Convegno per i 25 anni di Toscana Oggi
stampa

Simoni: Uno strumento di comunione per la Chiesa e di presenza nella società

La trascrizione (non rivista dall'autore) dell'intervento di saluto di mons. Gastone Simoni, Vescovo di Prato e Delegato della Conferenza episcopale toscana per la cultura e le comunicaziioni sociali.

Parole chiave: sir (159)

Ringrazio di avermi invitato a questo punto della circostanza festosa che ci riunisce. Ringrazio Gianni Rossi di queste parole che ha pronunciato ora ultimamente e veramente sono qui sia in veste di Vescovo di Prato che di Vescovo delegato degli altri vescovi della Conferenza Episcopale Toscana per la cultura e le comunicazioni sociali. Sia in veste della prima funzione che della seconda, molto più ridotta naturalmente, io non ho in questo momento che da ringraziare e da congratularmi, da incoraggiare e da augurare naturalmente un futuro ancora più bello e ancora più fruttuoso, soprattutto nella conferma - naturalmente c'è sempre qualcosa da migliorare - degli indirizzi e dell'impostazione del settimanale, ma particolarmente nella tiratura e nella diffusione del settimanale.

Devo ringraziare anzitutto. Gianni ha introdotto questo mio intervento affermando ancora una volta, come si è sentito da varie voci, la parte che la Diocesi di Prato ebbe nella idea e nella realizzazione di questa idea di un settimanale interdiocesano a carattere regionale, puntando sulla regionalità. E quando si parla di Diocesi non si può non parlare di monsignor Fiordelli. Fu mons. Fiordelli, già giornalista del suo settimanale, La Voce, nella diocesi e nella città di Città di Castello a suo tempo, che ebbe una parte rilevante, appassionato com'era di quello che riguardava la vita pastorale e la missione della Chiesa, ma in particolare vorrei dire, con una forte sottolineatura delle comunicazioni e della comunicazione, fu mons. Fiordelli ad avere uno dei meriti principali in questa operazione che si è dimostrata poi feconda, provvidenziale e riuscita. Dopo 25 anni abbiamo giustamente da ricordare questo. Ma accanto a mons. Fiordelli ci furono altre figure, che io ora non sto a rammentare tutte insieme. Il più adatto a rammentarle potrebbe essere mons. Giovannetti, potrebbe essere il prof. Migone e gli altri suoi collaboratori. Ma anche il card. Benelli fu ricordato perché fu una decisione sua, forte come le decisioni che egli sapeva prendere, ad essere determinante per la nascita di questo settimanale interdiocesano. Ma voglio rammentare ancora che il tandem tra mons. Fiordelli e poi il card. Piovanelli dette la spinta decisiva. Naturalmente con l'approvazione e il consenso di tutti gli altri Vescovi delle Diocesi Toscane. Non tutte arrivarono insieme, ma via via tutte, meno una - e si spera che anche quella, tolte alcune difficoltà, possa arrivare - per cui si può parlare di un settimanale delle Chiese toscane per la società toscana.

Ma nell'ordine dei ringraziamenti certamente farò delle dimenticanze anche serie ma una non la posso fare. Qui davanti a noi, accanto a Gianni, il prof. Alberto Migone. Io lo indico come uno dei laici nel senso più bello di questa parola, cristiani che sanno vivere la loro laicità nella loro autonomia, responsabilità e al tempo stesso nel raccordo con i pastori della Chiesa, che io abbia conosciuto in questi anni. Uno dei migliori e delle più belle figure, lo posso assicurare, di laici e di cattolici è proprio lui, il prof. Alberto Migone. Prato lo conosce anche, o almeno alcuni di Prato lo ricorderanno, perchè è stato qui docente di lettere. Una volta andato in pensione invece di godersi la lettura di libri o forse in qualche scrittura di saggi o in qualche conferenza, lui, uomo dell'Azione Cattolica, la sua pensione, da 25 anni è al comando di questa barca settimana dopo settimana, con una fedeltà, io direi, eroica, e con una competenza, una capacità dialogica, un'ascolto di tutti, uno stile temperato, ma al tempo stesso chiaro, una capacità di scrittura veramente notevole. Grazie prof. Migone. Se questo 25° lo possiamo celebrare io credo che si debba in particolare a lei e non solo alle volontà dei Vescovi e delle Diocesi di andare avanti. A lei e naturalmente, inscindibili da lei, i suoi collaboratori. Uno siede nel seggio del principe, del sindaco, Claudio Turrini, l'altro, Andrea Fagioli è qua, altri sono da altre parti, sono preziosissimi davvero. Grazie a nome dei Vescovi toscani, a nome dei cattolici toscani, a nome delle nostre diocesi, delle nostre comunità, del nostro mondo associativo, e questo lo dico in qualità di Vescovo pro tempore delegato per la cultura e le comunicazioni sociali.

