Convegno per i 25 anni di Toscana Oggi
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La festa a Prato per i 25 anni di Toscanaoggi

Duplice anniversario all'insegna dell'attenzione al territorio: i 25 anni del settimanale Toscana Oggi e i 20 dell'Agenzia Sir. Attorno a questa peculiarità dei due organi d'informazione si è svolto, il 9 gennaio a Prato, il convegno “Informazione e territorio: a misura di regione”.

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Il tavolo dei relatori in Palazzo Comunale di Prato

Un duplice anniversario all'insegna dell'attenzione al territorio. Da una parte, un settimanale cattolico a dimensione regionale, “Toscana oggi”, che compie 25 anni; dall'altra i primi vent'anni dell'agenzia Sir, nata per iniziativa della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc) con il sostegno determinante della Cei e che dal 2005 ha ampliato i servizi con SirRegione. Attorno a questa peculiarità dei due organi d'informazione si è svolto, il 9 gennaio a Prato, il convegno “Informazione e territorio: a misura di regione”, a cui hanno partecipato tra gli altri Paolo Bustaffa (direttore Sir/SirRegione), Marco Olivetti (costituzionalista), Franco Vaccari (psicologo e fondatore di “Rondine Cittadella della pace”) e Fabio Zavattaro (vaticanista del Tg1). In serata i convegnisti si sono spostati al Teatro Politeama, per il concerto di Riccardo Marasco “La Toscana di ieri per... Toscana Oggi”.

In dialogo con tutti. “Essere presenti e rendere consapevoli i cattolici dei problemi della società” è una “linea programmatica” dei settimanali cattolici, e nello specifico di “Toscana oggi”, “alla quale non vogliamo venire meno”, ha esortato mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato e delegato della Conferenza episcopale toscana per le comunicazioni sociali presente al convegno con mons. Giuseppe Betori arcivescovo di Firenze e mons. Luciano Giovannetti, vescovo di Fiesole. Mons. Simoni ha ringraziato le autorità civili locali per aver riconosciuto che il giornale cattolico della Toscana è “in dialogo con tutti, nessuno escluso”. Esso, ha aggiunto il presidente della Regione Claudio Martini, è “un esempio d'informazione libera e corretta riguardo ai fatti e alle vicende della nostra regione”, che “non persegue il clamore o lo scoop né vede le istituzioni come avversari”, bensì si caratterizza come una “stampa non urlata”, che “osserva con attenzione e senza pregiudizio ciò che accade, lo racconta con professionalità e rappresenta uno stimolo per la crescita delle istituzioni e della società”. Il vescovo di Prato ha poi ricordato i vent'anni del Sir, agenzia che diffonde “tante notizie sulla vita della Chiesa, sui pronunciamenti veri dei pastori, sul terzo mondo. Notizie preziose perché certi panorami non si conoscono se non attraverso quei media che sono della comunità cristiana”.

Il momento della riflessione. “La funzione di un giornale come il nostro”, ha rimarcato Alberto Migone, direttore di “Toscana Oggi”, “è duplice: informare sulla realtà locale e, nello stesso tempo, offrire sempre articoli che fanno pensare. Ora è il momento della riflessione, perché le battaglie di oggi, per i cristiani, non sono di tipo politico, ma culturale”. La dimensione regionale, propria di SirRegione, ma anche di “Toscana oggi”, “è oggi ancora troppo poco sviluppata nel panorama informativo rispetto alla crescente importanza delle Regioni all'interno delle autonomie locali”, ha affermato il presidente della Fisc, don Giorgio Zucchelli. Dunque è “lodevole” l'esperienza del settimanale cattolico toscano, il quale, peraltro, “non ha dimenticato la dimensione locale e negli anni scorsi ha recuperato le storiche testate diocesane, realizzando i dorsi locali che oggi lo caratterizzano”.

Rielaborare una cultura del territorio. Il direttore del Sir, Paolo Bustaffa, ha esortato a “rielaborare una cultura del territorio”, ed è questa la sfida che si pone, nello specifico, SirRegione. “Dietro a questa piccola scelta giornalistica – ha sottolineato – c'è una grande storia”, che vede l'impegno politico come “una forma esigente di carità, che si spende innanzitutto sul territorio. La cultura del territorio è uno degli elementi fondanti del Sir, ha evidenziato il suo presidente, mons. Vincenzo Rini. “Il Sir – ha affermato – nasce dalla grande esperienza del radicamento nel territorio, con le sue specificità”, restando tuttavia “aperto alla realtà italiana ed europea”. Così, “partendo dalla conoscenza delle radici ogni territorio può essere messo a confronto con gli altri, maturando un arricchimento reciproco”.

Un legame tra locale e nazionale. “I settimanali – ha ricordato Bustaffa – sono progetto culturale”, nei termini di “un'esperienza di riflessione e confronto tra la gente”. Difatti, ha precisato Franco Vaccari, essi contribuiscono a quello che è un “compito primario” del Progetto culturale della Chiesa italiana, facendo “maturare categorie sempre più raffinate che permettono di accedere a una comprensione più profonda della fede”. E se non sempre le Regioni hanno quegli slanci in avanti che la legislazione recente sembra consentire loro, non dimentichiamo, ha ribadito Marco Olivetti, che “il ruolo della regione si gioca oggi sul piano amministrativo, nella costruzione di una rete di servizi”. Tematiche che, comunque, toccano da vicino i cittadini, perciò, ha concluso Fabio Zavattaro, “il legame tra la realtà locale e quella nazionale va tenuto presente” per raccontare sia il nostro Paese, sia “quanto avviene nel mondo”.

FRANCESCO ROSSI

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L'accoglienza ai convegnisti
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