Via Francigena
stampa

Rinasce il «Piccolo Cammino di San Jacopo»

Sabato 29 settembre si è tenuta la rievocazione de «Il Piccolo Cammino di San Jacopo», un'occasione per riscoprire un itinerario a piedi sulle tracce del percorso storico e religioso dei pellegrini medievali devoti a San Jacopo. L'iniziativa ha anche rappresentato l'opportunità per ritrovare le radici di un rione fiorentino partendo dal progetto di riqualificazione del suo cuore, ovvero la piazza intitolata all'apostolo, previsto dal progetto dei «100 Luoghi».
DI SIMONE BOLOGNESI

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150)

di Simone Bolognesi

Sabato 29 settembre si è tenuta la rievocazione de «Il Piccolo Cammino di San Jacopo», un'occasione per riscoprire un itinerario a piedi sulle tracce del percorso storico e religioso dei pellegrini medievali devoti a San Jacopo. L'iniziativa ha anche rappresentato l'opportunità per ritrovare le radici di un rione fiorentino partendo dal progetto di riqualificazione del suo cuore, ovvero la piazza intitolata all'apostolo, previsto dal progetto dei «100 Luoghi».

L'evento è frutto dell'impegno di un gruppo di residenti, ed è stato presentato a Palazzo Vecchio dall'assessore alla mobilità Massimo Mattei e da Massimo Fratini consigliere comunale e referente dei «100 Luoghi» per la zona di San Jacopino (www.nonsolosanjacopino.blogspot.com).

I lavori di riqualificazione hanno permesso agli abitanti di scoprire o riscoprire la storia di questo rione, nato intorno ad una chiesa intitolata proprio a San Jacopo. La chiesa, da tempo scomparsa, sorgeva ad una decina di metri da dove adesso si trova la rotatoria stradale. Dall'appassionata ricerca di alcuni cittadini è emerso che proprio la chiesa di San Jacopino era il punto di partenza dei pellegrini medievali verso la reliquia di San Jacopo custodita presso il Duomo di Pistoia o a Santiago di Compostela.

E proprio a questo passato vuole richiamare la statua della conchiglia, la concha, simbolo dei pellegrini, che verrà collocata al centro della rotatoria.

Il percorso è stato effettuato da più di 100 pellegrini divisi in due gruppi: era possibile infatti affrontarlo a piedi o in bicicletta. Ad accompagnare i pellegrini ciclisti è stata chiamata l'Associazione Tandem di Pace, di Campi Bisenzio (www.tandemdipace.com). L'associazione è nata nel 2005 con l'obiettivo di trasmettere un messaggio di pace attraverso la bicicletta: strumento ecocompatibile per eccellenza, a misura d'uomo, la bicicletta permette infatti a tutti di cimentarsi in viaggi caratterizzati dall'osservazione di ciò che ci sta intorno. Persi da un ritmo frenetico del quotidiano e presi dalla falsa necessità di correre dietro a miti e desideri si perde infatti troppo spesso il piacere di osservare quanto abbiamo vicino, i paesaggi che attraversiamo, la natura o l'architettura delle nostre città.

Collaborando con le scuole del territorio l'Associazione Tandem di Pace fin dalla sua nascita si è posta l'obiettivo di far conoscere la storia contemporanea europea, attraversando luoghi simbolici e fondamentali della nostra storia più recente, toccandoli con le proprie testimonianze di pace: Orly, città gemellata con il comune di Campi Bisenzio, la Bosnia, snodo fondamentale e crocevia dei destini dell'Europa, Berlino, nell'anniversario della caduta del muro, Firenze-Roma nel 150° anniversario dell'Unità Italiana, Campi Bisenzio-Trieste nei luoghi della memoria italiana da Marzabotto alla Risiera di San Sabba, la «nuova Europa» unendo Dresda, Praga, Vienna, Bratislava e Budapest, la memoria dell'Olocausto con il recente viaggio in Polonia con tappa a Auschwitz e Birkenau.

Nel 2010 il Tandem di Pace ha effettuato anche una parte del Cammino di Santiago, da Santander fino a Santiago e raggiungendo Finisterrae lungo il Cammino del Nord.

Dopo un anno di lavoro, sabato 29 settembre da San Jacopino sono partiti, quindi, i novelli pellegrini alla volta di Pistoia lungo un percorso di 25 miglia, ovvero 39 chilometri (20 da Firenze al Duomo di Prato e altri 19 da Prato al Duomo di Pistoia). Ai partecipanti al momento della partenza sono state consegnate le credenziali per la raccolta dei timbri nei vari punti di passaggio del Piccolo Cammino insieme ad un opuscolo con le strade consigliate per ridurre i pericoli del traffico, segnalate dove possibile con frecce gialle a forma di conchiglia.

