Via Francigena
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Un patto di coordinamento tra Aevf e associazioni locali

In una sala gremita da quasi un centinaio di ragazzi dell'Istituto Tecnico Statale Carlo Cattaneo di San Miniato ha visto la luce, venerdì 25 novembre a San Miniato, «Insieme per la Via Francigena», un nuovo patto tra numerose associazioni locali e l'Associazione Europea delle Vie Francigene (Aevf).  Firmato su iniziativa del consigliere regionale Pier Paolo Tognocchi, delegato dal Presidente Enrico Rossi a rappresentare la Regione Toscana nell'Associazione Europea delle Vie Francigene, riguarda il territorio della tappa tra Altopascio e San Miniato.

Parole chiave: francigena (150), pellegrinaggi (150)

In una sala gremita da quasi un centinaio di ragazzi dell'Istituto Tecnico Statale Carlo Cattaneo di San Miniato ha visto la luce, venerdì 25 novembre a San Miniato, «Insieme per la Via Francigena», un nuovo patto tra numerose associazioni locali e l'Associazione Europea delle Vie Francigene (Aevf). Il primo frutto di questo accordo è la nascita di un «Coordinamento per la Via Francigena» con lo scopo di valorizzare l'impegno delle associazioni di categoria, di volontariato, culturali, sportive e di promozione presenti sul territorio, promuovendo al meglio le future iniziative dedicate alla via dei pellegrini.

«Un risultato importante per la tappa della Via Francigena che va da Altopascio a San Miniato – ha spiegato il consigliere regionale Paolo Tognocchi, promotore del neonato Coordinamento e delegato dal Presidente Enrico Rossi a rappresentare la Regione Toscana nell'Associazione Europea delle Vie Francigene (Aevf) – Adesso abbiamo uno strumento in più per contribuire allo sviluppo del nostro territorio».

«La Via Francigena – continua Tognocchi – è diventata uno dei simboli del turismo slow, ovvero del viaggiare in modo sostenibile e responsabile, nel rispetto dei territori e delle loro tradizioni. Insomma una forma di turismo nuovo, che guarda al futuro. È proprio per questo che i veri protagonisti della giornata, assieme alle associazioni, sono stati i tanti ragazzi delle scuole presenti».

Il patto «Insieme per la Via Francigena» è stato firmato nell'ambito di un convegno dal titolo «La Via Francigena Oggi. Spiritualità, tradizione, promozione», promosso dall'Aevf assieme a San Miniato Turismo-Associazione degli operatori del turismo di San Miniato, presso l'Hotel San Miniato, ex chiesa di San Martino. Il convegno, aperto da Cesare Andrisano, presidente di San Miniato Turismo, ha visto la presenza del vice presidente dell'Aevf Nicola Fantozzi, assessore al Comune di Altopascio, del dirigente della Regione Toscana Giovanni D'Agliano, di Serena Savelli, dottoranda di ricerca in Progettazione e gestione dell'Ambiente e del Paesaggio alla Sapienza di Roma, di Andrea Vanni Desideri, direttore scientifico dei Musei comunali di San Miniato e di Daniele Casprini della Sesamo Comunicazioni che ha presentato il portale internet www.viafrancigena.eu. Durante il suo intervento, Giovanni D'Agliano ha annunciato, dopo la San Gimignano-Monteriggioni, l'inaugurazione della sistemazione di altre tre tappe toscane entro la prossima Pasqua e ulteriori tre entro la fine del 2012. La speranza degli organizzatori del convegno è che naturalmente una di queste possa essere la Altopascio-San Miniato.

Hanno portato i saluti ai partecipanti il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, il vescovo monsignor Fausto Tardelli, il presidente della Fondazione Cassa Risparmio di San Miniato Antonio Guicciardini Salini e l'assessore provinciale al turismo Salvatore Sanzo. Da parte del sindaco è stata sottolineata l'importanza degli investimenti sul parco archeologico di San Genesio, per il ruolo che la località ha avuto lungo la Francigena, mentre monsignor Tardelli ha parlato del percorso di pellegrinaggio come «via dell'uomo» e «via per l'uomo», sottolineando l'attenzione della Chiesa nei suoi confronti anche attraverso la presenza, in Diocesi, della Storica Compagnia dei Cavalieri del Tau. Sottolineata la necessità di «evitare la confusione e trovare una strada e dei tavoli di confronto anche istituzionali» e di non far passare avanti la promozione dei prodotti tipici rispetto alle questioni di fondo, il Vescovo ha poi rinnovato la disponibilità «a creare luoghi spirituali di accoglienza come San Francesco». «Non vogliamo certo come Chiesa – ha precisato – fare degli alberghi o un business, ma chiediamo per questo una mano perché, come si dice in Toscana, senza lilleri non si lallera». Un aiuto economico che, se non potrà venire direttamente dai canali istituzionali riservati al recupero di strutture pubbliche, sembra possa essere ricercato, a quanto è stato detto, attraverso tavoli che coinvolgano anche le fondazioni bancarie.

Un patto di coordinamento tra Aevf e associazioni locali
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