Alberto Migone
stampa

Educatore e giornalista, due vite un solo forte impegno

La scheda biografica di Alberto Migone, morto il 31 maggio 2009, a Firenze.

Percorsi: Mass media - Settimanale
Parole chiave: alberto migone (27)

Alberto Migone, direttore da oltre 25 anni di questo giornale, è morto nel pomeriggio di domenica 31 maggio, Festa di Pentecoste, nella sua abitazione di via Bolognese a Firenze, assistito dalle sue «famiglie»: la Comunità di Gesù, «Toscana Oggi», la signora Bruna e i due fidi infermieri degli ultimi tempi, Luciano e Luigi, oltre ai medici dell'Associazione toscana tumori.

Colpito appunto da un tumore al pancreas, scoperto nell'estate scorsa, le condizioni di Alberto si erano rapidamente aggravate negli ultimi dieci giorni di maggio..

Migone era nato a Firenze il 22 gennaio 1935. Laureato in Storia presso la Facoltà di Lettere e filosofia di Firenze nel 1958, era stato insegnante di Lettere e latino nei licei, anche se la prima cattedra, nel 1960, fu quella della scuola media Petrarca di Montevarchi. Quindi arrivò il trasferimento al Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Firenze. Nel 1963 ha avuto una breve supplenza alla media Pier Cironi di Prato; dal 1963 al 1978 ha insegnato al Liceo Scientifico Cicognini di Prato (l'immissione in ruolo nel 1973); poi di nuovo il trasferimento a Firenze, prima alle Magistrali Pascoli, poi al Dante e al Machiavelli fino alla pensione che è arrivata il primo settembre 1995..

In ambito ecclesiale era stato dapprima impegnato nella Fuci (la Federazione degli universitari cattolici), nel Movimento dei laureati di Azione cattolica e poi nell'Azione cattolica stessa di cui aveva ricoperto tutti i ruoli di responsabilità: presidente diocesano, delegato regionale e consigliere nazionale..

Nel 1983 era stato chiamato dai vescovi toscani alla direzione dell'allora nascente settimanale delle diocesi della regione che inaugurava una formula del tutto nuova nell'ambito della stampa cattolica: un giornale unico con differenti edizioni locali..

Per gestire un'operazione del genere, nella Toscana dei «campanili», era necessaria una figura di grande saggezza ed equilibrio che i vescovi toscani, allora guidati dal cardinale Silvano Piovanelli, individuarono appunto in Alberto Migone, che veniva così «prestato» al giornalismo anche su indicazione del suo padre spirituale, l'allora arcivescovo di Lucca, monsignor Giuliano Agresti, fondatore tra l'altro della Comunità di Gesù di cui anche Migone faceva parte..

Nel primo editoriale, dal titolo «Un impegno che costa», il neodirettore parlava di «un progetto pensato e desiderato da tempo: dar vita ad un settimanale cattolico regionale che sia saldamente radicato nelle varie realtà ecclesiali della Toscana e contemporaneamente sappia essere in ascolto e in dialogo con la realtà socio-culturale, il mondo toscano appunto, con le sue tradizioni, peculiarità, problemi. Già il fatto che molte diocesi abbiano dato vita a questo giornale è significativo. Evidenzia il desiderio profondo di sviluppare quella comunione tra le Chiese in regione, che è già di per sé un valore grande»..

In questo nuova e non facile avventura giornalistica, Alberto Migone aveva saputo guadagnarsi la stima di molti, tanto che il 18 dicembre scorso, in occasione dei 25 anni di Toscana Oggi, aveva ricevuto il premio giornalistico «Giuseppe Donati», promosso dalla sezione toscana dell'Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), «per la testimonianza civile e cristiana nel giornalismo toscano». Un riconoscimento assegnato «per la onestà intellettuale, le capacità giornalistiche e l'equilibrio» con cui ha diretto questo giornale «facendolo diventare un settimanale cattolico di respiro nazionale, spazio in cui si sono manifestate con grande libertà le tante voci dei cattolici toscani protese all'affermazione dei valori di verità, libertà e giustizia sociale»..

Nella stessa circostanza, l'Ordine dei giornalisti della Toscana gli aveva consegnato una targa «per 25 anni di chiara testimonianza civile e cristiana nel giornalismo toscano»..

Migone era stato anche Consigliere nazionale e presidente della Commissione cultura della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici.

Media Gallery

La consegna del premio - 2
Educatore e giornalista, due vite un solo forte impegno
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento