Convegno per i 25 anni di Toscana Oggi
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I 25 anni di Toscana Oggi e i 20 anni del Sir. Con la saggezza dei viandanti

Ascoltare e raccontare la vita e il pensiero della gente significa, per un giornale del territorio, condividere esperienze che assumono le dimensioni della concretezza e della quotidianità. Di queste realtà scrivono una testata regionale come Toscana Oggi che compie 25 anni e l'agenzia nazionale Sir/SirRegione, Servizio informazione religiosa, che ne compie 20.
DI PAOLO BUSTAFFA

Parole chiave: toscanaoggi (295), sir (159), informazione (14), mass media (324)

di Paolo Bustaffa

Ascoltare e raccontare la vita e il pensiero della gente significa, per un giornale del territorio, condividere esperienze che assumono le dimensioni della concretezza e della quotidianità. I volti che si incontrano nelle strade, nelle piazze, nei luoghi del lavoro, dello studio, della festa e della sofferenza sono un patrimonio inestimabile che si esprime in un tempo e in uno spazio definiti e nello stesso tempo aperti. Di queste realtà scrivono una testata regionale come Toscana Oggi che compie 25 anni e l'agenzia nazionale Sir/SirRegione, Servizio informazione religiosa, che ne compie 20.

Due avventure che sono parte di quella più ampia della Fisc, la Federazione italiana settimanali cattolici: oltre 170 giornali con circa un milione di copie. Un cammino antico che si è sempre intrecciato con quello della Chiesa italiana e, più recentemente, è entrato in sintonia con il progetto orientato in senso cristiano che pone la cultura e la comunicazione in un inscindibile e fecondo binomio. In questa prospettiva di pensiero e di presenza anche il tema del rapporto tra cittadini e istituzioni è espressione, nel giornalismo cattolico, di quello «stare con amore nella storia» che si traduce in «passione per il bene comune».

Un percorso reso oggi impegnativo dal crescere della confusione, più o meno consapevole, attorno ai concetti di consumatore e di cittadino, attorno ai diritti dell'uno e ai diritti dell'altro. I giornali della gente, come sono i settimanali cattolici, avvertono e segnalano il rischio di una cultura che non riesce a distinguere il supermercato dalla piazza. Questi stessi giornali, non usi alla lamentela, si propongono come itinerari di una cittadinanza in cui la libertà vive di responsabilità, il diritto cresce con il dovere, l'appartenenza si rafforza con la partecipazione, i muri cedono di fronte ai ponti… Ecco perché le istituzioni, a partire da quelle locali e tra queste quella regionale, rappresentano un interlocutore, mai un avversario. Non si tratta di venir meno al dovere di informare con completezza ma  neppure  di rinunciare a essere luoghi autorevoli in cui il pensiero della gente si confronta con quello delle istituzioni sui problemi di ogni giorno, sui progetti, sulle piccole e grandi scelte. Anche attraverso la cronaca, che non è mai spicciola e insignificante,  questi giornali ricordano all'opinione pubblica e alle istituzioni che il bene comune non è un'astrattezza e neppure una sommatoria di beni parziali.

Un settimanale cattolico si trova così a coniugare i fatti con i pensieri, i problemi con le opinioni, il particolare con l'insieme, il visibile con l'invisibile. Avverte la responsabilità di suscitare domande, di toccare le coscienze, di proporre alternative al pensiero unico, di denunciare l'errore... Al delirio di onnipotenza degli «arrivati» risponde con la saggezza dei «viandanti».

In questa direzione si pone il convegno di Prato del 9 gennaio su «Informazione e territorio: a misura di regione». La dimensione regionale appare la più idonea per un «laboratorio giornalistico» che intende, con il proprio specifico linguaggio, interpretare e stimolare sensibilità e competenze culturali che sappiano rispondere alle esigenze non solo materiali del territorio. Con quel supplemento d'anima che, nella politica di oggi, soprattutto le nuove generazioni avvertono come carenza e urgenza.

I 25 anni di Toscana Oggi e i 20 anni del Sir. Con la saggezza dei viandanti
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