Convegno per i 25 anni di Toscana Oggi
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Zucchelli (Fisc): Una formula innovativa

La trascrizione (non rivista dall'autore) dell'intervento di saluto di mons. Giorgio Zucchelli, presidente Fisc, al Convegno per i 25 anni di Toscanaoggi e i 20 anni del Sir

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La trascrizione (non rivista dall'autore) dell'intervento di saluto di mons. Giorgio Zucchelli, presidente Fisc, al Convegno per i 25 anni di Toscanaoggi e i 20 anni del Sir.

Grazie per l'invito. Saluto tutte le autorità presenti, soprattutto Sue Eccellenze. Sono qui a nome di 176 giornali diocesani a portare il saluto della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, Fisc, l'acronimo, per il 25° di uno dei nostri iscritti, appunto, Toscana Oggi.

Il numero dei nostri settimanali cambia sempre, tutte le volte che parlo in pubblico devo cambiarlo, per fortuna continuano ad aumentare. Siamo ora a 176, sparsi in tutto il paese, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia e lo slogan, il progetto che abbiamo lanciato nel convegno di Verona ne 2006, “un settimanale in ogni Diocesi”, si sta lentamente realizzando. E' un sogno che noi coltiviamo e perseguiamo, perché vorremmo che tutte le Diocesi si dotassero di un settimanale o per lo meno di un periodico, quindicinale o mensile, diocesano.

25 anni fa - non devo dirlo io perché è stato detto più volte - è stata fondata Toscana Oggi, frutto della sinergia delle Diocesi e dei giornali delle Diocesi toscane che si sono messe insieme in un unico grande settimanale. La scelta era ambiziosa e la formula nuova, unica, ce ne sono altre simili ma di questo tipo soltanto Toscana Oggi, all'interno della nostra famiglia dei settimanali diocesani. Una formula che valorizza sia il livello regionale che locale, conciliandoli e potenziandoli a vicenda, soprattutto da quando dal 2002 è stata studiata la nuova impaginazione e il rinnovamento grafico per opera dello studio di Aurelio Candido, per cui sono state potenziate anche le testate locali sotto forma di un dorso che viene abbinato a quello regionale. Come voi sapete meglio di me, se girate il giornale da una parte, trovate il dorso regionale, se lo girate dall'altra, trovate il dorso locale.

E' una formula innovativa che può essere certamente di grande interesse per alcune regioni italiane, soprattutto per quelle che emergono adesso, fondando dei nuovi giornali. Io voglio sottolineare, come è già stato detto, soprattutto l'importanza del ruolo regionale. Noi, il consiglio nazionale della federazione, continua a insistere su un maggiore impegno di tutti i nostri settimanali nell'impegno regionale, perché il livello regionale prenderà sempre più importanza nel futuro del nostro paese grazie all'emergere delle autonomie locali e dunque il livello regionale, le decisioni regionali, saranno sempre di più grande importanza per il nostro vivere sociale. Quindi è importante che i giornali diano spazio all'informazione regionale. Sia la regione con la lettera maiuscola che con la lettera minuscola, come diceva il Presidente, cioè l'Istituzione regionale e anche i problemi che la gente vive a livello regionale.

Non mi dilungo perchè devo fare soltanto un saluto, anch'io ritengo che il successo ottenuto da Toscana Oggi vada reso merito al nostro caro Alberto Migone e ai suoi collaboratori. Tra l'altro gli faccio i complimenti per il premio che ha appena ricevuto, premio Giuseppe Donati da parte dell'Ucsi Toscana. Auspico un sempre maggior sviluppo di questa grande iniziativa.

Voglio aggiungere un altro pensiero. L'ha già accennato il Vescovo Simoni. Noi con i nostri settimanali diocesani ci proponiamo di svolgere un'opera di evangelizzazione. Riteniamo che debbano essere i nostri giornali parte strutturale dell'evangelizzazione delle nostre Diocesi. Perché possono arrivare là dove i tradizionali strumenti della pastorale non arrivano più e cioè in tante case, possibilmente in tutte le case. Si parla spesso di evangelizzazione, di terra di missione. Uno degli strumenti più validi per realizzare questa missione, anche nei nostri territori, dove imperversa un secolarismo e la scristianizzazione, uno dei mezzi più validi può essere proprio un giornale. Parlo dei settimanali cattolici ma non possiamo dimenticare Avvenire, le radio, le televisioni, Sat 2000 e tutto il mondo dei media di ispirazione cristiana che oggi sono una realtà notevole nell'ambito della nostra Italia. Nel nostro intervento di Verona abbiamo invitato le comunità cristiane ad investire su questi giornali, non soltanto i soldi, ma culturalmente, a capire l'importanza di uno strumento del genere nell'ambito di una comunità cristiana. E questa evangelizzazione si fa comunque in due modi. Innanzitutto leggendo la realtà alla luce del Vangelo e dei valori cristiani. Dando quindi un punto di vista e una prospettiva culturale cristiana al vivere comune. In secondo luogo, quello di offrire delle opinioni ragionate sui grandi problemi e i grandi temi che oggi emergono. L'aveva accennato, mi pare, il Presidente della Provincia, che ci sono temi nuovi che emergono e noi vogliamo essere presenti nel dibattito culturale proponendo la visione cristiana di questa realtà e di questi problemi.

Noi viviamo questa avventura di essere direttori di giornali e settimanali cattolici con grande passione. Troviamo qui il senso, io del mio sacerdozio, di essere pastore e missionario del Vangelo del Signore, e Alberto e tutti i nostri colleghi, laici e sacerdoti, di promuovere il Vangelo della società di oggi.

Se mi permettete ricordo anche i 20 anni del Sir, non posso non ricordarli, il Sir è nato dalla costola della Fisc e poi ha superato la mamma, è diventato ben più grande e ben più importante di quanto noi abbiamo saputo produrre all'inizio 20 anni fa. Ora è una grande realtà che dà informazione e daà collegamento e comunicazione persino a livello europeo. Gli sforzi che oggi si stanno facendo per un collegamento europee delle agenzie e delle Chiese e delle Conferenze Episcopali europee è certamente una grandissima scelta che porterà il Sir ad essere un'agenzia di primaria importanza. Non posso far altro che ringraziare, come presidente, il direttore Paolo Bustaffa e il presidente mons. Vincenzo Rini, per quello che fanno, perché veramente è indispensabile alle nostre testate, ma vorremmo che fosse indispensabile per tutte le Chiese d'Europa.
Grazie.

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