Via Francigena
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Terzo «Forum»: soddisfatti e grati, ma il confronto deve proseguire

Un'occasione pienamente sfruttata: ci sembra questa la frase che meglio di altre sintetizza la giornata di sabato 22 tra la Rocca di Staggia e Abbadia a Isola. Sfruttata al mattino con la presentazione dei percorsi sull'«altra Francigena» della Valdelsa, tra il fondovalle e il territorio alla destra orografica del torrente Staggia e con l'appassionata proposta dello scultore Massimo Lippi, ma anche per i puntuali interventi dei rappresentanti di Regione Toscana, Provincia di Siena, Comune di Poggibonsi e del sindaco di Monteriggioni Bruno Valentini.
DI MARCO LAPI

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150), forum famiglie (148)

di Marco Lapi

Un'occasione pienamente sfruttata: ci sembra questa la frase che meglio di altre sintetizza la giornata di sabato 22 tra la Rocca di Staggia e Abbadia a Isola. Sfruttata al mattino con la presentazione dei percorsi sull'«altra Francigena» della Valdelsa, tra il fondovalle e il territorio alla destra orografica del torrente Staggia (non meno «degna», da un punto di vista storico, di quella riproposta dal percorso ufficiale, come ha ben evidenziato l'esperto Renato Stopani) e con l'appassionata proposta dello scultore Massimo Lippi, ma anche per i puntuali interventi dei rappresentanti di Regione Toscana, Provincia di Siena, Comune di Poggibonsi e del sindaco di Monteriggioni Bruno Valentini. Sfruttata al pomeriggio con il dibattito «Quali segni per quali Francigene», che se da un lato ha messo in luce ancora una distanza tra la Via dei pellegrini e quella di amministratori ed escursionisti, dall'altra ha fatto registrare una nuova armonia tra i primi, favorita – crediamo – dal dialogo diretto che ha consentito di superare almeno in buona parte le incomprensioni emerse nei mesi scorsi.

Non possiamo che esprimere soddisfazione, quindi, per questi risultati, e sincera gratitudine a Donatella Bagnoli della Fondazione La Rocca di Staggia e al sindaco Valentini per la grande ospitalità, comprendente l'ottimo pranzo con i piatti forti dello chef locale Marcello Orlandini e i vini delle aziende della zona, non più come previsto «a prezzo pellegrino» ma signorilmente offerto dalla Rocca stessa. D'altra parte (ed è un po' il rovescio della medaglia), la vivacità del confronto ha evidenziato quanto sia importante che questo prosegua e si moltiplichi anche su altri tavoli, ben più di quanto non sia avvenuto finora. Perché i nodi da sciogliere non riguardano solo e soprattutto quali segni e simboli usare, ma, appunto, «quali Francigene», in un senso che va anche al di là del dibattito sull'adeguatezza del percorso ufficiale, che pure ha avuto non poca parte nel pomeriggio di Abbadia a Isola concluso con l'intervento del responsabile nazionale di Ad Limina Petri, don Domenico Poeta.

In attesa di dar conto dettagliatamente, nel prossimo numero, del nostro forum e della mattinata di Staggia, ci è parso quindi opportuno riproporre il contributo iniziale di don Doriano Carraro, parroco ospitaliere di Monteriggioni, Castellina Scalo e Abbadia a Isola (assente perché ospite di amici in Libano) che pone ben in evidenza il nocciolo della questione. Nella speranza che la prossima occasione di confronto – qualunque essa sia, auspicabilmente proposta, come dicevamo, anche da altri soggetti, a cominciare magari da Associazione europea e Associazione toscana delle Vie Francigene – costituisca un altro passo avanti verso un cammino comunque sempre più condiviso tra le diverse anime che «popolano» la Via.

Terzo «Forum»: soddisfatti e grati, ma il confronto deve proseguire
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