Via Francigena
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Una figura primitiva di epoca ancora sconosciuta

E' stata una bella sorpresa quando Rizieri Castagna del Cai di Sarzana ci ha scritto una mail annunciando che era stato ritrovato l'Omino del Sillara: si tratta infatti di un antropomorfo (non molto grande ma comunque alto 21 cm), inciso sulla roccia e situato alla base del Monte Losanna.
DI ANNA MARIA TOSATTI

Parole chiave: francigena (150)

di Anna Maria Tosatti
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana

E' stata una bella sorpresa quando Rizieri Castagna del Cai di Sarzana ci ha scritto una mail annunciando che era stato ritrovato l'Omino del Sillara: si tratta infatti di un antropomorfo (non molto grande ma comunque alto 21 cm), inciso sulla roccia e situato alla base del Monte Losanna.

Era stato già segnalato agli inizi degli anni '90 e pubblicato, ma in seguito se ne erano perse le tracce. La sua forma ricorda vagamente quella di un cruciforme, con una grande testa rotonda e un corpo esile e allungato, ricavato nella roccia per asportazione della superficie a formare una scanalatura poco profonda, larga tre centimentri, e lievemente sinuosa; in fondo sembra di vedere due piccole incisioni divergenti per i piedi. Le braccia aperte, in orizzontale, terminano con grandi mani a quattro dita formate da profondi segmenti incisi da uno strumento metallico; le braccia sono parimenti di spessore, perché rappresentate coperte da una tunica o comunque una veste a larghe maniche terminanti a bordo imbutiforme.

Un segmento arcuato taglia il braccio destro verso il polso, forse si tratta di un bracciale (?). Lungo la parte mediana del corpo, due segni verticali da una parte e dall'altra – di cui uno quasi scomparso – formano uno «zigzag» che ha fatto credere ai primi scopritori che fosse rappresentato un serpente, in realtà sembra che al di sotto del nostro antropomorfo sia incisa un'altra figura.

E questo rende ancora più interessante la scoperta. Sembra infatti di leggere i resti degli arti inferiori di un altro antropomorfo (del tipo c.d. tipo «orante») con un segno centrale, forse un itifallico.

Si potrebbe quindi presumere la iscrizione in due epoche diverse: un «orante», che dai confronti con il nord Italia è normalmente datato all'età del Bronzo (2° millennio a.C.) sottostante ad un altro, più recente, e per il quale esitiamo a dare una attribuzione cronotipologica certa. È vero che la figura nel complesso ricorda un druido o comunque ha un che di sacerdotale con la veste lunga, le grandi mani (curative?) e due piccoli segni sul margine della testa, che nel disegno di vent'anni fa sono più visibili, e che rimandano al simbolo di un individuo in connessione con la sfera più alta della spiritualità, però a quale epoca risale? Celto-ligure è la prima impressione. Potrebbe però anche essere più recente: la forma rotonda della testa ricorda alcune figurazioni di epoca romana; e del resto alcune figure primitive con grandi mani in Piemonte sono state datate al XIII-XV secolo.

In assenza di confronti più puntuali è doveroso lasciare per il momento aperta la discussione: di certo l'Omino del Sillara è antico e appartiene ad un mondo a noi ora sconosciuto.

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