Via Francigena
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Per la Via de la Plata in memoria degli amici morti in Tanzania

Quarantadue tappe da Siviglia a Santiago, dal Sud al Nord della Spagna. È la Via de la Plata, uno dei diversi cammini compostellani, non certo famoso come quello francese ma comunque frequentato da molti pellegrini. Tra questi, dal 26 aprile al 6 giugno prossimi, ci saranno anche il fiorentino Nicola Pini e l'amico Loris. Due tra i tanti, certo, ma con un motivo in più.
DI MARCO LAPI

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150), compostela (28)

di Marco Lapi

Quarantadue tappe da Siviglia a Santiago, dal Sud al Nord della Spagna. È la Via de la Plata, uno dei diversi cammini compostellani, non certo famoso come quello francese ma comunque frequentato da molti pellegrini. Tra questi, dal 26 aprile al 6 giugno prossimi, ci saranno anche il fiorentino Nicola Pini e l'amico Loris. Due tra i tanti, certo, ma con un motivo in più. Lo spiega lo stesso Nicola, che ha già all'attivo tre pellegrinaggi lungo il percorso più noto, anche se i primi due solo parziali, e alcuni viaggi missionari in Tanzania. Se il motivo del suo primo Santiago fu l'offerta del cammino per la salute di un collega che stava male, stavolta la via da Siviglia verrà percorsa proprio pensando a quella parte d'Africa ma anche proponendo a chiunque voglia aderire di accompagnare con un gesto concreto i passi lungo i mille chilometri del percorso.

«Da tempo – scrive Nicola nel suo blog www.passilenti.blogspot.com – mi stavo chiedendo come poter dare un ulteriore senso a questo pellegrinaggio oltre a quelli che già mi sono dato. Un giorno, lavorando sugli appunti delle tappe, sui chilometri da fare, sull'impegno che questa esperienza chiederà alla nostra testa e alle nostre gambe, mi sono detto che potevo chiedere agli amici lo stesso impegno sviluppato però sotto altre forme e, così facendo, poter dare vita ad un progetto in terra africana. Intanto lo scopo: contribuire alla raccolta fondi in memoria dei tre amici frati: P. Luciano, P. Corrado, P. Silverio e dell'amico Andrea, deceduti in terra africana nel novembre 2011, per costruire un asilo nel villaggio di Pugu alla periferia di Dar es Salaam in Tanzania». Amici nel senso più pieno, perché padre Luciano Baffigi aveva benedetto le nozze di Nicola con Paola e ne aveva bettezzato i figli, mentre padre Silverio era stato conosciuto proprio in Tanzania. Una tragedia, quella dei tre cappuccini e del giovane volontario, che solo pochi mesi colpì profondamente l'intera nostra regione oltre alla stessa missione africana.

La meta del pellegrinaggio, quindi, oltre a Santiago sarà proprio quell'asilo da costruire. «Ed ecco – scrive ancora Nicola – come raggiungerla: pensavo di darvi una scatolina, una semplice scatolina di cartone che un amico ha disegnato, colorato e resa viva. Sarà un piccolo salvadanaio dove ciascuno di voi potrà, per i giorni del nostro cammino, mettere ogni giorno una moneta al suo interno. Sarà il vostro impegno mentre quello mio e di Loris sarà quello di camminare e di ricordarvi nei nostri cuori e nelle nostre preghiere. 1000 chilometri; 42 giorni di cammino; 42 momenti da condividere a distanza con un unico obiettivo: aiutare questi bambini e realizzare qualcosa di concreto. Fermatevi su queste due righe e rileggete con me: giorni, cammino, condividere, distanza, obiettivo, aiutare, bambini, concreto! Tutto questo in una unica parola è crederci! E se siamo in tanti a crederci potrete con la mente arrivare anche voi a Santiago e con il cuore in Tanzania in questo piccolo villaggio che ha bisogno di tutto. Potrà essere mai così difficile far arrivare la mente in un luogo ed il cuore in un altro? Io penso di no!»

PPer aderire basta scrivere un'e-mail a Nicola, all'indirizzo pellegrinodelmondo@gmail.com, chiedendo il numero di scatoline desiderato, per sé e per eventuali altri amici. Sarà possibile tenersi in contatto con lui e Loris durante il cammino sia per e-mail che attraverso il blog, ma anche noi cercheremo di seguire i passi dei due amici e così farà Radio Toscana attarverso interventi telefonici in diretta. L'iniziativa ha tra l'altro avuto il patrocinio del Comune di Firenze. «Spero – conclude Nicola – che sarete in tanti ad aderire e che siano tantissime le scatoline su scrivanie in ufficio e in altri posti dove deciderete di metterla per averla sempre a portata di mano». È anche il nostro auspicio e sarà pure il nostro impegno.

Per la Via de la Plata in memoria degli amici morti in Tanzania
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