Via Francigena
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Per il completamento della Via l'obiettivo è Pasqua 2014

Giovanni D'Agliano, dirigente della Regione Toscana per il Settore Progetti Speciali Integrati per il Turismo, che ha come main task la Francigena, è anche il responsabile del Master Plan per la messa a punto della Via nel tratto toscano, che dall'inizio di quest'anno può disporre di uno stanziamento di 13 milioni di euro. Ma rima di parlare assieme del futuro, gli chiediamo anzitutto un bilancio del lavoro svolto fino a tutto il 2011.
DI MARCO LAPI

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150)

di Marco Lapi

Giovanni D'Agliano, dirigente della Regione Toscana per il Settore Progetti Speciali Integrati per il Turismo, che ha come main task la Francigena, è anche il responsabile del Master Plan per la messa a punto della Via nel tratto toscano, che dall'inizio di quest'anno può disporre di uno stanziamento di 13 milioni di euro. Ma rima di parlare assieme del futuro, gli chiediamo anzitutto un bilancio del lavoro svolto fino a tutto il 2011.

«Il Master Plan della Francigena – afferma – ha portato alla realizzazione di una serie di interventi capaci di implementare in modo significativo la fruibilità del tracciato escursionistico così come la viabilità ordinaria al servizio dello stesso. Merita sottolineare, tra gli altri, gli interventi effettuati sulla segnaletica stradale così come alcune significative azioni di messa in sicurezza di tratti particolarmente pericolosi. Di particolare significato credo sia, infine, il fatto che una delle quindici tappe (San Gimignano - Monteriggioni) del percorso toscano risponde adesso agli standard di fruibilità e servizio che abbiamo immaginato debbano essere disponibili sull'intero tracciato toscano della Via Francigena».

Anno nuovo, nuovi obiettivi. Quali sono le linee guida del progetto avviato con l'inizio del 2012?

«Con il nuovo Piano operativo, le cui linee guida sono esplicitate nella Delibera 1078/2011, si delinea un percorso che, privilegiando comunque gli interventi di messa in sicurezza del tracciato escursionistico, possa portare alla progressiva apertura, in condizioni di sicurezza e disponibilità di servizi adeguati, di tutte le tappe toscane del percorso entro la Pasqua del 2014. Nella delibera vengono individuate due fasi. Nella prima, a fronte di una serie di interventi già individuati come di assoluta necessità e di cui viene richiesta agli enti locali interessati idonea progettazione preliminare entro il 29 febbraio 2012, verrà data rapida esecuzione in modo da eliminare alcune tra le maggiori criticità presenti sull'itinerario. Nella seconda, peraltro anch'essa da definire nell'anno 2012, ci sarà spazio per la individuazione di interventi volti sia alla rimozione di criticità in termini di sicurezza che finalizzati alla migliore fruibilità dell'itinerario».

In concreto, quanti e quali tappe sarà possibile inaugurare a breve, dopo quella tra San Gimignano e Monteriggioni dello scorso settembre, e quali date si possono prevedere?

«Una tappa che riteniamo possa essere inaugurata intorno alla prossima Pasqua è quella, particolarmente significativa, che porta dal Passo della Cisa a Pontremoli. La tappa in parola, che segna l'inizio del tratto toscano dell'antico percorso, è stata già oggetto di significativi interventi con il primo Master Plan e si ritiene possa essere rapidamente portata in condizioni di adeguata fruibilità per pellegini e turisti. A seguire ritengo possa essere ragionevole pensare all'inaugurazione di ulteriori due tappe nel tratto senese nonché di quella che da Altopascio porta a San Miniato».

Per i tratti più difficoltosi, quali sono le criticità maggiori da affrontare e risolvere?

«Le problematiche che si presentano per l'adeguamento del percorso alle esigenze dei pellegrini e dei turisti sono estremamente variegate ma le più significative, e talvolta di più difficile soluzione sono, come facilmente intuibile, riconducibili alla compresenza di traffico veicolare su tratti del percorso escursionistico. In questi casi, anche a prescindere dalla maggiore o minore onerosità degli interventi, talvolta risulta difficoltosa la separazione fisica del tracciato escursionistico dal percorso stradale automobilistico. L'individuazione di varianti, anche minime, consente solo in qualche caso di superare il problema. Nonostante le difficoltà, inevitabili in zone estremamente antropizzate come alcune di quelle attraversate dalla Via Francigena, riteniamo che sarà possibile, nei tempi prefissati, ottenere un risultato capace, anche nei casi più difficili, di individuare soluzioni in grado di rendere adeguatamente fruibile il percorso escursionistico».

Un parere sui rapporti con gli enti locali e gli altri soggetti interessati, associazioni e Chiese toscane comprese. Va tutto bene oppure ci sono problemi? E se sì, quali?

«I problemi in questi casi, come è naturale, non mancano mai. Deve però essere sottolineato come la progressiva presa di coscienza da parte di tutti che la Via Francigena rappresenta, oltre alle considerazioni prettamente religiose o filosofiche, una reale opportunità economica per i territori attraversati dall'itinerario, sta indubbiamente facilitando il nostro compito. La determinazione nella realizzazione del progetto manifestata in modo incontrovertibile dalla Presidenza della Regione Toscana e, conseguentemente, dall'Assessorato competente, sono infine segnali particolarmente forti, capaci di indirizzare nella giusta direzione anche i più riottosi».

Lo strumento del «coordinamento di tappa» promosso, tra gli altri, da Pier Paolo Tognocchi, consigliere regionale e rappresentante della Regione nell'Aevf, può rappresentare un passo avanto verso una maggiore collaborazione da parte di tutti?

«La Regione Toscana sta concentrando i sui sforzi su un obiettivo di tipo strategico quale è quello di rendere il tracciato fruibile nel più breve tempo possibile, nella convinzione che la disponibilità di un “prodotto” capace di portare ritorni economici sui territori attraversati aiuti anche lo sviluppo di progetti, anche integrati, da parte di soggetti a vario titolo interessati. È peraltro ritenuta utile ogni azione capace di integrare i soggetti che a vario titolo operano per la valorizzazione della Via Francigena, a maggior ragione se questo avviene sotto l'egida di un soggetto come Aevf».

Infine non possiamo dimenticare che la Toscana è la Regione capofila del progetto. Come procede il lavoro nelle altre? Non c'è il rischio di una Francigena a più velocità?

«Il Progetto Interregionale sta volgendo al suo termine e, da questo momento, sarà la volontà delle singole Regioni a determinare la quantità e la qualità degli interventi che andranno a concretizzarsi sull'itinerario. Questo ovviamente comporta il rischio oggettivo che qualche tratto del percorso italiano possa risultare meno fruibile di altri. Ritengo comunque che la capacità di coloro che più si stanno impegnando nel portare risultati tangibili sui loro territori possa risultare la migliore arma di convincimento per chi, in questo momento, sta investendo meno».

Per il completamento della Via l'obiettivo è Pasqua 2014
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