute che non sempre si aprono con generosità. Una questione solo apparentemente banale che però, con un po' di buona volontà da parte di tutti, a cominciare dai Comuni, non dovrebbe essere difficile risolvere.

Tornando infine all'accoglienza, dato che oltre agli ospitali c'è da fare anche gli ospitalieri, è stato annunciato il programma del quarto corso-incontro promosso a Monteriggioni da don Doriano Carraro in collaborazione con la Confraternita di San Jacopo di Compostella e la Fraternità degli ospitalieri di Santiago, Roma e Gerusalemme, invitando tutti gli interessati a partecipare, dal 20 al 22 aprile prossimi. Ma avremo modo di riparlarne prossimamente.

Ospitali, tante disponibità. Ma i soldi spesso non ci sono
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