Convegno per i 25 anni di Toscana Oggi
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Il ricordo: Il sogno in Toscana non resta per aria

Le idee che nascono in Toscana non evaporano, ma si radicano e scorrono con tenacia come «l'Arno». «Toscana Oggi», con i suoi 25 anni, ne è una chiara e lampante conferma. Non possiamo che lodare e ringraziare tutti coloro che si sono imbarcati personalmente in questa avventura, destinata senza dubbio, a lasciare il segno. Senza «Toscana Oggi» lo specifico della cattolicità toscana resterebbe come sepolta e la Chiesa italiana resterebbe impoverita.

Percorsi: Mass media - Settimanale

Nella metà del secolo scorso – stagione della mia giovinezza – ero un appassionato lettore di Curzio Malaparte. Mi piaceva particolarmente il suo «Maledetti Toscani», per il suo stile incisivo e graffiante ricco di attualità e di inquietudine, tipiche e connaturali alla nostra terra toscana. Noi «toscanacci» di puro sangue, non siamo fatti per prendere il mondo come viene e perciò siamo sempre alla ricerca di qualcosa che va oltre il momentaneo, oltre il già vissuto. Accontentare un toscano è difficile e tappargli la bocca è quasi impossibile. Ci piace stare sull'aia a fare il gallo che canta, piuttosto che rannicchiati dentro un recinto a fare i pollastri. Questo atteggiamento non è un vizio di altezzosità, ma una virtù che ci qualifica in positivo e che ci è connaturale.

Non per caso la Toscana è la più bella regione d'Italia ed è anche la più amata dagli stranieri, oltre che essere la terra che ha sprigionato letterati e poeti, artisti e santi di grande calibro.

Il «genio» in Toscana ci sta di casa. Incontrare un toscano, quieto e tranquillo, è quasi impossibile.

Questo marchio della toscanità lo ritroviamo sparso dovunque, anche nella Chiesa. Dopo gli anni del Concilio Vaticano II tutti noi cristiani avvertimmo di avere un abito troppo stretto, che ci chiudeva nel nostro piccolo e individuale orticello, e ci sentivamo attratti dal desiderio di vivere la fede in una dimensione più ampia, più universale e più comunitaria.

Alcuni passi di avvicinamento fra le diocesi toscane erano già stati compiuti. Già avevamo un «Bollettino diocesano» e un «Calendario liturgico» comune. Sentivamo la mancanza di un settimanale a livello interdiocesano, come strumento di comunione più generalizzato. Fu allora che ci cominciò a frullare in testa l'idea di un settimanale toscano.

Erano entusiasti dell'idea il cardinale Giovanni Benelli e gli allora Vescovi di Fiesole e di Prato. Insieme a don Mario Carrera ne parlammo ad una riunione della Conferenza episcopale toscana. La proposta non fu accolta subito. Il cardinale Benelli diede un mese di tempo perché ogni Diocesi potesse riflettere e dare una risposta di accettazione della proposta.

Come responsabile dell'ufficio delle Comunicazioni sociali a livello regionale visitai molte diocesi per facilitare la nascita del progetto. Ma non fu facile. Tanto più che, pochi giorni dopo, morì il cardinale Benelli e il progetto finì in un cassetto.

Fu ritirato fuori dal cardinale Silvano Piovanelli e il 18 dicembre 1983 uscì il primo numero di Toscana Oggi.

Pure essendo restato sempre dietro le quinte, mi sento «padre» di questo settimanale e ne sono fiero, tanto da aver contribuito con questo strumento, a fare sentire la voce delle Chiese toscane e ad essere strumento di comunione, sempre più necessaria e valida per l'evangelizzazione del nostro tempo, privo com'è di valide bussole orientative.

Le idee che nascono in Toscana non evaporano, ma si radicano e scorrono con tenacia come «l'Arno». «Toscana Oggi», con i suoi 25 anni, ne è una chiara e lampante conferma. Non possiamo che lodare e ringraziare tutti coloro che si sono imbarcati personalmente in questa avventura, destinata senza dubbio, a lasciare il segno. Senza «Toscana Oggi» lo specifico della cattolicità toscana resterebbe come sepolta e la Chiesa italiana resterebbe impoverita.

Come toscani di razza siamo fieri di aver portato in età adulta questo nostro «bambino» e siamo certi che, forte della sua venticinquennale struttura fisica e morale, saprà vivere e guardare lontano. Questo segno di comunione fra le tante Chiese toscane, così uniche e diverse tra loro, è un autentico «segno profetico» del Regno di Dio che è «uno per tutti».

Scrissi personalmente il primo editoriale di «Toscana Oggi»: ma non lo firmai perché intendevo non presentare me stesso, ma le Chiese toscane. Ne ero sicuro e convinto e lo sono ancora. La mia passione giornalistica ha origine nei miei anni giovanili e sono oltre cinquant'anni che faccio capolino sulla stampa. È una passione congenita al mio essere prete che ha la missione di trascrivere Vangelo. Credo che di questo possa essere giustamente orgoglioso. Anche voi dovete esserlo.

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