Via Francigena
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Terrarossa, tanta gente e anche qualche polemica

Davvero tante presenze sabato 21 gennaio nella Sala Convegni del Castello di Terrarossa, frazione di Licciana Nardi appena a nord di Aulla e praticamente di fronte a Barbarasco di Tresana, il paese dove pochi giorni prima si era verificata la tremenda esplosione del metanodotto. Per il convegno «Le opportunità della Via Francigena in una programmazione integrata fra imprese, enti e istituzioni del territorio».

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150)

Davvero tante presenze sabato 21 gennaio nella Sala Convegni del Castello di Terrarossa, frazione di Licciana Nardi appena a nord di Aulla e praticamente di fronte a Barbarasco di Tresana, il paese dove pochi giorni prima si era verificata la tremenda esplosione del metanodotto. Per il convegno «Le opportunità della Via Francigena in una programmazione integrata fra imprese, enti e istituzioni del territorio», promosso da Associazione Europea delle Vie Francigene, Consiglio Regionale della Toscana e Gal Consorzio Lunigiana, che ha preceduto la firma del secondo «patto» territoriale dopo quello di San Miniato, Fucecchio e Altopascio, si può parlare quindi senz'altro di successo. Particolarmente significativa anche la presenza ecclesiale tra i relatori, con il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli monsignor Giovanni Santucci (nella foto in basso durante il suo intervento), che ha voluto sottolineare particolarmente la differenza tra pellegrinaggio e turismo religioso, e il direttore del Museo di arte sacra e responsabile dei beni culturali della stessa Diocesi e della Toscana don Luca Franceschini che non ha mancato di lamentare l'assenza di Regione e Comuni nell'impegno diretto per il recupero dei beni ecclesiastici («se non all'ultimo – ha affermato – siamo al penultimo posto in Italia»). Su questo versante Giovanni D'Agliano, responsabile del Master Plan della Regione Toscana per la Via Francigena, ha comunque annunciato la firma, entro il mese di febbraio, di un protocollo d'intesa già messo a punto che coinvolgerà in particolare le fondazioni bancarie presenti sul territorio, mentre il presidente del Gal Lunigiana Nino Folegnani ha voluto ricordare l'impegno per il recupero dell'Abbazia di San Caprasio tramite l'accesso a finanziamenti comunitari.

Non è mancato neppure, nei saluti iniziali, un accenno polemico per l'assenza della Provincia di Massa Carrara al tavolo dei relatori. E per quanto riguarda la speranza che la Francigena possa rappresentare di per sé una risorsa economica, il consigliere regionale e rappresentante della Regione nell'Aevf Pier Paolo Tognocchi ha sottolineato ancora una volta la priorità dell'accoglienza del pellegrino, mentre il collega di Palazzo Panciatichi Loris Rossetti ha ricordato che «ciò che passa non rende di per sé, come è accaduto anche per la ferrovia e l'autostrada». Se valorizzazione turistica ci sarà, quindi, verrà solo in seconda battuta e anche grazie al «formidabile tam tam» degli stessi pellegrini che, come ha ricordato il carrarese Pietro Di Pierro, costituirà senz'altro il miglior veicolo pubblicitario.

Marco Lapi

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