Convegno per i 20 anni di Toscana Oggi
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Le conclusioni di don Vincenzo Rini

di Vincenzo Rini
Alcune parole per una breve sintesi dei nostri lavori in questi tre giorni, su tre tematiche in particolare.

1. Il Pluralismo:
Dobbiamo certamente dire che formalmente esiste e le leggi in vigore, a partire dalla Costituzione, lo garantiscono. Concretamente, però, esso è non del tutto pieno: le difficoltà burocratiche, postali, legislative, unite alla presenza di grandi concentrazioni sempre più potenti e condizionanti, fanno sì che il pluralismo sia condizionato nella concretezza di ogni giorno. Ora sta per essere approvata la legge Gasparri che comporterà delle novità che potrebbero costituire fonte di rischi per un vero pluralismo: in particolare per quanto riguarda la distribuzione delle risorse pubblicitarie, la possibile e probabile crescita dei grandi imperi massmediatici già esistenti, la possibilità degli incroci proprietari tra televisioni, radio e giornali e, soprattutto, l¹invasione dei singoli territori da parte dei grandi giornali con proprie edizioni locali, che, per noi in particolare, potrebbero condizionare molto. Per questo, di fronte alle novità che stanno per giungere, dobbiamo vigilare e, se occorre, farci sentire.

2. Il nostro contributo alla democrazia:
Possiamo certamente dare un significativo contributo, che sta in alcune nostre caratteristiche. La nostra professionalità: il nostro essere veri giornali, realizzati con le caratteristiche di sana laicità propria dello strumento giornale, la quale consiste per noi nel vedere il mondo, la cronaca e i fatti in autonomia, non con gli occhi degli altri. La nostra libertà di giudizio: noi non abbiamo collateralismi, a livello soprattutto politico, con nessuno: giudichiamo i fatti per quello che sono, liberi da schieramenti con l¹una o con l¹altra parte. Con il proposito di fare crescere la libertà di giudizio dei nostri lettori. Il nostro valore aggiunto: cioè l¹attenzione al territorio concepito come realtà di persone, famiglie, uomini e donne che hanno delle aspettative a cui noi dobbiamo dare delle risposte. È questa la nostra visione antropologica, in base alla quale noi vediamo il mondo e la politica, le notizie, il territorio, a partire dal valore uomo.

3. Circa il nostro fare opinione:
Oggi, in questa ottima tavola rotonda, ci sono state date molte indicazioni, che riprenderemo, perché le consideriamo utilissime per confrontarci tra di noi e tendere sempre al meglio nel nostro servizio all¹informazione e alla comunione. Vorrei fare una sottolineatura: non dobbiamo essere autolesionisti: i nostri giornali fanno opinione sul territorio, nel mondo laico, con le istituzioni, gli altri giornali locali; questa è la nostra vocazione: fare opinione nel territorio. E questo lo facciamo, seppure in maniera diversificata, perché diverse sono le storie dei nostri giornali e diverse sono le realtà in cui operiamo. Come Fisc in quanto tale non facciamo opinione a livello nazionale: dobbiamo però dire che non è questo lo scopo per cui è nata la Fisc, anche se questo, in certi momenti è utile e auspicabile. La vocazione della Fisc è quella di aiutare i vari settimanali a fare opinione ognuno sul propro territorio. Va però detto che i nostri giornali non fanno sufficientemente opinione negli ambienti ecclesiali. È la sindrome di Cam di cui abbiamo già altre volte parlato. Siamo come Noè dopo il diluvio, nudi perché non abbiamo a coprirci le spalle alcun potere politico ed economico. Di fronte alla nostra nudità ci aspetteremmo che, in casa nostra, qualcuno ci sostenga, ci aiuti, ci copra. Invece spesso troviamo di fronte a noi, in casa nostra dei Cam che, invece di aiutarci, ci deridono e ci condannano. Su questa sindrome di Cam dovremmo fare molte riflessioni, ma non solo noi, anche la Chiesa stessa. Dobbiamo domandarcelo: perché il mondo cattolico non ama le cose cattoliche?
Certo è che noi dobbiamo lavorare al nostro interno per diventare sempre più capaci di dare voce, laicamente, alle nostre Chiese nella loro pienezza.

Conclusione: abbiamo molto da riprendere e da riflettere a partire da questo convegno. Propongo quindi che al più presto si faccia una riunione dell¹esecutivo, per trarne riflessioni, indicazioni, linee di lavoro.

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