Debbo aggiungere un ringraziamento particolare ai miei amici di Prato, ai miei collaboratori di Prato, anzitutto a Gianni Rossi, che è venuto, formatosi alla sua scuola, dopo don Cioppi. Don Oreste Cioppi, una bellissima figura di prete pratese, che tutti conoscono, che ha avuto il merito di credere sempre nella stampa e nelle comunicazioni sociali, di credere, veramente, nella stampa più modernamente intesa. E che soprattutto ha avuto il merito di due attività che si sono rivelate preziosissime, almeno per noi di Prato e non solo per noi di Prato.

Una è quella di essersi circondato di collaboratori giovani che poi ha formato, con una pazienza, una competenza, una serenità veramente ammirevole. Se noi abbiamo un gruppo di collaboratori nella redazione di Prato di Toscana Oggi, è per merito di quella formazione, di quel vivaio coltivato da don Cioppi e portato avanti molto bene adesso da Gianni, che è mio incaricato non solo di Toscana Oggi, ma di tutto il mondo delle comunicazioni sociali che a Prato sono più d'una.
L'altro merito di don Cioppi è quello della formazione di animatori locali della diffusione di Toscana Oggi. Molte persone semplicissime delle nostre parrocchie sono i diffusori principali di Toscana Oggi in Diocesi, nonostante i numeri bassi che ci sono, bisogna riconoscere, in Toscana.

Se io per questo 25°, aggiungo, ho un rammarico, guardando a mons. Zucchelli, qui presente, e pensando a tutti i settimanali serviti dalla Sir dell'amico Bustaffa e di mons. Rini, vedo una distanza enorme tra la diffusione dei settimanali nel nord dell'Italia soprattutto, e del centro-nord, e la diffusione della Toscana. Poi si può fare il paragone con altre Regioni e magari apparire anche virtuosi, però una realtà è questa: alle migliaia di abbonati e comunque di copie vendute e diffuse nel centronord corrispondono alcune migliaia di copie diffuse con abbonamento e non nelle nostre Diocesi toscane. Permettetemi un po' di piccola manifestazione di vanità. Devo dire che Prato e Fiesole, la mia diocesi di origine e quella in cui ora sono, sono quelle che mediamente hanno più diffusione, naturalmente sulla base dell'apporto che dà Firenze, perché se non ci fosse la diffusione fiorentina saremmo molto più in basso. In questi anni abbiamo cercato di lavorare perché la diffusione fosse più capillare e più diffusa ma si vede c'è una certa allergia anche fra noi, fra i cattolici toscani e forse tra i Toscani in genere anche a sostenere delle cause. E' un discorso generale, non solo per noi cattolici.

Grazie. Grazie anche alle autorità che sono intervenute prima di me, al Sindaco, al Presidente della Provincia, al Presidente della Regione. Io chiederei di registrare, è già stato registrato, ma chiederei di trascrivere i loro interventi, perché credo siano una buona carta di presentazione presso i cattolici di questo nostro settimanale che d'ispirazione cattolica ma di servizio sociale e culturale in generale.