Lungo il percorso, tracciato da Antonio Caminati accompagnatore di Trekking Italia, i novelli pellegrini hanno potuto sostare presso la Cappella di San Jacopo a Santa Maria a Campi (aperta eccezionalmente per l'occasione), alla Chiesa di San Domenico a Prato e al Duomo di Pistoia.

Il frutto delle ricerche storiche è stato raccolto in due volumetti, «Il rione di San Jacopino e l'iniziativa dei 100 luoghi a Firenze» e «Il piccolo pellegrinaggio Jacopeo. Dalla chiesa di San Jacopino di Firenze alla cappella di San Jacopo nel Duomo di Pistoia».

«Una scommessa persa che mi ha reso felice»

Lo ammetto. Ho perso la scommessa. E ne sono contento.

Sono contento di essere riuscito a fare tutti i 39 km. del Piccolo Cammino di San Giacomo da Firenze a Pistoia. L'ho condiviso con circa 80 persone che si sono messe in cammino. Poco importa se siamo arrivati in 50, se una decina hanno «barato» facendo solo 10 o 20 chilometri. Ma che soddisfazione essere arrivato, godersi la spiegazione del tabernacolo d'argento, rendere omaggio alla reliquia di San Giacomo.

Ma quello che mi resta profondamente nel cuore è il cammino. Gli ultimi 9 km. da Agliana a Pistoia sono stati i più belli (percorsi pedonali dentro i vivai) ma i più terribili. Eravamo tutti davvero stanchi. Io li ho fatti a piedi. Ho dato la mia bici a chi non ce la faceva più. La bici ha girato 10 persone perché ciascuno trovava sempre qualcun altro più stanco. È il cerchio della gioia. È la scoperta vera del cammino.

Massimo Fratini
«Quanta ricchezza in un solo giorno»

Forse non sappiamo neanche noi perchè si decida di partire per un cammino che ha mire fisicamente così ambiziose... Forse il primo pensiero è propro la «sfida» con sé stessi, il mettersi alla prova in una gara di resistenza fisica ma anche psicologica che ci ha affascinati. È bella la consapevolezza e la fiducia che il gruppo può fare la differenza e camminare insieme può colmare quelle difficoltà che ciascuno di noi si porta dentro.

Forse la natura non è selvaggia e incontaminata come i panorami della montagna, forse i chilometri sono davvero tanti da fare in un solo giorno e la frenesia nel raggiungere la meta possono confondere le vere «perle» di questa esperienza. Quello che è certo è che «la strada entra dai piedi» e che ciascuno di noi – più o meno dolorante nell'immediato – potrà ripensare a quante emozioni, incontri, immagini, gesti di accoglienza e solidarietà si possono vivere in un solo giorno.

Al di là del fatto che il Piccolo Cammino sia stato pensato come un pellegrinaggio, siamo sempre più convinti di quanto la strada percosa insieme sia di per sé un modo per vivere intensamente la propria spiritualità e il senso positivo di vivere una comunità.

In alto i cuori!!

Cristina e Mario Macaluso
«Un'iniziativa da ripetere insieme ogni anno»

Amici, il giorno dopo è un po' presto per raccogliere le idee, dopo un'esperienza come quella del Piccolo Cammino che abbiamo avuto la fortuna di fare e portare a compimento insieme, con l'aiuto di chi ci ha guidato e delle tante benedizioni che ci sono arrivate (la più importante: quella dell'Arcivescovo).

Abbiamo tutti un debito di ringraziamento, gli uni con gli altri e con chi ci ha aiutato senza nemmeno conoscerci, lungo la strada (...). Gli amici di Pistoia erano pronti a mandarci un'auto per accompagnare chi aveva problemi (...) ma nessuno ha voluto rinunciare all'impegno preso con se stesso e, chi prima e chi dopo, siamo arrivati tutti fino in fondo (...). La Messa celebrata con i ragazzi da don Marco Caccini e una preghiera fatta tutti insieme hanno concluso il momento religioso del pellegrinaggio, al quale ci ha fatto molto piacere che abbiano partecipato anche gli altri parrocchiani che sono venuti appositamente in auto da San Jacopino (...). Su incarico di don Fulvio Capitani, nostro parroco, abbiamo consegnato a don Luca Carlesi una conchiglia d'argento come ringraziamento per l'accoglienza della Chiesa pistoiese (...). Abbiamo spiegato l'obiettivo di ripetere ogni anno un pellegrinaggio insieme lungo questo itinerario e di favorire la partecipazione del popolo della nostra chiesa intitolata a San Jacopo alle iniziative jacopee di Pistoia, ricevendo un pieno apprezzamento e l'assicurazione che saranno contenti di accoglierci anche in futuro. Lo stesso intento di far conoscere il percorso di pellegrinaggio e la ricchezza delle realtà jacopee sul territorio so che è condiviso anche da don Andrea a S. Maria a Campi e da coloro che ci hanno accolto a Prato. (...)

Fabio Zuliani

Rinasce il «Piccolo Cammino di San Jacopo»
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento