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Plotti: I tre verbi del giornalista cattolico

Insegnare, convincere, correggere: sono i tre verbi del buon giornalista cattolico. E' l'opinione di monsignor Alessandro Plotti, Arcivescovo di Pisa e presidente della Cet, espressa nell'omelia della celebrazione eucaristica tenutasi nell'antica basilica di San Piero a Grado e con cui si è aperta la giornata conclusiva del convegno nazionale dei settimanali cattolici.

L'Arcivescovo di Pisa ha incoraggiato direttori e cronisti della stampa cattolica a non “appiattirsi” verso gli stereotipi della mentalità comune espressa dalla stampa laica, ma, semmai, di mostrare coraggio e essere promotori di profezia.

E se la missione del giornalista è la ricerca della verità, quella del giornalista cattolico è quella di incarnare la Parola di Dio nella vita vissuta e raccontata. Una parola – ha detto monsignor Plotti facendo riferimento ad un brano del profeta Isaia - misurata, calibrata, capace di scavare, incidere, penetrare.

Plotti: I tre verbi del giornalista cattolico
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