Convegno per i 25 anni di Toscana Oggi
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Il saluto del Presidente della Provincia di Prato

La trascrizione (non rivista dall'autore) del saluto del Presidente della Provincia di Prato, Massimo Logli, al Convegno epr i 25 anni di Toscanaoggi e i 20 del Sir (Prato 9 gennaio 2009)

Percorsi: Mass media - Prato - Settimanale
Parole chiave: sir (159)

Buonasera, grazie dell'invito. E' per me un onore e anche una soddisfazione essere qui a salutare una tappa importante. 25 anni di vita in qualunque attività umana sono un traguardo. Un traguardo che attraversa 25 anni di storia di questa città, di questa regione e di questa nazione. Devo dire che ci sono sicuramente da celebrare anche alcune intuizioni innovative. Oggi molti giornali hanno un'edizione regionale e un'edizione locale. Che sia stato per primo un giornale di ispirazione cattolica ad avere questa intuizione editoriale quando non si usava sostanzialmente, così in maniera diffusa, dimostra come non c'è solo un taglio culturale da rispettare ma anche un'intuizione da un punto di vista editoriale che rende il giornale, come diceva prima il sindaco, regionale e locale.

Io penso che si celebri anche la libertà di stampa in questo momento. Credo sia un elemento essenziale che ormai in questo paese viene dato per acquisito, e per fortuna è così, ma che è una libertà che deve poggiare poi su fatti concreti, su sostegno a strumenti concreti.

E si celebra anche una capacità di questo territorio, in questo caso della sua Diocesi, di essere intuitivi e innovativi negli strumenti della comunicazione sociale e della pastorale. Non per nulla fu la Diocesi di Prato come promotrice di questa iniziativa nel vedere lo sviluppo di un progetto che era il progetto de La Voce. Ora io penso che questa sia una tappa che ci fa bene celebrare ma che deve essere anche una tappa che guarda al futuro, di una realtà sempre più complessa, sempre più diversa. La società che incrocia oggi la Toscana non è la società di 25 anni fa, non ci sono i temi di 25 anni fa, ce ne sono nuovi e questo giornale come ha svolto per tanti anni il doppio ruolo, quello di essere un punto della divulgazione della pastorale, di collegamento delle varie comunità e nello stesso tempo un punto di riflessione sociale, esprimendo nel dibattito cittadino e regionale, posizioni di un'area culturale e di un ambiente, possa e debba continuare a farlo nella piena libertà e soprattutto nella capacità di stimolo alla riflessione sociale oltre che religiosa, di cui noi avremmo ancora più bisogno per giungere alla soluzione delle nuove tematiche che in questa regione e in questa diocesi in particolar modo si incontrano. Penso ai problemi dovuti alla nuova composizione sociale, penso all'incontro di nuove religioni che il nostro territorio ospita come tanta parte d'Italia e avere uno strumento che ha questa libertà aiuta sia il mondo cattolico ma complessivamente tutta la società nel proprio sviluppo.

Concludo anch'io con i complimenti. Permettetemi un ricordo che voi poi sicuramente svilupperete meglio di me, che è quello di don Oreste Cioppi, che io ho conosciuto e che è stato un elemento di grande capacità in questo momento. Mi piace ricordarlo da un punto di vista istituzionale, sia per la vicinanza che ha avuto il suo lavoro all'idea della Provincia di Prato, sia per l'amicizia personale che fino a che il Signore ce l'ha lasciato mi ha in qualche maniera concesso.

Il saluto del Presidente della Provincia di Prato
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