Convegno per i 25 anni di Toscana Oggi
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Martini: Un esempio di informazione libera

Pubblichiamo la trascrizione (non rivista dall'autore) dell'intervento di saluto del presidente della Giunta regionale Toscana, Claudio Martini, al Convegno per i 25 anni di Toscanaoggi e i 20 dlel'agenzia Sir, tenutosi a Prato, nella Sala del Consiglio comunale, il 9 gennaio 2009.

Percorsi: Mass media - Prato - Settimanale
Parole chiave: informazione (14), sir (159), ClaudiO Martini (17)

Vorrei anch'io innanzitutto ringraziare per l'invito ad essere qui oggi pomeriggio. Saluto gli organizzatori di questo convegno e i rappresentanti di Toscana Oggi e dell'agenzia Sir. Ovviamente il mio saluto va al Sindaco della città, al Presidente della Provincia, all'Arcivescovo Betori di Firenze, al Vescovo Gastone Simoni che ritrovo sempre con piacere, agli altri vescovi presenti e ai rappresentanti delle istituzioni.

Il fatto che siamo così tanti a un livello così significativo in questo pomeriggio qui a Prato testimonia il valore di questa esperienza e anche l'occasione di una riflessione impegnata su questo tema. Io lo farò in pochissimi minuti anche perché il convegno deve svilupparsi nel suo modo previsto.

A me interessa ovviamente prendere del titolo della testata la parola “Toscana”. Mi tocca. Anche se, devo dire, le riflessioni che Romagnoli e Logli hanno fatto prima sulla parola “oggi” non sono male. È chiaro che siamo tutti chiamati ad aggiornare e anche a rivedere impostazioni e concezioni generali sul tema dell'informazione e del rapporto con gli utenti.

Però a me interessa sottolineare la grande attenzione che Toscana Oggi ha dimostrato e sempre più dimostra alla dimensione regionale. E quando parlo di dimensione regionale la intendo nel suo duplice significato: “regione” con la "r" minuscola che è la comunità, il territorio, le cose che succedono nelle diverse città e nei diversi territori; e “Regione” con la "R" maiuscola che è l'Istiuzione, l'ente Regione, con lo spazio che il settimanale riserva con attenzione alla vita sia della giunta sia del consiglio regionale con decine di articoli in ogni edizione e anche approfondimenti su singoli temi. Io mi sono segnato giusto gli ultimi numeri, tanto per fare un esempio. Toscana Oggi si è occupata con grande spazio di alcune delle principali questioni aperte sul nostro territorio regionale in questi ultimi mesi. Penso alle crisi aziendali, alla conferenza sulla cooperazione, all'agricoltura, alla cultura, agli aeroporti, all'urbanistica, tutte questioni che dimostrano un'attenzione viva ai problemi del territorio. Ed è anche un esempio di informazione libera e corretta riguardo ai fatti e alle vicende della Toscana, che fa liberamente il suo mestiere, osserva e giudica senza pregiudizio ciò che accade, lo racconta con professionalità ed è di stimolo alla crescita delle Istituzioni e alla società. Io vorrei sottolinearle insieme ad un'altra cosa che, devo dire, a me in questo periodo, soprattutto, sta molto a cuore.

Toscana Oggi è anche un esempio di moderazione, di stampa non urlata, di informazione che non insegue il clamore o lo scoop ad ogni costo, né vede le Istituzioni come avversari, ma le vede come interlocutori, rappresentanti di un organizzarsi della società con cui è giusto discutere, magari criticare, magari proporre, ma sempre in modo dialogante, propositivo. Insomma uno strumento a disposizione dei lettori per conoscere le posizioni degli altri e aiutarli a costruirsi liberamente una propria opinione. Di questi tempi, lasciatemelo dire, è un bene prezioso, perché se c'è una cosa che caratterizza tanta parte dell'informazione è questo circuito mediatico spesso incontrollato e incontrollabile in cui si fa fatica a distinguere qual è la realtà delle notizie dall'ingigantimento che ne è stato costruito per darsi visibilità. E quindi io da questo punto di vista vorrei esprimere il mio apprezzamento e anche il mio ringraziamento.

Un'ultima osservazione che voglio fare, prima di rivolgere anche da parte mia gli auguri di buon proseguimento di questa esperienza importante, riguarda anche quel pezzo di storia della nascita di Toscana Oggi che coglie un punto importante per tutti noi, quando si riflette sulla parola Toscana. Questa è un'esperienza che è partita, se non me l'hanno raccontata male, da due Diocesi, quella di Prato e quella di Firenze, poi piano piano è diventata un'esperienza di tutta, di quasi tutta la Toscana. Se non tutta tutta, ci manca poco. In questo io vedo, non so se è stato un fatto casuale, quanto c'è di determinato, quanto c'è di consapevole, immagino che non sia tutto casuale. Però questo è il segno che tutto sommato da varie parti della Toscana si avverte l'esigenza, come si dice con questa parola abusata, di “fare sistema”, di non viaggiare ognuno per conto suo. Ora, io siccome passo il 90% del mio tempo proprio a cercare di far fare sistema alla Regione, avverto come ogni più piccolo esempio che c'è su questa via va valorizzato, perché è il segno della capacità di non rimanere chiusi in localismi a volte anche anacronistici e di guardare invece al beneficio che iniziative imprenditoriali, o istituzionali o redazionali o comunicative, tutte quante possono avere dall'assurgere ad una scala regionale, una scala toscana, per il caso nostro. Quindi, da questo punto di vista non posso che esprimere il mio apprezzamento, anche perché vedo dai servizi che sono presenti sul vostro settimanale, che è anche l'occasione per mettere a confronto le diverse realtà, per cercare di trovare le esperienze migliori che nei singoli territori si fanno.

Per cui, grazie dell'invito, auguri di buon proseguimento di questa esperienza. Vorrei concludere con una proposta, un mezzo impegno. Se c'è qualcosa che possiamo fare per rafforzare il legame, la collaborazione tra l'ente regione e questa testata, e questo settimanale, vorrei dire che sono disponibile a farlo perché penso che tutto sommato non abbiamo valorizzato fino in fondo quello che può essere il contributo di questa realtà, forse perché magari ha una sua dimensione di tiratura non straordinari, però può essere uno strumento che arriva in tanti posti sensibili e delicati della nostra Regione.

Grazie e buon lavoro!

Martini: Un esempio di informazione libera
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