Grazie di questa gentilezza di averci accolto, sindaco, in questa splendida aula del Consiglio Comunale, grazie presidente Logli delle parole che hai detto e di certi ricordi legati alla tua esperienza anche di Chiesa. E grazie presidente Martini, perché l'elogio più grande di Toscana Oggi l'ho sentito oggi da lei. Quindi è una cosa incoraggiante, ci fa molto piacere e non credo sia dettata da intenti di parte. Il settimanale è libero, è indipendente. Io come vescovo mi guardo bene da fare i titoli. Gianni mi ricorda sempre quando io cerco di dire “ma sai, forse...”, “questo lo lasci a noi”. Benissimo, non ho da replicare.
Questo è un settimanale libero, perciò se trova tanto riconoscimento nelle autorità civili mi pare che possa essere tanto più accreditato fra di noi, e nell'ambito della Chiesa e nella società, perché è uno strumento a duplice fine, collegati l'uno con l'altri.

Uno, quello di essere uno strumento di collegamento all'interno delle singole chiese diocesane. I cattolici che vogliono sapere, dico i cattolici di Prato, quelli di Montepiano, quello che succede in centro o a Castelnuovo, come fanno se non sentendo Tv Prato, ma particolarmente leggendo di settimana in settimana quelle pagine dedicate alla nostra diocesi? Analogo discorso si può fare per le altre diocesi, a cominciare dall'Arcidiocesi di Firenze. E' uno strumento di collegamento tra di noi e fra noi come Chiese della Toscana. Di comunione non ce n'è mai abbastanza e uno strumento che ci unisce pur nella caratterizzazione particolaristica e localistica è sempre uno strumento provvidenziale per cui bisogna essere grato a chi l'ha pensato, a chi l'ha voluto, a chi lo mantiene, a chi si abbona, a chi ne fa strumento di diffusione.

L'altra finalità è quella di essere presente nella società civile, nella cultura, nell'opinione pubblica, con il rispetto dovuto. Grazie di averci riconosciuto che non abbiamo toni da propaganda che non ci si addicono, grazie per aver riconosciuto che siamo in dialogo con tutti, nessuno escluso, grazie per questo riconoscimento e perchè questa è veramente una linea programmatica a cui non vogliamo venir meno. Essere presenti e al tempo stesso rendere consapevoli i cattolici dei problemi della società. I cattolici si devono interessare, come tali sono cittadini, noi siamo cattolici, credenti e cittadini e certamente non c'è assoluta identità tra le due figure, nel senso che quando il cattolico varca le soglie della cittadinanza - che naturalmente coesiste con il suo essere pienamente discepolo del signore - ha la sua autonomia, la sua responsabilità, il suo giudizio, naturalmente nel legame profondo con il sentire della comunità cristiana e dei suoi pastori. Le due cose non sono affatto inconciliabili, la laicità per noi è questa. Se anche il settimanale accende in noi, con la conoscenza dei fatti e dei problemi, la passione per il bene comune nella società, svolge anche a questo proposito una grande funzione.

Per questo sono contento di questa celebrazione, per questo sono contento che a questa celebrazione del 25° di Toscana Oggi sia collegato il 20° dell'agenzia Sir. Con l'amico Bustaffa ci conosciamo da tanto tempo e so quanto valore ha il loro lavoro. Permettetemi di dire che tante notizie, sia riguardanti l'interno della Chiesa, sia i pronunciamenti dei pastori della Chiesa, quelli veri e non quelli già in qualche maniera mortificati o amplificati, sia le notizie riguardanti non tanto le cose d'Italia, del Terzo Mondo e del mondo più lontano, voi le trovate particolarmente nella stampa cattolica, nella stampa missionaria e nelle nostre agenzie. Anche sul nostro quotidiano, Avvenire. C'è una certa censura in diversi giornali e quotidiani che si dicono indipendenti e poi - si sa come l'indipendenza è in Italia - certe notizie, certi fatti e panorami drammatici del mondo non si sanno se non tramite i mezzi di comunicazione che sono coltivati all'interno della comunità cristiana.
Grazie per tutto questo.

Simoni: Uno strumento di comunione per la Chiesa e di presenza nella società
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento